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- Sindaco e Assessore Servizi sociali Comune di Jesi - capofila gestione associata
- Sindaci e Assessori Servizi Sociali Comuni della Vallesina
e. p.c. - UM- ASL 5
- Assessore servizi sociali regione Marche

10 aprile 2003

Oggetto: Situazione gestione associata servizi handicap.


Con preoccupazione verifichiamo una situazione di accentuata sofferenza della gestione intercomunale, proprio nel momento in cui si affacciano ipotesi, di passaggio verso un sistema unitario territoriale di tutti i servizi di assistenza sociale. Ciò che maggiormente preoccupa è da un lato la scarsissima consapevolezza (e naturalmente andrebbero ricercate le ragioni) di essere parte di un servizio associato che ancora, purtroppo, dopo molti anni non si è dato un coordinamento tecnico e politico. Se a questo si aggiunge una integrazione istituzionale/professionale con l'ASL (vedi rapporti con le 3 UM) del tutto indefinita è facile capire che ben difficilmente si può affrontare in una prospettiva di territorio un servizio, nonostante che lo stesso, si configuri come gestione intercomunale. Gli stessi rapporti tra i comuni dipendono più da singole scelte operatori/amministrazioni che da percorsi definiti e condivisi. Capita addirittura che a volte siano gli assessori ai servizi sociali a consigliare gli utenti e le loro famiglie circa il tipo di servizio da fruire; proposte che, notiamo, di solito sono di sollievo per la casse comunali.

Identicamente indefinita rimane la situazione della partecipazione al costo del servizio. Da oltre 15 mesi si assiste ad una difformità nella regolamentazione della contribuzione degli utenti che usufruiscono dello stesso servizio. Intanto ieri il Comune di Cupramontana ha rotto gli indugi dichiarando che se le famiglie non provvederanno a pagare la quota di spettanza il servizio verrà sospeso. Una minaccia che giudichiamo molto grave. Complimenti. Giova ricordare che lo stesso Comune - come tutti gli altri fermi alla vecchia regolamentazione, applica un Regolamento che prevede sufficiente un reddito lordo familiare di 20 milioni di vecchie lire (indipendentemente dal numero dei componenti il nucleo familiare) per arrivare a partecipazioni al costo dei servizi anche per diverse centinaia di mila lire al mese.

Chiediamo e ci auguriamo che tali questioni possano essere al centro di una riflessione da parte dei Comuni associati, in particolare confidiamo in una iniziativa al riguardo da parte del comune capofila.


Distinti saluti


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