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Assessore servizi sociali
Comune di Jesi
- e p.c. Direttore generale AUSL 5 - Jesi


12 luglio 2000


Oggetto: Servizi rivolti persone in situazione di handicap. Precisazioni in merito alla nota dell'Assessore ai servizi sociali a seguito del Comunicato stampa del 20.5.2000 redatto dalle nostre associazioni.


La nota in oggetto riprende alcuni aspetti già affrontati nella riunione della Commissione Consiliare dello scorso 6 giugno, richiede comunque alcune precisazioni. In particolare:

la questione del rapporto Comuni-ASL 5 e del relativo Accordo di programma non può essere ridotta agli aspetti, seppur importanti, della partecipazione finanziaria degli enti al costo del servizio. Questi aspetti infatti non ne risolvono altri (vedi contenuti del Regolamento allegato all'A.P.) che stanno certamente molto più a cuore agli utenti per le ricadute che hanno sulla qualità dei servizi ed anche sulla qualità della vita degli stessi; tra questi: la programmazione degli interventi, programmazione individualizzata e di struttura, le attività interne ai servizi, ecc.., rapporto UMEE/A-Servizi dei Comuni associati, la gestione di problemi emergenti, l'informazione sui servizi e molti altri aspetti più volte affrontati e discussi in questi anni. E' allora forse più facile capire cosa intendiamo dire quando affermiamo che è necessario andare ad un radicale chiarimento con la ASL. Nessuno più dei Comuni associati sa (o dovrebbe sapere) che questo servizio conta su un Coordinatore part-time, sugli operatori dell'ente gestore (ad oggi Cooperativa Cooss Marche) e sul supporto tecnico di operatori dell'AUSL che interagiscono quotidianamente con gli utenti che accedono ai servizi comunali. E questi rapporti non possono avere per base "predisposizioni" o "buone volontà", ma hanno necessità di essere codificati; così che tutti (operatori degli enti, comuni, utenti, associazioni) abbiano chiare responsabilità operative, competenze, adempimenti previsti, ecc…. Si è giunti ad esempio ad una sintesi condivisa nei centri diurni tra programmazione individualizzata e di struttura? Ad una effettiva organizzazione che permetta ad utenti psicofisici gravi di trovare un'organizzazione dei Centri capace di accogliere i loro bisogni?

La nostra insistenza sul percorso lavoro è chiaramente fortemente intrecciata con quanto sopra esposto. Non potremo mai togliere dai servizi educativo assistenziali soggetti che potrebbero non accedervi, così come non potremo mai impedire nuovi ingressi in questi servizi fino a quando non riusciremo ad organizzare un "servizio lavoro". Noi sappiamo bene (consapevolezza che non tutte le famiglie invece hanno) che far permanere un utente in un Centro diurno solo perché non abbiamo organizzato e promosso altri percorsi, significa privare lo stesso di un'opportunità e di un diritto. Questo problema come molti altri riguarda congiuntamente AUSL 5 e Comuni associati; il dato certo e non contestabile è che nessun lavoro congiunto volto ad affrontare questo aspetto è stato fatto.

Rispetto alla questione delle situazioni "ibride", al di là del dato numerico, ci preme ribadire che il problema riguarda la distinzione tra interventi e servizi; (servizi sono Centri diurni ed AED: all'interno di tali servizi si possono operare molteplici interventi, sempre però rimanendo chiaro quale servizio genera ed ha in carico l'intervento). Tale distinzione non è certamente una fissazione formale, ma garanzia di chiarezza di progetto e dunque di servizi di qualità.


Infine preme ricordare che le associazioni che hanno redatto il comunicato stampa rappresentano le due associazione degli utenti presenti nel nostro territorio e un'associazione di volontariato attiva da 20 anni; naturalmente è più che legittimo non condividere le nostre prese di posizione; che cosa ci stia a cuore lo dimostrano le storie delle nostre associazioni e l'evoluzione dei servizi nel nostro territorio; (un'analisi attenta dimostrerebbe che non tutto il tempo è dedicato alla produzione di giudizi).
E' probabile inoltre che noi non conosciamo bene le difficoltà dell'amministrare; ci sforziamo invece, seppur senza riuscirci sempre, di conoscere le esigenze di persone che ci sforziamo di rappresentare.

A tal proposito, ribadiamo la richiesta avanzata lo scorso 31 maggio di rivedere le norme riguardanti la contribuzione degli utenti al costo dei servizi anche, ma non solo, a seguito delle modifiche al Dlgs 109/98.

Distinti saluti

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