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(indice Voce sul sociale)

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Lì, 18 gennaio 2007
- Presidente e componenti Conferenza dei Sindaci
- Coordinatore Ambito sociale 9
- Direttore ASUR - Zona territoriale 5


Oggetto: Regolamento dell’Unità Valutativa Distrettuale Integrata. Riunione Ufficio di piano del 17 gennaio ’07.


Facendo seguito alla riunione dell’Ufficio di Piano, considerato che il Regolamento in oggetto sarà all’ordine del giorno ad una delle prossime riunioni della Conferenza dei sindaci, ribadiamo il contenuto della nostra precedente lettera che sotto riportiamo. Confermiamo pertanto la contrarietà all’approvazione di questo atto così come formulato. Non può, infatti, definirsi come Regolamento della Unità valutativa distrettuale (UVD), ma neanche del percorso riguardante la residenzialità sociosanitaria. Come abbiamo fatto notare, esso definisce la modalità di accesso alle sole strutture sociali o sociosanitarie a titolarità sociale non includendovi l’altra struttura sociosanitaria presente nel territorio (RSA anziani).
Peraltro vogliamo ricordare che il mandato del gruppo di lavoro era quello di definire il Regolamento della UVD, ed infatti le prime bozze di Regolamento che ci sono giunte all’osservazione erano strutturate in questo modo. Successivamente il lavoro è stato stralciato e si è elaborato un nuovo regolamento con la struttura sopra indicata.
La legittima l’esigenza delle Case di riposo e delle Residenza protette di avere un chiaro strumento che definisca i percorsi di accesso alla struttura è cosa del tutto diversa da un regolamento UVD, così come è ancora diverso dalla definizione del percorso di accesso all’intero sistema residenziale. Gli utenti di questi servizi di questo hanno bisogno; peraltro non pare assolutamente praticabile approvare un Regolamento così come concepito senza individuare allo stesso modo i criteri di accesso e di permanenza per la RSA (per schematizzare: con quali punteggi ci si rimane).
Come abbiamo avuto modo di ribadire l’UVD si pone a livello distrettuale e definisce i percorsi assistenziali e le prestazioni necessarie nei vari regimi (domiciliare, diurno, residenziale). Prestazioni che possono riguardare sia il settore sanitario che quello sociale. Che il Regolamento della UVD (che non è quello proposto) venga approvato dalla Conferenza dei Sindaci e dalla Zona è del tutto normale in quanto si sta operando all’interno di attività distrettuali (prestazioni sociosanitarie). Non vorremmo che fosse passato il concetto che alla Conferenza dei sindaci si approvano regolamenti che riguardano la residenzialità sociosanitaria a titolarità sociale, mentre la Regolamentazione di tutto il resto (domiciliare, RSA) è un problema interno della sanità. E’ evidente che ciò sarebbe inaccettabile.
A ciò aggiungiamo la necessità, siamo certi che la preoccupazione eccessiva, che non si faccia confusione tra UVD e UVD integrata, come è parso succedere ieri; quasi che la prima si occupasse di problematiche strettamente sanitarie e la seconda invece di questioni che attengono anche problematiche sociali.

Infine è forse utile ribadire che le problematiche connesse con gli interventi rivolti agli anziani non autosufficienti, riguardano i Comuni a prescindere se abbiano o no Case di riposo. Anche nei Comuni che non hanno le strutture ci sono anziani non autosufficienti che necessitano di servizi. Nella riunione di ieri sembrava invece che il tema fosse appannaggio soltanto dei gestori delle strutture. Non è certo una buona notizia.

Cordiali saluti

Gruppo Solidarietà



Lì, 14 dicembre 2006
- Coordinatore Ambito sociale 9
- Direttore ASUR - Zona territoriale 5


Oggetto: Osservazioni alla bozza di regolamento dell’ Unità Valutativa Distrettuale Integrata


In riferimento alla bozza di Regolamento della Unità di Valutazione Distrettuale, il testo inviato riguarda la regolamentazione dell’accesso alla residenzialità sociale e sociosanitaria (Casa di riposo e residenza protetta) e non, come dovrebbe, la modalità di funzionamento della UVD.

Non si tratta quindi della definizione della regolamentazione della UVD che – come specificato dalla normativa regionale – stabilisce le modalità di funzionamento (composizione, orari, modalità operative, schede utilizzate, ecc...) compresa la valutazione ai fini dell’accesso ai servizi e alle prestazioni degli interventi nei vari regimi (domiciliare, diurno, residenziale).

Peraltro la regolamentazione allegata riguarda solo le strutture del sistema sociale e non anche le strutture sociosanitarie del sistema sanitario (RSA). Il sistema della residenzialità sociosanitaria è infatti costituito dalle RSA anziani e dalle Residenze protette (demenze e non autosufficienza).

Pertanto i punteggi derivanti dall’utilizzo delle schede di valutazione che definiscono il bisogno assistenziale, determinano anche in quale struttura sociosanitaria per non autosufficienti (RSA e RP) la risposta può essere data. La lista di attesa di soggetti malati non autosufficienti riguarda due tipologie di struttura: RP e RSA. Quando non ci sono posti disponibili in queste, o più propriamente nelle RP, è ovviamente preferibile il ricovero in una struttura che eroga più assistenza (la media) delle altre.
Riteniamo, quindi, che, in tale direzione, debba essere modificata la scheda di valutazione finale.

La nostra richiesta, come sollecitata da ultimo nella nostra lettera del 30 agosto, è di definire un vero Regolamento di funzionamento della UVD, con chiara indicazione dei percorsi per il cittadino, al quale - come per ogni altra certificazione - deve essere consegnato l’esito.

Per quanto riguarda i criteri di accesso, indicati nella bozza, ribadiamo che la formulazione della lista di attesa alle Residenze Protette abbia come esclusivo riferimento, una volta accertato il requisito, la data di presentazione della domanda. Ogni altro criterio risulterebbe discriminatorio. Riguardo infine all’accesso di utenti provenienti da altra Zona, se è corretta la priorità di accesso per le persone residenti, non è accettabile che le stesse non possano accedere alle RP una volta assunto l’impegno di spesa della Zona di residenza.

cordiali saluti



Gruppo Solidarietà