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Quando la vita finisce
La sostenibilità morale dell'eutanasia

James Rachels
Sonda edizioni – 2007 - www.sonda.it
pp. 262, € 18,00

In questo saggio James Rachels esamina le idee e le assunzioni che stanno alla base di una delle più importanti regole morali, quella che vieta di uccidere. L'uccisione di un essere umano solitamente è condannata, ma in alcuni casi l'etica medica permette alcune significative eccezioni.
La distinzione tra eutanasia attiva e passiva, delineata nell'opera, è considerata cruciale e accettata da molti medici: l'idea secondo cui sia lecito, almeno in alcuni casi, sospendere la terapia, ma che non è mai permesso intraprendere qualsiasi azione diretta al fine di porre fine alle sofferenze del paziente, altro non è che l'eco di una tradizione culturale ormai discutibile. Rachels affronta con una logica chiara e rigorosa questa tradizione, proponendo un'interessante alternativa filosofica. L'eutanasia è sostenibile da un punto di vista morale: in alcune circostanze uccidere qualcuno non è, in definitiva,
più riprovevole che lasciarlo morire.

Uccidere è male. Ma perché è male e quali eccezioni possono darsi a tale divieto morale? In questo saggio James Rachels esamina le idee e le assunzioni che stanno alla base di una delle più importanti regole morali, quella che vieta di uccidere. L’uccisione di un essere umano solitamente è condannata, ma in alcuni casi l’etica medica permette alcune significative eccezioni. Esiste il mero vivere in senso biologico e l’avere una vita dotata di significato. E la deontologia medica considera una eutanasia attiva e una passiva. La distinzione tra esse, delineata nell’opera, è considerata cruciale e accettata da molti medici: l’idea secondo cui sia lecito, almeno in alcuni casi, sospendere la terapia, ma che non sia mai permesso intraprendere qualsiasi azione diretta per porre fine alle sofferenze del paziente, altro non è che l’eco di una tradizione culturale ormai discutibile. Questo saggio affronta con una logica chiara e rigorosa questa tradizione, proponendo un’interessante alternativa filosofica. Aiutare a morire un paziente privo di speranze con un’iniezione letale o lasciarlo morire è moralmente indifferente, esattamente come, rovesciando i termini della questione, affogare con le nostre mani un bambino in una vasca da bagno o stare a guardarlo senza agire mentre annaspa e annega da sé. Si tratta sempre di uccisioni, e, in quanto tali, «sono moralmente equivalenti: o sono entrambe accettabili o non lo sono; stanno o cadono insieme».

James Rachels è nato a Columbus, in Georgia, nel 1941. Si è laureato alla North Carolina State University nel 1967, dando inizio alla sua carriera universitaria. È diventato docente di filosofia alla University of Alabama, dove ha dedicato ventisei anni della sua vita all’insegnamento. É morto di cancro nel 2003. È stato uno dei primi filosofi a occuparsi di etica applicata. «Una combinazione molto rara: un buon filosofo e, allo stesso tempo, una persona in grado di pensare in modo concreto»: così lo descrive un suo allievo, Gregory Pence. Ha proposto una delle più importanti argomentazioni filosofiche in favore dell’eutanasia, dedicando molti saggi critici a questo argomento. Il primo, Active and Passive Euthanasia, apparso nel 1975 sul «New England Journal of Medicine», e Uccidere, lasciar morire e il valore della vita, del 1979. È intervenuto anche nel dibattito animalista, difendendo la causa dei diritti animali nel suo Created from Animals (1990). Ha pubblicato testi di carattere didattico tra cui The Elements of Moral Philosophy and Problems from Philosophy, terminato poco prima di morire.

Introduzione

LA TRADIZIONE OCCIDENTALE
Le origini della tradizione
La dottrina dell'innocenza
L'importanza di essere umani
Uccidere intenzionalmente
Altre posizioni sull'eutanasia

2. LA SACRALITÀ DELLA VITA
La tradizione orientale
Obiezioni preliminari alle opinioni tradizionali
Una reinterpretazione della sacralità della vita
Il divieto morale di uccidere
Alcune implicazioni pratiche
Moralità e religione

3. MORTE E MALE
Morte e sofferenza
Edonismo
Il concetto di vita individuale

4. «UMANI INNOCENTI»
Il caso di Baby lane Doe
La questione fondamentale
Vite subnormali
«Un umano innocente»

5. SUICIDIO ED EUTANASIA
La chiave di Barney Clark
Cosa significava la chiave
Suicidio
Il legame con l'eutanasia

6. CRITICA DELLE DISTINZIONI IRRILEVANTI
Distinzioni dell'etica medica tradizionale
Interruzione intenzionale e non intenzionale della vita
Mezzi di cura ordinari e straordinari
Conseguenze della critica delle distinzioni irrilevanti

7. EUTANASIA ATTIVA E PASSIVA
Uccidere e lasciar morire
Conseguenze pratiche della posizione tradizionale
L'argomento della semplice differenza
Argomenti contro
A cosa è impegnato il medico?
L'obiezione di Thomson
La soluzione di compromesso

8. ULTERIORI RIFLESSIONI SU UCCIDERE E LASCIAR MORIRE
Lo status delle intuizioni morali
L'argomento di Jack Palance
L'argomento della differenza non rilevante La natura radicale della tesi dell'equivalenza
Conclusione sullo status delle intuizioni morali

9. LA MORALITÀ DELL'EUTANASIA
Una regola assoluta?
L'argomento della pietà
L'argomento della regola aurea
Argomenti religiosi
La possibilità di cure non previste

10. LEGALIZZARE L'EUTANASIA
Moralità e legge
Come è trattato in tribunale chi uccide per pietà
L'argomento del piano inclinato L'argomento della libertà
Come legalizzare l'eutanasia

Appendice. EUTANASIA ATTIVA E PASSIVA

Ringraziamenti

Fonti e note bibliografiche Indice analitico

L'autore