Gruppo Solidarietà
Via D'Acquisto, 7
- 60030 Moie di Maiolati Sp. AN- ITALY
tel/fax 0731703327
grusol@grusol.it
 
Il materiale presente nel sito può essere ripreso citando la fonte
Home page - Chi siamo - Voce sul sociale - Centro Documentazione - Schede di approfondimento
Rivista Appunti - Banche Dati - Pubblicazioni - Informazioni - Links utili


Sostegno. E’ tempo di scelta per il Ministero

I tempi sono maturi per una soluzione. Lungaggini e indecisioni rischiano di portare con sè le azioni legali già minacciate da famiglie e associazioni.

http://www.superabile.it/Superabile/HomePage/Oggi/Punto/Sostegno+tempo+di+scelte+per+il+ministero.htm

di Salvatore Nocera

(indice informazioni)

Con l'apertura dell'anno scolastico, i giornali si riempiono di cronache di lagnanze dei genitori circa le carenze concernenti l'integrazione scolastica, denunciando quasi esclusivamente la carenza di posti di sostegno. Purtroppo l'amministrazione scolastica, che in base al principio della trasparenza aministrativa dovrebbe fornire dati chiari e precisi, continua a trincerarsi dietro la giustificazione che ancora i dati non sono definitivi. Però i genitori denunciano sempre più frequentemente riduzione di ore di sostegno rispetto allo scorso anno. Cosa fare?Alcuni genitori si sono organizzati e stanno avviando azioni legali per ottenere la conferma almeno delle ore di sostegno degli anni precedenti. Altri stanno cominciando ad agire legalmente per ottenere dagli enti locali la nomina di assistenti per l'autonomia e la comunicazione, come previsto dall'art 13 comma 3 della L.n. 104/92. Altri ancora lamentano il non coinvolgimento degli insegnanti curricolari nella gestione del progetto di integrazione scolastica, solitamente dellegata al solo insegnante per il sostegno. Pare che il malcontento sia generalizzato ovunque tranne che in qualche provincia, come ad esempio quella di Cagliari, dove sembrerebbe non vi sia stato alcun calo delle ore di sostegno.

Questa situazione di così ampio disordine nell'avvio dell'anno scolastico per gli alunni con disabilità e di totale disorientamento per le famiglie deve cessare; ne va del valore della qualità dell'integrazione che il ministero si è impegnato a garantire. Se il ministero vuole evitare continue lagnanze deve rimuovere le cause che determinano i disservizi che ne sono la causa.

Un'occasione prossima è costituita dalla riunione dell'osservatorio permanente del ministero dell'Istruzione sull'integrazione scolastica, che verrà riconvocato a fine settembre. In tale riunione le associazioni che hanno già da tempo segnalato i disservizi, si attendono delle risposte dell'Amministrazione scolastica e delle proposte di soluzione degli annosi problemi, ancora irrisolti. Dalla mancanza di continuità didattica alle deroghe per il sostegno, dalla nomina di assistenti comunali a quella dei collaboratori scolastici per l'assistenza igienica degli alunni con gravi disabilità, dall'aggiornamento degli insegnanti curricolari alla formazione di insegnanti nominati per il sostegno privi della specializzazione per mancanza di docenti specializzati, dalla mancata collaborazione delle Asl al mancato coordinamento di tutti i servizi, realizzabile seriamente solo con gli accordi di programma che però non vengono stipulati. Dalle classi di scuola superiore sovraffollate al mancato coordinamento con i centri di formazione professionale per percorsi misti di istruzione e formazione. Dalla mancata individuazione di indicatori di qualità dell'integrazione alla necessità di una conferenza Stato-regioni, per affrontare su un unico tavolo di concertazione tutte le problematiche.

Sono questi i temi più urgenti che le associazioni hanno già prospettato al ministero e sui quali chiedono alcune risposte chiare e per la cui soluzione sono disposte a collaborare col ministero, purchè si pervenga a soluzioni da troppo tempo attese. I tempi sono ormai maturi per delle soluzioni. Se si dovesse continuare a rinviare, è facile prevedere che il contenzioso delle famiglie si scatenerà impetuoso davanti ai tribunali ed allora le soluzioni verranno non più da un dialogo fra clienti e scuole, ma per atto unilaterale dei giudici.