Data di pubblicazione: 24/04/2026
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Nuovo libro Gruppo Solidarietà, ACCOMPAGNARE L’ESISTENZA. Analisi e riflessioni per ripensare i servizi - Introduzione

Introduzione del nuovo libro  del Gruppo Solidarietà,  ACCOMPAGNARE L’ESISTENZA. Analisi e riflessioni per ripensare i servizi, 2026, pag. 88, euro 13,00.

Nel nostro libro “Ripensare i servizi, personalizzare gli interventi” (2022), rilanciavamo alcune analisi e riflessioni sviluppate durante le diverse fasi del periodo pandemico. La necessità del cambiamento veniva avvertita con particolare urgenza: negli approcci e nei modelli degli interventi. L’esigenza era e rimane quella di articolare i sostegni a partire dalle necessità e dai desideri delle persone (non solo quelle con disabilità) e non, al contrario, a partire dall’offerta di un set di servizi predefiniti entro i quali “collocare” le persone.

Una spinta in questa direzione per quanto riguarda le persone con disabilità è stata data dalla “riforma della disabilità” (Legge 227/2021 e D. lgs 62/2024), che ha promosso un radicale cambiamento di approccio. Affinché questo cambiamento diventi effettivo dovranno realizzarsi ulteriori condizioni: un imponente investimento finanziario, un cambiamento normativo che permetta, nei fatti, la possibilità di rimodulare e riconvertire gli interventi, lo sviluppo di una cultura professionale degli operatori nella quale la centralità, il protagonismo e l’autodeterminazione della persona siano effettivi, reali, concreti. 

I contributi presenti nel “Quaderno”, a partire da prospettive diverse, sono animati da questa necessità di cambiamento. Un’urgenza che se da un lato sembra indifferibile, dall’altra si scontra con resistenze: culturali, amministrative, gestionali.

I primi cinque contributi (Giancaterina, Turati, Fazzi, Espa, Giacobini), entrano da prospettive diverse all’interno di questo spazio di riflessione intrecciando analisi e riflessioni che riguardano sia il versante politico/istituzionale che quello professionale. Aspetti che sono interdipendenti. Perché se è vero che senza investimento finanziario (vedi, ad esempio, sostegno ai caregiver) alcuni interventi non si realizzano è altrettanto vero che molte cose alle condizioni date si possono realizzare se solo cambiano approcci e modelli del nostro sistema dei servizi. Solo se davvero si ha a cuore la personalizzazione dei sostegni. Così come le migliori riforme se non trovano territori attrezzati sono destinate a riprodurre azioni vecchie seppur con nomi nuovi. Dunque, un approccio professionale che non si deve limitare ad offrire quello che già c’è, ma diventare capace, insieme alla persona che chiede sostegni, di individuare, quello che può essere; ciò che produce o può produrre migliore qualità di vita delle persone.

Un livello, quello “professionale”, che ha necessità di interazione virtuosa con quello istituzionale. Una chiamata alla “responsabilità” che investe ogni attore del sistema dei servizi: quello politico, quello tecnico/professionale insieme a tutti gli altri attori a partire dalle organizzazioni del Terzo Settore che, talvolta, nella gestione dei servizi, rischiano di appiattirsi su modelli tipici dei soggetti profit.

Va in questa prospettiva la riflessione di Andrea Pancaldi che riflette, in particolare, sulla crisi di identità che si traduce in crisi di rappresentanza delle organizzazioni di volontariato. Organizzazioni che proprio per la peculiarità, nella gran parte dei casi, di non gestire servizi, possono e dovrebbero essere uno straordinario strumento di stimolo e promozione: la cosiddetta advocacy.

Gli ultimi tre contributi, curati da Letizia Espanoli, affrontano alcuni temi riguardanti i servizi residenziali rivolti a persone anziane non autosufficienti e con demenza. Se, da un lato, chi vuole restare al proprio domicilio riceve pochissimi sostegni e l’onere della cura grava sulla famiglia, dall’altra l’offerta, che dovremmo declinare in termini abitativi, si caratterizza molto spesso per modelli spersonalizzanti e nei quali il tema della qualità di vita dei residenti e cosa lo sostanzia è assente. I contributi affrontano in particolare il drammatico tema della contenzione meccanica e farmacologica, della organizzazione degli ambienti e della formazione del personale.

L’auspicio è che questo nuovo libro possa offrire orientamenti verso servizi che sappiano onorare la dignità e l’autodeterminazione di ogni persona.

Gruppo Solidarietà

Aprile  2026

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