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Ancona, 3 maggio 2006


- Presidente giunta regionale
- Assessore alla salute Regione Marche
- Assessore Politiche sociali
e p.c. - Direttore generale ASUR Marche



Oggetto: Assistenza residenziale agli anziani dopo Decreto 501/SOS e Nota Direttore Servizio salute del 2.11.2005. Attuazione DGR 323-2005.


Con diverse note (10.11.05, 12.12.05, 13.2.06; 27.2.06; 4.3.06; 20.3.06) abbiamo richiamato l’attenzione sulla non applicazione a partire dal 1° gennaio 2006 delle norme che determinavano, seppur minimi, benefici agli utenti (aumento dell’assistenza a 50 minuti per circa 2.200 utenti, riduzione a 33 € della quota alberghiera per gli utenti delle RP), dall’altro l’immediata applicazione dei nuovi criteri tariffari riguardanti le RSA con la riduzione del tempo di esenzione e l’aumento in molti casi del 40% delle quote alberghiere senza contestuale definizione dei servizi inclusi. In quest’ultimo caso abbiamo denunciato la grave situazione creatasi con l’assoggettamento di oneri economici agli utenti ed ai loro familiari in situazione di post acuzie e dunque nella fase intensiva della malattia. Oneri che contrastano con la legislazione vigente.

A distanza di quattro mesi, non risulta che le cose siano cambiate, così come non si sono avute risposte sul merito dei nostri rilievi. La riqualificazione dell’assistenza residenziale rivolta agli anziani non autosufficienti al momento si è tradotta nell’assoggettamento di oneri anche nella post acuzie di ricoverati impropriamente inviati nelle RSA e nell’aumento delle quote alberghiere anche del 40%.

Torniamo pertanto a chiedere:

l’aumento a 50 minuti dell’assistenza socio sanitaria (che giova ricordare è la meta di quella prevista e sicuramente molto di quella quella necessaria) per tutti i posti assegnati nel decreto 501/2005. Per quelle strutture che hanno dichiarato di erogare già 50 minuti di assistenza con oneri a carico degli assistiti, l’immediata restituzione agli stessi della quota regionale ricevuta a seguito del decreto in oggetto.

L’abbassamento a 33 euro della quota giornaliera a carico dell’utente nei 333 posti di Residenza protetta, come previsto nella delibera, con la restituzione agli utenti delle quote superiori percepite dal 1° gennaio 2006.
Come abbiamo scritto nella nota dello scorso 10 novembre all’indomani del decreto 501, in alcune delle Convenzioni in atto tra Zone ed Enti gestori è previsto uno standard assistenziale superiore a quello previsto dal Regolamento 1/2004 ed un finanziamento giornaliero del servizio sanitario superiore ai 33 € e comunque una retta giornaliera superiore ai 66 €. Tale standard è motivato dalla condizione di gravità dei malati presenti che per la stragrande maggioranza dei casi ha i requisiti per essere accolto in RSA anziani o anche nei Nuclei per stati vegetativi persistenti (questi sono a completo carico del fondo sanitario). E’ evidente che in queste strutture, per la tipologia di utenza ospitata, è impensabile un abbassamento degli standard assistenziali presenti (a meno che, le Zone territoriali, non vogliano trasferire gli stessi in RSA anziani), così come un mantenimento dello standard, riducendo però la quota sanitaria ed aumentando la quota sociale. La maggiore necessità di assistenza - rispetto ai 100 minuti previsti - motivata dalla gravità della malattia - della persona ricoverata deve conseguentemente gravare



sul fondo sanitario quand’anche sia superiore a 33 euro. E’ troppo facile, una volta vista l’insufficienza dei 100 minuti, ritorcersi nuovamente sull’unico soggetto incapace di far valere i propri diritti.
Chiediamo inoltre che venga specificato nella nuova delibera che modificherà l’allegato C della DGR 323/2005, che la quota alberghiera (di 33 euro) deve essere pagata, secondo la legislazione vigente, con i soli redditi dell’utente - come confermato anche dall’assessore Amagliani in data 15 novembre 2005 in occasione di una risposta ad una interrogazione consiliare. E’ evidente che se il reddito dell’utente non è sufficiente, tenuto ad intervenire è il Comune di residenza.

La modifica dei criteri tariffari delle RSA anziani. Tale norma ha determinato gravissime ripercussioni. Come vi sarà chiaro non si è trattato soltanto di un aumento tariffario ma della scellerata previsione di imporre pagamenti sulle degenze di malati nelle fasi post acute della malattia. Infatti la stragrande maggioranza di queste strutture ricoverano soggetti in questa fase della malattia. Malati che hanno il diritto di afferire al sistema della riabilitazione lungodegenza. Ricordiamo nuovamente che la normativa vigente (D. lgs 229/99, DPCM 14.2.2001, DPCM 29.11.01) rende illegittima ogni assegnazione di oneri nelle fasi intensive della malattia. Nessuna norma può stabilire amministrativamente la durata della fase intensiva in 45 giorni. Nessuna norma stabilisce l’inizio della “lungoassistenza” (alla quale si richiama il decreto 501) 46 giorni dopo il ricovero in RSA. Nessuna norma assegna alle RSA anziani la gestione della fase intensiva della malattia. Ci saremmo aspettati, il riconoscimento dell’errore commesso, ed una immediata revoca o modifica della delibera. Avreste risparmiato molte sofferenze. Purtroppo così non è stato.
Chiediamo pertanto di:
stabilire la soglia di esenzione a 60 giorni (senza alcuna differenziazione dei percorsi).
di prevedere attraverso lo strumento della valutazione multidimensionale (così come previsto dal DPCM 14.2.2001) la verifica della permanenza di una fase intensiva della malattia oltre tale data, fase intensiva nella quale nessun onere è imputabile agli utenti.
di stabilire quali prestazioni sono ricompresse all’interno della quota alberghiera. Nel caso in cui le prestazioni normalmente ricompresse all’interno della quota alberghiera non vengono garantite, la retta dovrà essere decurtata della cifra corrispondente. In ogni caso, anche per le RSA come per le RP, la quota alberghiera dovrà riferirsi al reddito del solo richiedente la prestazione.
di ribadire che ai sensi della normativa vigente le RSA non sono strutture che hanno il mandato di gestire la fase della post acuzie ma di rispondere alle esigenze di quei malati che a causa della gravità delle condizioni, una volta stabilizzata la malattia, non possono essere curati a domicilio.

Si chiede inoltre di poter ricevere l’elenco delle Rsa anziani funzionanti nel territorio regionale e dei tempi medi di degenza di ogni struttura. Infine, di poter visionare, una volta ultimato, e prima di essere approvato il testo in via di elaborazione riguardante l’assistenza residenziale agli anziani non autosufficienti redatto da apposito gruppo di lavoro.

Cordiali saluti
il Comitato