Data di pubblicazione: 03/05/2026
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Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità. La relazione annuale 2025

Relazione annuale al Parlamento e al Ministro per le disabilità sull’attività svolta nell’anno 2025, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lett. m), del decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20, intitolata “Dalla garanzia formale alla tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità”. Leggi o scarica la RELAZIONE 2025

Vedi la sintesi in pressenza.com, "Ieri, 15 aprile, si è svolta presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio la presentazione al Parlamento e al Ministro per le Disabilità della prima Relazione annuale dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, relativa all’attività svolta nel 2025. Nel corso del 2025, l’Autorità ha preso in carico oltre 1.300 segnalazioni, riguardanti soprattutto l’ambito scolastico, con particolare riferimento a situazioni di mancata inclusione o interruzione dei percorsi educativi e terapeutici. Da queste segnalazioni sono emerse le prime raccomandazioni, finalizzate a garantire il diritto allo studio e la continuità dei percorsi per gli studenti con disabilità. Un numero significativo se rapportato alla recente istituzione dell’Autorità e alla fase ancora iniziale della sua conoscenza da parte dei cittadini, e che si è ampliato progressivamente nel corso dei mesi, continuando a crescere con l’aumentare della conoscenza del ruolo e delle funzioni dell’Autorità.

Il numero delle segnalazioni pervenute, si legge nella Relazione, non è un mero indicatore quantitativo. È un indicatore democratico, misura la domanda di tutela che attraversa il Paese; misura il bisogno di un presidio istituzionale capace di intervenire quando la garanzia dei diritti si incrina. Misura anche una percezione diffusa: che in molte aree della vita, per la persona con disabilità i diritti siano ancora condizionati, intermittenti, faticosi da esercitare, talvolta affidati alla discrezionalità del singolo ufficio o del singolo territorio”.

Nel corso del 2025 l’Autorità ha effettuato numerosi sopralluoghi, con una prima attenzione operativa, anche per ragioni logistiche, all’area metropolitana di Roma. Sono stati effettuati sopralluoghi in aree urbane periferiche e infrastrutture ad alta intensità di traffico a seguito di segnalazioni inerenti alla mancanza di accessibilità per persone con disabilità motorie, visive, uditive, cognitive o relazionali. Sono inoltre state visitate stazioni ferroviarie e infrastrutture di trasporto, verificando la presenza di strumenti di accessibilità, nonché la loro effettiva funzionalità. L’esperienza ha fatto emergere un aspetto decisivo: l’accessibilità non è un’opera, è un sistema. Un ascensore che non funziona è una barriera. Una pedana mancante o non utilizzabile rende il treno inaccessibile. Un percorso podotattile[1] interrotto vanifica la sicurezza della persona cieca o ipovedente e soprattutto l’assenza di manutenzione e di standard uniformi trasforma la mobilità in un territorio di incertezza e rischio.

Nel corso del 2025 sono state effettuate verifiche anche su spiagge e luoghi di fruizione estiva, perché la vita delle persone con disabilità non è fatta solo di cura e assistenza, sebbene essenziali, ma anche di tempo libero e partecipazione sociale. Il diritto alla piena partecipazione, infatti, non può fermarsi all’ingresso di una scuola o di un ospedale: deve includere cultura, sport, socialità, vacanza. Per questo, l’Autorità ha previsto di avviare azioni strutturali di censimento e di raccolta dati, tra cui un primo censimento degli impianti sportivi accessibili nella città di Roma. L’obiettivo è costruire una conoscenza verificabile statisticamente per orientare politiche pubbliche, investimenti, convenzioni, accesso allo sport, come elemento essenziale del progetto di vita. Se i sopralluoghi rappresentano l’osservazione diretta, il contatto con i territori e la verifica concreta delle condizioni strutturali e organizzative, il cuore dell’attività dell’anno 2025 dell’Autorità – si legge nella Relazione – è stata, senza dubbio, la gestione delle numerose segnalazioni.

Molte segnalazioni pervenute all’Autorità hanno riguardato il tema della concessione di stalli di sosta personalizzati. In più circostanze, persone con disabilità grave avevano diritto a uno stallo di sosta [2] vicino alla propria abitazione, ma tale diritto veniva subordinato a scelte discrezionali di un’amministrazione comunale, come se si trattasse di una sorta di elargizione e non del riconoscimento effettivo di una posizione giuridica tutelata. “In questi casi, si sottolinea nella Relazione, l’Autorità Garante ha agito per trasformare un’impostazione sbagliata – “è una scelta del Comune” – in un principio corretto: “è un diritto della persona”. L’esito di questo impegno non è stato solo la tutela del singolo cittadino, ma anche l’affermazione di un principio invocabile da molti altri cittadini. I provvedimenti dell’Autorità Garante hanno contribuito a sancire con chiarezza un diritto e oggi possono fungere da riferimento per situazioni analoghe”.

Nello scorso anno l’Autorità Garante ha dato anche attuazione concreta a una delle sue funzioni più delicate e rilevanti previste dal decreto legislativo istitutivo: la funzione di visita presso le strutture che ospitano persone con disabilità. In questa prospettiva, si colloca il protocollo di collaborazione sottoscritto con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, attraverso i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS), finalizzato a realizzare visite congiunte nelle strutture residenziali, semiresidenziali e socioassistenziali – RSA, case-famiglia, comunità alloggio, centri diurni e strutture per persone con disabilità e anziani."

Vedi anche,  Garante nazionale diritti: Report “Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale”

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