Rsa anziani “Anni Azzurri”. Dove sono i forti, dove sono i deboli
Nella seduta del 17 febbraio del Consiglio regionale l’assessore alla salute ha risposto alla interrogazione (di seguito interrogazione e risposta) nella quale si chiedeva chiarimenti rispetto alla retta alberghiera praticata dalla struttura Anni Azzurri (del gruppo Holding Sanità e Servizi Spa) nei posti classificati come RSA anziani. L’interrogazione chiedeva in base a quale disposizione la RSA poteva richiedere una compartecipazione agli utenti pari a 53,50 euro quando la normativa regionale (vedi QUI) stabiliva una quota massima (a determinate condizioni) pari a 41,20 euro.
La risposta dell’assessore alla salute contiene diverse inesattezze:
a) Nelle strutture classificate come “RSA anziani” la contribuzione a carico degli utenti è stata disciplinata fin dal 1992, come ricorda l’interrogazione, dalla DGR 3240. La quota prevista era pari a 40.000 L. (in analogia con quanto fissato dal regolamento regionale n, 21/1989 riguardante le residenze protette della legge 43/1988). Dunque a partire dalla stipula della convenzione (2000) era vigente una regolamentazione che definiva la quota a carico degli utenti. “Anni Azzurri” ha da sempre praticato una retta superiore a quella prevista (anche quando non c’è stato adeguamento agli indici ISTAT).
b) A partire dalla dgr 323/2005 sono stati fissati i criteri tariffari delle Residenze protette (RP) e delle Rsa anziani. Discrezionale per le RSA era l’applicazione dei contenuti della convenzione, non delle tariffe disciplinate dall’allegato “B”, sia nella dgr 323/2005 che nella dgr 704/96. Allegato “B” tuttora vigente, anche dopo il decreto 9-2009, sia per le RP che le RSA anziani. Dunque “Anni Azzurri”, come ogni altra RSA, secondo le norme emanate dalla regione Marche, doveva e deve adeguarsi a quelle disposizioni (33 euro +/- 25% a determinate condizioni).
c) “Anni azzurri” non eroga standard assistenziali più elevati rispetto alla normativa vigente per il solo fatto che la Regione non li ha mai fissati (così come il conseguente costo complessivo della retta giornaliera e dunque la quota sanitaria). Dunque l’accertamento di uno standard pari o superiore a 120 minuti al giorno non significa nulla e non può giustificare la deroga al tetto fissato dalla Regione.
Fin qui le precisazioni.
Ma ciò che più fa riflettere è che di fronte ad una prova di forza della società (ricorso al TAR) si scelga la strada di una contrattazione che di fatto accoglie totalmente le richieste della struttura (50 euro al giorno contro i 53.50 richiesti alle famiglie) con un aumento del 50% (ai quali peraltro si aggiungono le spese di lavanderia a carico degli ospiti) rispetto alla tariffa fissata dalla stessa Regione (33 euro). La strada sembra aperta anche per altri gestori. Che la struttura abbia ritirato il ricorso è da considerare un successo? D’altra parte la Regione, sa bene che ci sono altre strutture, RSA e RP, che praticano rette di molto superiori (vedi http://www.grusol.it/informazioni/06-10-07.PDF) a quelle previste dalla normativa vigente delle quali si fa finta di non sapere (in questo caso il problema si è posto solo perché diverse famiglie, rispettando la normativa regionale, si sono rifiutate di corrispondere l’aumento).
La vicenda peraltro non può che mettere ancora una volta in evidenza l’assenza della programmazione regionale in materia. La questione “Anni Azzurri” è un incidente di percorso di una Regione che ha rinunciato dal 1992 a fare programmazione in questo settore.
L’incidente di percorso è che si sono autorizzate RSA anziani (ancorché poche) private quando tutta la normativa è nata e si è sviluppata sulle RSA derivanti dalla disattivazione ospedaliera del 1992 (www.grusol.it/vocesociale.asp) che hanno funzionato sostanzialmente come delle lungodegenze che ospitano malati nella fase di post acuzie in dimissione ospedaliera. Da qui la mancata definizione, degli standard e delle tariffe(si veda in proposito la pochezza delle indicazioni contenute nella DGR 2200/2000, contenente i requisiti perle autorizzazioni).
Così oggi nelle Marche, ci sono, sostanzialmente, due tipologie di RSA anziani: quelle derivanti dalla disattivazione ospedaliera e quelle, poche, che si caratterizzano come residenzialità permanente (è il caso di “Anni Azzurri”). La normativa vigente non è utile né per le une né per la le altre.
Da oltre 15 anni chiediamo di riordinare questo settore, senza purtroppo, alcun risultato. Intanto, ieri come oggi, gli utenti continuano a pagarne le conseguenze.
Interrogazione n. 1200 del Consigliere Binci
“Quote a carico degli utenti della residenza sanitaria assistenziale “Anni Azzurri” sita a Torrette di Ancona”
Il sottoscritto consigliere regionale,
premesso che
- A partire dal 1992 la Regione Marche ha emanato disposizioni in merito alle RSA anziani; in particolare per quanto riguarda la quota a carico degli utenti la DGR 3240/1992 stabiliva una quota a carico degli utenti pari a 40.000 L.
