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Servizi per l'handicap nel territorio della Vallesina




Comunicato stampa


Le scriventi associazioni denunciano una situazione di perdurante indefinizione e lentezza in merito ai servizi educativo assistenziali rivolti a persone in situazione di handicap. Dalla sigla dell'Accordo di programma del maggio 1998 che avrebbe dovuto definire con precisione competenze e responsabilità degli enti - in particolari Comuni e AUSL 5 - si è in presenza di una pressoché totale non applicazione dei contenuti dell'accordo stesso. In particolare del tutto disattesi sono gli articoli riguardanti la programmazione dei servizi.
Nonostante il mancato rispetto dei contenuti dell'accordo ci sono voluti oltre 20 mesi perché AUSL 5 e Comuni associati si rimettessero intorno ad un tavolo per ridefinire i contenuti dello stesso. I lavori riguardanti i servizi extrascolastici dopo alcuni incontri sono stati sospesi. Ciò nonostante non si ha il coraggio di andare ad un radicale chiarimento tra Comuni associati e Azienda sanitaria n. 5. Va ricordato che gli operatori dei distretti sanitari interagiscono quotidianamente con gli utenti dei servizi socio assistenziali dei comuni associati.
Tutto questo sarebbe di nulla importanza se non avesse forti ricadute sulla situazione dei servizi e conseguentemente sugli utenti degli stessi.
Vogliamo ricordare, a titolo esemplificativo, solamente alcuni aspetti:
i Comuni associati entro il 15 settembre 1998 dovevano approvare i regolamenti dei singoli servizi (tipologia di utenza, criteri di accesso, organizzazione delle attività …); di tali regolamenti (stilati anche con il contributo delle nostre associazioni) si continua, inspiegabilmente a rinviare l'approvazione; ciò comporta il perdurare di una situazione, che riteniamo inaccettabile, di totale indefinizione degli obiettivi dei singoli servizi e della tipologia di utenti che devono accedervi. Ancora oggi soggetti con gravi deficit psico fisico continuano ad usufruire di servizi educativi domiciliari invece di, come previsto, essere inseriti nei Centri diurni. Permane la mancata differenziazione tra interventi e servizi già definita in bozza dal dicembre 1998, con gravi ripercussioni programmatorie, operative ed amministrative. Cosa non secondaria gli utenti devono contribuire al costo dell'intervento anche quando lo stesso dovrebbe essere interno al Servizio di riferimento (Assistenza educativa o centro diurno).
Non si riesce ancora a capire a quale punto sono i lavori per la costruzione della risposta residenziale ma anche a quale idea di servizio residenziale si faccia riferimento. Nei fatti ciò determina il ricorso a residenzialità improprie o sradicamenti dal proprio territorio con ricoveri presso strutture molto lontane.
Da almeno 3 anni è in procinto di essere realizzato un "Centro agricolo", per il quale non si è riusciti ancora a capire l'obiettivo e dunque la tipologia di utenza.
In situazione di totale stallo è anche la creazione di un progetto lavoro che possa permettere l'avvio di percorsi lavorativi per tutte quelle persone che potrebbero evitare di ricorrere ad interventi assistenziali.

Le nostre associazioni ribadiscono la fortissima disapprovazione e delusione riguardo a un quadro complessivo che continua ad essere frammentario, indefinito e ambiguo a tutto danno di persone e nuclei familiari in situazione di estrema fragilità. Ritengono altresì necessaria una effettiva svolta nei rapporti Comuni associati - AUSL 5 che abbandoni aspetti formali e burocratici di scarsissimo significato e utilità per gli utenti dei servizi verso una condivisione di obiettivi che abbiano al centro bisogni, esigenze e diritti di soggetti estremamente deboli.


Gruppo Solidarietà
ANFFAS-Jesi
Ass. Il Mosaico
20 maggio 2000