Persone con disabilità e non autosufficienza. Non venga meno la possibilità di scelta. Un appello alla giunta regionale
Nelle ultime settimane, a più riprese, la regione Marche ha annunciato l’imminente uscita del nuovo Piano di Fabbisogno, in sostituzione di quello del 2017. Il Piano andrà a definire la nuova offerta, autorizzabile e convenzionabile, di servizi diurni e residenziali rivolti a persone che necessitano di interventi sociosanitari (disabilità, demenze, anziani non autosufficienti, salute mentale, dipendenze, ecc..).
Una programmazione ancora centrata sulle strutture. Non conosciamo sulla base di quali dati sia stato definito il nuovo fabbisogno. L’unico elemento evidente è che la risposta continua a concentrarsi sostanzialmente su modelli “residenziali” (strutture e posti letto) e non “abitativi” (case) e dall’assenza di qualsiasi forma di potenziamento di sostegno alla domiciliarità. Il principio della possibilità di scelta e di autodeterminazione delle persone esula dal percorso programmatorio regionale, così come il potenziamento di quei modelli abitativi, nei quali la casa non è solo un luogo, ma parte integrante del sostegno alla persona.
L’offerta, che, non dimentichiamolo, è finanziabile, è costruita avendo come esclusivo riferimento la “centralità delle strutture”, costruite sul modello obsoleto (requisiti emanati nel 2020 che ricalcano e in alcuni casi peggiorano quelli dei primi anni 2000) dei grandi contenitori indifferenziati.
Il diritto a scegliere come vivere. Il “progetto di vita” e la sua centralità introdotto dalla “riforma disabilità” deve riguardare non solo le persone con disabilità, ma ogni essere umano che ha necessità di sostegni. L’obiettivo è dunque il superamento di proposte standardizzate aventi come modello le “strutture”, a favore di sostegni personalizzati, nei quali la persona possa scegliere “dove e con chi vivere”.
I servizi, impropriamente, definiti innovativi e dei quali spesso ci si fa vanto, per il solo merito di essere costruiti sulle espresse esigenze delle persone, sono considerati alla stregua di “riserve”, riguardanti uno sparuto gruppo di persone.
Per tutto quanto sopra le scriventi organizzazioni chiedono alla regione Marche un immediato cambio di impostazione e di prospettiva evitando di reiterare modelli che richiamano ad un passato che deve essere urgentemente superato.
Rifiutiamo l’idea che le mutate esigenze delle persone e le conseguenti richieste di sostegni transitino attraverso modelli che non rispecchiano le scelte delle persone. La risposta ai bisogni non può essere automaticamente un nuovo posto letto. Deve essere, prima di tutto, una possibilità di vita.
Prime organizzazioni firmatarie
L'appello è aperto alla sottoscrizione.
14 maggio 2026
Segreteria: Gruppo Solidarietà, via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati Spontini. 0731.703327. Adesioni e comunicazioni, grusol@grusol.it.