Appunti n. 254 (n. 1/2026, gennaio-marzo 2026)

(indice Appunti)


Questo numero


Caregiver: quali sostegni

 

Servizi e potere professionale

 

Sulla proposta di riforma del SSN

 

La contenzione nelle residenze anziani


Marco Espa, nel primo contributo analizza i contenuti del disegno di legge del governo sui caregiver, che proprio in questi giorni sta iniziando il suo iter parlamentare. L’articolo offre una indispensabile contestualizzazione: il contenuto del provvedimento non può essere scisso, dall’offerta di sostegni alle persone. Come efficacemente affermato: “bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente: oggi migliaia di persone soprattutto donne vivono in una condizione di arresti domiciliari senza aver mai compiuto alcun reato. Rinunciano per garantire la sopravvivenza dei propri cari, alla possibilità di lavorare, di socializzare o di curare la propria salute (...) Lo Stato, tramite il Parlamento in maniera unitaria, deve sostenere i caregiver, ridandogli un futuro e una dignità sociale. Trasformare quella che oggi è per tanti una reclusione forzata in una partecipazione libera e riconosciuta alla vita del Paese è un dovere costituzionale”. C’è un punto sul quale occorre richiamare con forza l’attenzione. Senza risorse significative aggiuntive non cambia la situazione di vita delle persone; proporre riforme (vedi disabilità e non autosufficienza) che prevedono cambiamenti importanti “a risorse invariate”, significa illudere milioni di persone insieme ai loro nuclei familiari.

 

Il contributo di Maria Turati, affronta il tema del “potere professionale” all’interno delle professioni di aiuto e nello specifico nei servizi rivolti alle persone con disabilità. “Ogni volta che guardiamo da vicino le relazioni di aiuto con le persone con disabilità, specialmente se intellettiva e/o con alti bisogni di sostegno, esse ci costringono a fare i conti con interrogativi profondi: cosa vuol dire rispettare l’autodeterminazione? Riconosciamo la nostra influenza sui processi di autodeterminazione? Come la esercitiamo?”

 

Claudio Maffei, analizza i contenuti della proposta del Governo di riordino sanitario. Un provvedimento che riafferma una visione ospedalocentrica della sanità, visto che parla soprattutto di ospedali e ne parla solo in termini di potenziamento, evitando qualunque accenno a processi di razionalizzazione. Ciò toglie credibilità a una proposta che in presenza di una neutralità finanziaria simula la possibilità di poter potenziare sia ospedale che territorio, con l’esclusione della prevenzione che, il Disegno di legge nemmeno nomina. Analizzati i grandi limiti della Proposta governativa, l’autore auspica che diventi occasione per rilanciare la battaglia per la difesa “vera” del Servizio Sanitario Nazionale.

 

L’ultimo contributo torna con un’ulteriore analisi sul dato delle contenzioni nelle residenze sociosanitarie anziani della regione Marche (cfr., Appunti sulle politiche sociali n. 4/2025). I dati forniti da tre Aziende sanitarie indicavano tassi di contenzione meccanica tra il 75 e l’85% delle persone residenti. Fabrizio Giunco, evidenzia come la rilevazione faccia emergere un dato sostanziale: gli enti pubblici di governance e regolazione non sembrano prevedere flussi strutturati di monitoraggio. “Un dato comune a molte Regioni e ASL italiane; in generale raccolgono sistematicamente soprattutto le informazioni amministrative e gestionali ma poco o niente quelle relative alla qualità e agli esiti delle cure garantite.” Si sofferma, poi, su altri due aspetti: la distinzione tra protezione e contenzione, il problema più generale dell’adeguatezza dello standard di personale e delle figure professionali.

 

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La foto (o immagine) di copertina è di Margherita D'Ignazio


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Tipologia: Articolo

Il Disegno di Legge del governo sui caregiver. Verso un riconoscimento reale o simbolico?

Marco Espa, presidente ABC Italia, Associazione Bambini Cerebrolesi

In Italia, così come in Europa, dove il carico della cura grava in modo sproporzionato sulle donne, la monetizzazione si tradurrebbe in una forma di segregazione legalizzata. Bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente: oggi migliaia di persone soprattutto donne vivono in una condizione di arresti domiciliari senza aver mai compiuto alcun reato. Rinunciano per ga-rantire la sopravvivenza dei propri cari, alla possibilità di lavorare, di socializzare o di curare la propria salute.
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Tipologia: Articolo

Progetto di vita e potere professionale: praticare la giustizia sociale nei servizi per le persone con disabilità

Maria Turati, Assistente sociale, Dottoressa di ricerca, Università cattolica, Milano

Si registra spesso una dissonanza tra le intenzioni delle persone che si prendono cura (a vario titolo) delle persone con disabilità nel metterle al centro e la percezione di queste ultime di es-sere effettivamente coinvolte nelle decisioni che le riguardano. Le ricerche evidenziano che i vissuti negativi, di esclusione, di marginalizzazione, di insoddisfazione e frustrazione sono molto presenti nell’esperienza di molte persone con disabilità.
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Tipologia: Articolo

Perché la proposta di riforma sanitaria del Governo è inadeguata

Claudio Maria Maffei, Medico, già dirigente sanitario regione Marche

La descrizione del provvedimento e una valutazione critica della proposta. Il disegno di legge delega del Governo per la riforma della sanità: un approccio “a spezzatino” buono solo per rilanciare la battaglia per la difesa “vera” del Servizio Sanitario Nazionale. Nella proposta so-no 231 i riferimenti agli ospedali, definiti, di terzo livello, mentre non si nomina mai prevenzio-ne e distretti.
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Tipologia: Articolo

La contenzione nelle residenze socio sanitarie per anziani e demenze nelle Marche. Un commento

Fabrizio Giunco, Medico geriatra, Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza

Se vogliamo cambiamenti reali, non bastano più le parole; servono investimenti consistenti e politiche di qualità. In Italia i servizi residenziali sono un insieme mal definito, eterogeneo, sottofinanziato e mal distribuito, frutto di una pessima programmazione e di un sostanziale disinteresse pubblico; è un dato comune a tutti i setting di servizio, sostenuto da decenni di disattenzione e sottovalutazione. Nonostante ciò, il processo di riforma avviato dalla Legge 33/2023 e dal d.lgs. 29/2024 appare quanto mai deludente.
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