Data di pubblicazione: 16/06/2022
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Marche. Fondo nazionale Alzheimer e demenze 2021-13. Attuazione regionale

Il Fondo assegnato alle Marche per il triennio 2021-23 è pari a 501.161 euro. Il Piano regionale si svilupperà in 19 mesi (termine 31 dicembre 2023) con la duplice finalità di potenziare la diagnosi del DNC minore (area progettuale 1) e attuare una diagnosi tempestiva di DNC maggiore (area progettuale 2). Gli interventi hanno come fulcro i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (CDCD). Ma come stanno funzionando nelle Marche? Così viene scritto nella delibera “I risultati preliminari di una survey tutt’ora in corso, coordinata dal Dipartimento Salute della Regione – Direzione Sanità e Integrazione Sociosanitaria, hanno fatto emergere come, allo stato attuale, i CDCD nella maggioranza dei casi, continuino ad essere caratterizzati dalla ridotta presenza di diverse tipologie di professionisti, con evidente pregiudizio per un necessario approccio multi-professionale, riducendosi spesso a meri ambulatori disciplinari”. Il 27 luglio 2021 a seguito di interrogazione consiliare la regione Marche ha indicato (pag. 5), con quale personale operano i CDCD. Nonostante le fondamentali funzioni assegnate la Regione (cfr., pag. 3) non ha mai determinato lo standard minimo di funzionamento di queste équipe (figure professionali da impiegare e dotazione oraria). In assenza di queste disposizioni, ogni territorio (in questo caso il livello è distrettuale) si organizza come ritiene. Per la regione Marche quindi non sembrerebbe esistere la necessità di una dotazione minima, che permetta di assicurare le importantissime funzioni assegnate. Dalla tabella (di pag. 5) si può verificare sia l’enorme differenza di dotazione oraria tra i Distretti che l’estrema diversità delle figure professionali impiegate. Nel Distretto di Ancona (254.000 abitanti), il CDCD sarebbe addirittura composto da sole due figure professionali, per complessive 16 ore settimanali. Raramente ci sono operatori a tempo pieno (solo tre in tre Distretti). Il problema, dunque, pare essere a monte: definizione dello standard minimo di personale e conseguenti modalità organizzative. Altrimenti interventi e obiettivi come quelli previsti (come anche l’assunzione programmata di 5 neuropsicologi), quand’anche positivi, si inseriscono sul sistema di valutazione e presa in carico del tutto inadeguato. A questo si aggiunge, poi, un secondo aspetto. Una volta rilevati i bisogni occorre che si abbiano le adeguate risposte. Quelle che nella nostra regione in tutti i livelli (domiciliare, diurno, residenziale) oltre a essere fortemente carenti continuano ad essere oggetto di scarsissima attenzione (vedi: rapporto domanda/offerta e qualità degli interventi: standard e modello organizzativo di quella residenziale. Approfondimenti in, Osservatorio Marche.

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