Le Marche per la pace: disarmiamo il linguaggio, l’economia, la scuola. Ancona 7 marzo, ore 16.00 Siamo costernati dal prevalere dell’uso della forza, dalla demolizione del diritto internazionale e dalle tragiche conseguenze che questo determina, ci opponiamo fermamente a questa tendenza e vogliamo batterci per invertirla. Le vite umane per i potenti non contano nulla: vogliamo riaffermare il valore assoluto della persona umana nella sua piena dignità, impedire genocidi, deportazioni e “pulizie etniche”. Vogliamo dire no alla violenza che è sopraffazione, distruzione della ragione, del dialogo, della ricerca della reciproca comprensione e del bene comune. No alla guerra che istituzionalizza la violenza: Stati contro Stati, popoli contro popoli, la celebrazione lugubre della morte contro la bellezza della vita, della reciproca conoscenza e convivenza. Diciamo no ad un inaccettabile processo di riarmo, che avviene ora, e brucia migliaia di miliardi per l’industria della morte rendendo il mondo meno sicuro quando occorrono risorse per rendere migliore la sanità, la scuola, la ricerca, l’assistenza, per l’occupazione, ed un nuovo modello di società, per affrontare un cambiamento climatico che mette a rischio il pianeta. Diciamo no alla militarizzazione della cultura e della scuola! Vogliamo rilanciare con forza un processo di disarmo, poiché non solo non servono altre risorse per le armi ma l’attuale livello di spesa suona vergogna e scandalo per l’umanità. Sconfiggere la fame nel mondo, assicurare a tutti un minimo di assistenza sanitaria, livelli significativi di istruzione, acqua potabile, sviluppo di base che impedisca l’odiosa piaga del lavoro minorile: costa molto meno di ciò che spendiamo per gli armamenti. Vogliamo opporci a questi processi anche rilanciando una diffusa cultura della pace lavorando per far crescere la consapevolezza della necessità, oggi più che mai evidente, della creazione di Corpi civili di pace per una difesa non armata e nonviolenta capace di aprire spiragli di speranza laddove oggi imperversa lo scontro feroce. Vogliamo la libertà dei popoli e delle persone, l’autodeterminazione, la giustizia sociale: crediamo fermamente che si debba progettare, in piena libertà, la propria vita e quella degli Stati. Non sono principi astratti ma esprimono il solo realismo possibile per bloccare una deriva che ci sta portando a una nuova esplosione di guerre, al ritorno della logica della paura, del tutti contro tutti, alla demolizione del diritto internazionale e delle istituzioni sovranazionali. Occorre la pace in Ucraina mediante un immediato cessate il fuoco nel quadro di una comune sicurezza europea dall’Atlantico agli Urali. Occorre fermare il genocidio a Gaza e il popolo Palestinese deve vivere e vivere in uno stato indipendente in sicurezza con Israele, dentro un processo di pace che coinvolga tutto il Medio Oriente. Occorre trovare le ragioni per bloccare le decine e decine di guerre dimenticate che sconvolgono ogni parte del mondo. Dichiariamo la nostra obiezione di coscienza alla guerra e alla sua preparazione, quale forma di disobbedienza civile nonviolenta. Siamo per la libertà del popolo iraniano, nel rispetto della sua autodeterminazione, senza nuove aggressioni esterne foriere di danni incalcolabili, e del popolo Curdo che ha diritto alla sua libertà. Siamo contro le azioni pirata nel mondo come in Venezuela, così come siamo contro l’isolamento di Cuba; crediamo che i continenti non si comprino come si vorrebbe per la Groenlandia, crediamo nello sviluppo della democrazia che si restringe quando si avvicinano i venti di guerra. Lo vediamo anche nel nostro paese come dimostrano gli ultimi Decreti Sicurezza ed i reiterati provvedimenti sull’immigrazione. Ascoltiamo l’urlo della Minneapolis democratica che lotta per la difesa dei diritti civili degli immigrati e dei rifugiati, parte importante della nostra umanità. Lottiamo contro organismi fantoccio che vorrebbero imporre il loro dominio sul mondo senza autorità alcuna, rilanciando vetuste politiche imperiali e neocolonialiste: siamo contro il board for peace. È l’Onu che vogliamo rilanciare e che fu fondato per eliminare le guerre per assicurare un avvenire di pace e di liberà. A chi ci rivolgiamo? A tutti: ai giovani che devono progettare il loro e il nostro futuro nella liberà, agli uomini e alle donne che avvertono il bisogno di impegnarsi, agli educatori, agli insegnanti ai dirigenti che nella scuola devono assicurare una cultura critica, di pace e di comprensione reciproca, a tutte le organizzazioni religiose che credono nella sacralità della persona e del creato, a tutte le forze sociali e politiche che hanno rilevanti responsabilità nella costruzione di futuro. Siamo fiduciosi e rigorosamente nonviolenti, siamo la maggioranza nel nostro Paese e nel mondo, vogliamo decidere noi il nostro futuro, illuminando con la nostra vita e le nostre scelte l’unico sentiero che realisticamente lo rende possibile. FORUM PERMANENTE PER LA PACE MARCHE LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali. La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. Se questo lavoro ti è utile PUOI SOSTENERLO CON UNA DONAZIONE e CON IL 5 x 1000. Clicca qui per ricevere la nostra newsletter.