- Con la DGR 323/2005 e 704/2006 e 480/2008 sono stati modificati i criteri tariffari delle RSA anziani. La quota a carico dell’utente è stata fissata in 33 euro al giorno con la possibilità di una variazione contenuta in +/- 25% “in relazione alla qualità dei servizi alberghieri erogati e ad eventuali, specificate e concordate specificità locali”.
considerato che
- la struttura “Anni Azzurri” ha sempre praticato rette a carico degli utenti superiori a quelle stabilite dalla normativa regionale;
- nonostante le ultime normative regionali sopra citate non ha mai rispettato le indicazioni contenute nelle delibere regionali arrivando a chiedere nel gennaio 2008 un quota a carico degli utenti pari a 53,50 euro.
ritenuto che
- tale richiesta sia incompatibile con il dettato della normativa regionale, ciononostante la struttura rimane ferma nella richiesta determinando una situazione di grave incertezza e precarietà a danno degli utenti e dei loro familiari;
- sia doveroso un intervento della regione Marche al fine di porre rimedio a tale situazione rispettando le determinazioni adottate dalla stessa Regione
interrogano il Presidente della Giunta Regionale
- per sapere per quali motivi la Regione Marche non è ancora intervenuta al fine di far rispettare la normativa regionale vigente;
- per conoscere quali iniziative si intendono conseguentemente adottare
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca le interrogazioni n. 1200 del Consigliere Binci e n. 958 del Consigliere Brandoni, abbinate. Per la Giunta risponde l’Assessore Mezzolani.
Almerino MEZZOLANI. In merito a tali interrogazioni cito prima gli atti formali e poi dirò quali sono le valutazioni.
In data 21 giugno 2000 è stata stipulata una convenzione tra l'Azienda USL n. 7 di Ancona (ora Zona territoriale n. 7) e l'Ente per l'esercizio dell'attività socio-assistenziale e a rilievo sanitario rivolta a soggetti prevalentemente anziani non autosufficienti affetti da patologie psichiatriche croniche e/o patologie neuropsichiatriche stabilizzate e da demenze (morbo di Alzheimer in particolare). Tale convenzione aveva validità triennale, prorogabile per altri tre anni, previo accordo tra le parti. In tale atto la struttura veniva configurata come RSA.
Si è proceduto al rinnovo della suddetta convenzione in data 13 dicembre 2006, con validità fino al 30 giugno 2008. In tale atto la retta alberghiera è stata definita con le stesse modalità previste nel precedente accordo.
In data 4 marzo 2008 tra la Direzione generale ASUR e la Società Anni Azzurri s.r.l., si è provveduto alla stipula di un atto di transazione che prevede un aggiornamento delle tariffe sanitarie, rimaste invariate dall'anno 2000, pari al 10%.
In tale atto, relativamente alla tariffa alberghiera, viene specificato che "...per quanto attiene la quota di partecipazione degli ospiti per i servizi alberghieri, le parti si impegnano a rispettare i contenuti dell'art. 18 della convenzione tipo di cui alla d.g.r.m. 704/2006...".
A tal fine, secondo quanto disposto dalla d.g.r.m. 704/06, la Struttura Anni Azzurri del Conero avviava il percorso volto alla determinazione della tariffa alberghiera con la Zona Territoriale n. 7 di Ancona interessata, consultando come previsto il Coordinatore sociale d'Ambito di Ancona, che dichiarava la propria incompetenza nella materia, non essendo la struttura stessa residenza protetta.
A fronte della mancata definizione della tariffa nei termini di cui al provvedimento regionale, con la conseguente autoriduzione da parte degli utenti della struttura della quota alberghiera, la struttura Anni Azzurri ha effettuato ricorso al TAR per annullamento della d.g.r.m. 780/2008, che proroga la validità della d.g.r.m. 704/06 a tutto il 2008.
In data 22 dicembre 2008 si è proceduto alla stipula di un accordo tra Regione Marche, ASUR Marche e Struttura Anni Azzurri, in cui si è deciso di rinviare la definizione della quota alberghiera a carico dell'utente, alle disposizioni che saranno adottate dalla Regione Marche, mediante promulgazione e applicazione della nuova convenzione tipo per le residenzialità, congelando per l'anno 2008, la quota a carico dell'utente al valore in essere anteriormente all'applicazione della d.g.r.m. 704/06. Tale quota è pari a 50 euro/die, tenuto conto anche degli standard assistenziali erogati che assicurano un'assistenza superiore ai 120 minuti/paziente, come rilevato da apposita relazione della Direzione di Distretto in data 6 novembre 2008.
Le valutazioni, invece, sono le seguenti.
Si sottolinea che la retta alberghiera in questione riguarda solo una parte degli assistiti della struttura, essendo applicata ai soli ospiti anziani con demenza.
La retta è stata definita nella stesura della primo accordo contrattuale tra le parti, risalente all'anno 2000, in assenza di normativa specifica. Tale retta non è mai stata rivisitata nei successivi atti di convenzionamento e non è mai stata adeguata in base agli indici ISTAT per circa un decennio.
La d.g.r.m. 704/06, aveva prefigurato la possibilità e non la obbligatorietà di applicare i meccanismi ivi contenuti anche alle RSA, proprio tenendo conto della diversità assistenziale in termini quali-quantitativi rispetto a quella erogata presso le residenze protette.
II percorso dell'applicazione dell'articolo 18 della d.g.r. 704/06 è stato attivato nella impossibilità di trovare altre forme di individuazione condivisa della retta alberghiera.
Inoltre, la situazione determinata dalla mancata emissione del parere da parte del Coordinatore d'Ambito, motivata con la natura di RSA della struttura e non di residenza protetta, necessitava di una formula diversa per addivenire ad una definizione della retta. Pertanto si è proceduto all'atto transattivo citato valevole per l'anno 2008, che attraverso la valutazione dei livelli assistenziali erogati ha ricondotto ad euro 50 la tariffa alberghiera, confermando quanto sostenuto dalla struttura sulla base dei dati in suo possesso. La sottoscrizione di detto accordo transattivo ha determinato il ritiro del ricorso al TAR pendente sulla Regione Marche.
18 febbraio 2009