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Lì, 14 dicembre 2006
- Coordinatore Ambito sociale 9
- Direttore ASUR - Zona territoriale 5


Oggetto: Osservazioni alla bozza di regolamento dell’ Unità Valutativa Distrettuale Integrata



In riferimento alla bozza di Regolamento della Unità di Valutazione Distrettuale, il testo inviato riguarda la regolamentazione dell’accesso alla residenzialità sociale e sociosanitaria (Casa di riposo e residenza protetta) e non, come dovrebbe, la modalità di funzionamento della UVD.

Non si tratta quindi della definizione della regolamentazione della UVD che – come specificato dalla normativa regionale – stabilisce le modalità di funzionamento (composizione, orari, modalità operative, schede utilizzate, ecc...) compresa la valutazione ai fini dell’accesso ai servizi e alle prestazioni degli interventi nei vari regimi (domiciliare, diurno, residenziale).

Peraltro la regolamentazione allegata riguarda solo le strutture del sistema sociale e non anche le strutture sociosanitarie del sistema sanitario (RSA). Il sistema della residenzialità sociosanitaria è infatti costituito dalle RSA anziani e dalle Residenze protette (demenze e non autosufficienza).

Pertanto i punteggi derivanti dall’utilizzo delle schede di valutazione che definiscono il bisogno assistenziale, determinano anche in quale struttura sociosanitaria per non autosufficienti (RSA e RP) la risposta può essere data. La lista di attesa di soggetti malati non autosufficienti riguarda due tipologie di struttura: RP e RSA. Quando non ci sono posti disponibili in queste, o più propriamente nelle RP, è ovviamente preferibile il ricovero in una struttura che eroga più assistenza (la media) delle altre.
Riteniamo, quindi, che, in tale direzione, debba essere modificata la scheda di valutazione finale.

La nostra richiesta, come sollecitata da ultimo nella nostra lettera del 30 agosto, è di definire un vero Regolamento di funzionamento della UVD, con chiara indicazione dei percorsi per il cittadino, al quale - come per ogni altra certificazione - deve essere consegnato l’esito.

Per quanto riguarda i criteri di accesso, indicati nella bozza, ribadiamo che la formulazione della lista di attesa alle Residenze Protette abbia come esclusivo riferimento, una volta accertato il requisito, la data di presentazione della domanda. Ogni altro criterio risulterebbe discriminatorio. Riguardo infine all’accesso di utenti provenienti da altra Zona, se è corretta la priorità di accesso per le persone residenti, non è accettabile che le stesse non possano accedere alle RP una volta assunto l’impegno di spesa della Zona di residenza.

cordiali saluti

Gruppo Solidarietà