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Lì, 3 aprile 2006


Al Difensore Civico della Regione Marche


Oggetto: Richiesta parere su organizzazione e funzionamento RSA anziani.


In base alla normativa della Regione marche, che riprende le indicazioni di quella nazionale (DPR 14.1.1997: le RSA sono destinate a soggetti non autosufficienti non curabili a domicilio, portatori di patologie geriatriche, neurologiche e neuropsichiatriche stabilizzate. Sono da prevedere: ospitalità permanenti, di sollievo alla famiglia non superiori ai 30 giorni, di completamento di cicli riabilitativi eventualmente iniziati in altri presidi) alle RSA anziani sono affidate “la gestione di pazienti non autosufficienti, non curabili a domicilio, che si trovano in una condizione stabilizzata ma che richiedono una intensità assistenziale alta a causa della presenza di patologie croniche multiproblematiche. La durata della degenza è prolungata e può essere permanente, previa valutazione periodica delle UVD” (PSR 2003-2006).

A partire dal 1992 la Regione Marche ha emanato disposizioni in merito alle RSA anziani nelle quali sono presenti forti elementi di contraddittorietà (vedi: standard di personale, quote a carico degli utenti). Con la DGR 323/2005 sono stati modificati i soli criteri tariffari delle RSA anziani. I tempi di esenzione dalla partecipazione alla spesa, dal 1° gennaio 2006, sono passati dai 90 precedenti a 45, la quota a carico dell’utente in alcuni casi è stata aumentata del 40% passando da 24 € a 33€.

Considerato che:
- le strutture classificate e autorizzate come RSA anziani attive nel territorio regionale operano per la gran parte disattendendo le indicazioni normative nazionali e regionali riguardo la tipologia di utenza accogliendo invece soggetti in post acuzie con quadri clinici non stabilizzati che invece dovrebbero afferire al sistema di riabilitazione lungodegenza ospedaliera;
- i nuovi criteri tariffari sono applicati anche ad utenti in post acuzie che avrebbero invece diritto alla gratuità delle prestazioni (D. lgs,229/99, DPCM 14.2.2001, DPCM 29.11.2001);
- gli utenti che non hanno redditi sufficienti per pagare i 33 € sono costretti a rientrare anticipatamente al proprio domicilio con conseguenti gravi rischi per la salute subendo la grave discriminazione di un accesso alle cure subordinato alle condizioni economiche;
- nessuna norma regionale ha stabilito quali prestazioni sono ricomprese nella quota alberghiera (lavanderia, stireria, ecc ….)
- tutto ciò sta avendo gravissime ricadute sulla condizione di salute di malati molto gravi - che a causa della loro condizione non possono essere assistiti in altra forma - e delle loro famiglie con dimissione anticipate permanendo una - situazione clinica non stabilizzata;

Si chiede al Difensore civico un parere circa la legittimità:
- dell’utilizzo di RSA per la gestione delle fasi post acute della malattia,
- dell’assoggettamento di oneri economici a malati nella fase intensiva delle cure,
- di prevedere quote alberghiere senza previa determinazione dei servizi inclusi.

Confidando in una sollecita risposta si inviano cordiali saluti

il Comitato