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Comunicato stampa

Diritti e servizi socio sanitari. Raccogliere le indicazioni del Difensore Civico di Jesi

Il Gruppo Solidarietà ringrazia l'Avv. Samuele Animali, Difensore Civico del Comune di Jesi, riguardo i temi trattati nella relazione presentata lo scorso 16 gennaio. Una parte è stata dedicata ai temi dei diritti e dei servizi riguardanti i soggetti deboli. Temi sui quali ora si attende la risposta delle istituzioni.
La relazione ha messo in evidenza la presenza di barriere architettoniche "la nostra città ne è piena, vale la pena di ricordarlo. A partire dal palazzo del Comune, passando per i marciapiedi (….), per la piscina, per gli impianti di risalita …". Sulle politiche per l'handicap il Difensore Civico ha ripreso alcuni temi più volte messi all'attenzione dalla nostra associazione "dalla garanzia dei tempi di attivazione della struttura residenziale; alla definizione della quota di partecipazione da parte dell'Azienda sanitaria al costo dei servizi attualmente erogati (Centri diurni e assistenza educativa); alla garanzia del rispetto dell'appalto dei servizi, specie per quanto riguarda la continuità educativa"

Viene messo il dito sulla piaga del problema delle cure a soggetti malti non autosufficienti. Nella relazione si afferma "A fronte della riduzione dei tempi di degenza in tutte le strutture sanitarie (ospedale e residenze) è necessario dare maggiore sostegno alle cure a domicilio. Occorre dare una qualche risposta ai bisogni di malati dimenticati, in particolare i malati di Alzheimer, e alle loro esigenze. Occorre verificare con quali criteri le strutture definiscono la "parziale o totale non autosufficienza" e le conseguenti rette di degenza, e più in generale la situazione dei servizi di assistenza residenziale per adulti e anziani gravemente malati e non autosufficienti. A tal proposito fin da ora posso osservare che, fino a prova contraria, il dlgs 130/2000 va applicato anche agli ultra-sessantacinquenni non autosufficienti. Le nostre case di riposo non hanno l'autorizzazione per accogliere soggetti non autosufficienti né i malati con patologia psichiatrica, tranne che per qualche decina di posti letto autorizzati - che comunque rimangono sempre strutture del settore sociale. Inoltre nelle case di riposo ci sono standard assistenziali di fatto incompatibili con la gestione di gran parte dei malati ricoverati, molti dei quali in condizione di estrema gravità. Il fatto che le strutture svolgono funzioni improprie porta anche riflettere sui diversi pesi e misure adottati quando si tratta di garantire il rispetto delle normative vigenti".

Ci auguriamo vivamente che anche le indicazioni del Difensore Civico non rimangano inascoltate e che finalmente si decida, per le specifiche competenze, a rispondere non solo secondo le esigenze ma nel rispetto dei diritti. Così scrivevamo alcuni mesi nello specifico dell'assistenza residenziale a gravi ammalati non autosufficienti: "Si tratta di una situazione di una gravità estrema che si continua con la massima lucidità e pervicacia a non voler affrontare; non lo si fa e ciò rende ancora più gravi le responsabilità (comprese, ovviamente, quelle regionali) perché gli utenti e i loro familiari sono così deboli da non essere in grado di difendersi e tutelare i loro interessi (..) ci si trova di fronte ad un totale stravolgimento della normativa con un susseguirsi di funzioni improprie delle strutture in una completa incoerenza tra classificazione e funzione. In questo sistema a pagarne le tragiche conseguenze sono proprio i soggetti più gravi, totalmente dipendenti in tutte le funzioni. Anzi, più i soggetti sono gravi meno sembrerebbero avere bisogno di interventi sanitari, ritenendo che anche strutture assistenziali con qualche ora di infermiere per decine di malati non autosufficienti ricoverati possano essere adeguate per l'accoglienza di queste persone".
Tutti sappiamo che il ricovero di gravi malati non autosufficienti in strutture assistenziali è illegale, ma tutti (Regione Marche, azienda sanitaria, Comuni) continuiamo a far finta di niente.



Gruppo Solidarietà
26 febbraio 2004