Data di pubblicazione: 08/09/2023
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Reddito di cittadinanza: ultimo atto

Sembra emergere dal lontanissimo passato le tavole di proscrizione di Silla, che le affliggeva al Foro romano, così che il cittadino romano, inconsapevole, era additato quale persone da eliminare, e quindi le  leggeva con profonda angoscia, per vedere se il suo c’era o non c’era. È stato assolutamente indicato  residuale il Servizio Sociale Professionale quale strumento fondamentale per accompagnare le persone povere e le loro famiglie verso un percorso di emancipazione e di autonomia, basato, ovviamente sulla comunicazione e sul dialogo, quale base di avvio del rapporto professionale e redazione della cartella sociale (mai presa in considerazione), verso il quale i poveri vengono dirottati in seconda battuta. Si assiste ad una brutalità concettuale del povero, stigmatizzato nel suo stato, ed estratto dalla sua condizione con l’approntamento e predisposizione di progressivi passaggi ad ostacoli ed ad adempimenti  burocratici ed informatici  che in effetti più che favorirne la promozione sociale, lo impoveriscono, lo avviliscono  e lo allontanano dalla società ancora di più, in un infernale gioco dell’oca.

Sul tema vedi: La Riforma del Reddito di cittadinanza. Contenuti, analisi e commenti.

Dello stesso autore: La valutazione dei servizi alla persona e alla comunità nella legislazione vigente; -  Il sistema regionale dei servizi sociali nel quadro dello stato delle autonomie.

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