Data di pubblicazione: 27/07/2026
Numero accessi: 8

indietro

ISTAT. Aiuti dati, ricevuti e reti di solidarietà - Anno 2024

Leggi il Testo integrale e la nota metodologica - Tavole.

Più di un individuo su tre aiuta persone non coabitanti

Nel 2024 il 36,2% delle persone di 18 anni e più presta almeno un tipo di aiuto a persone non coabitanti, fornendone in media 1,9. Era il 22,8% nel 1998. Al netto degli aiuti digitali, per cibo, vestiario e altro tipo di aiuto, non rilevati nel 1998, tale quota è del 32,4%.

Tra le modalità di aiuto prevalgono la compagnia, l’accompagnamento e l’ospitalità (29,8%) e il supporto digitale (23,8%). Ogni persona che presta aiuto sostiene in media 1,3 destinatari, rivolgendosi soprattutto ai familiari stretti (18,9% alla madre, 9,8% al padre).

Il 65,4% di chi fornisce almeno un tipo di aiuto lo fa in autonomia, il 24,1% condivide l’attività con altri, l’8,2% opera nell’ambito del volontariato.

I caregiver (chi presta lavoro di cura a coabitanti e/o a non coabitanti) sono il 24,9% delle persone di 18 anni e più. n complesso, i caregiver che prestano cura a persone coabitanti con problemi di salute o a persone non coabitanti sono 12 milioni 300mila (24,9%). In particolare, tra i maggiorenni: il 15,9% presta cure esclusivamente a non coabitanti; il 5,4% fornisce assistenza soltanto a familiari coabitanti con problemi di salute; infine, il 3,5% si dedica contemporaneamente sia alla cura di familiari coabitanti sia all’assistenza di persone non coabitanti, assumendosi quindi un carico di cura più elevato.
Tra i 12 milioni 300mila individui che prestano almeno un aiuto di cura, il doppio carico coinvolge una quota leggermente più alta di donne (14,8% contro 13,4% degli uomini). L’analisi per condizione occupazionale evidenzia un ulteriore elemento rilevante: la quota maggiore di chi si destreggia tra assistenza intra ed extra-familiare si osserva tra le donne occupate (16,6% rispetto all’11,5% degli uomini). Più della metà dei caregiver coabitanti (53,8%) ha prestato aiuto per meno di 10 ore a settimana; il 16,7% ha dedicato alla cura almeno 10 ore ma meno di 20, il 29,3% ha svolto assistenza per 20 ore settimanali o più a familiari coabitanti che hanno problemi di salute, mentre una quota residuale non ha indicato le ore di assistenza (0,2%). Le famiglie che ricevono aiuti informali da persone non coabitanti sono il 18,6% del totale. Tra gli anziani di 75 anni e più che vivono da soli riceve aiuti il 43,3%.

Più propensione all’aiuto: aumenta la solidarietà informale tra il 1998 e il 2024

Gli aiuti forniti gratuitamente a parenti, amici, vicini, ecc. sono la manifestazione concreta dell’attivazione delle reti sociali. Le famiglie esprimono bisogni e ricevono aiuti per esigenze legate alle diverse fasi del ciclo di vita o a specifiche criticità (nascita dei figli, difficoltà economiche o di gestione del lavoro di cura, malattia, ecc.). L’invecchiamento demografico ha effetto anche sulle reti di aiuto, aumentando il bacino di persone che hanno bisogno di assistenza, soprattutto quello degli anziani (tra il 1998 e il 2024 le persone di 75 anni e più passano dal 7,3% al 12,6% della popolazione). Una trasformazione, questa, che incide sulla configurazione della rete, facendola divenire sempre più “stretta e lunga”, con meno giovani e adulti e una crescente presenza di persone più anziane.

Il confronto tra il 1998 e il 2024 restituisce l’immagine di un sistema di aiuti informali ampliato: la quota di persone di 18 anni e più che danno almeno un tipo di aiuto a persone non coabitanti aumenta in modo significativo, passando dal 22,8% al 32,4%, non considerando gli aiuti digitali e quelli sotto forma di cibo, vestiario, ecc. che nel 1998 non venivano. Se si includono anche questi ultimi, invece, la quota sale al 36,2% (erano oltre 10,5 milioni di persone maggiorenni, raggiungono i 18 milioni nel 2024), con un aumento anche del numero medio di aiuti prestati, che passano da 1,7 a 1,9.

Parallelamente si modifica la struttura delle forme di aiuto. Crescono soprattutto le quote di persone che offrono compagnia, accompagnamento od ospitalità (dal 6,3% al 10,8%), attività domestiche (dal 5,1% al 7,8%), assistenza bambini (dal 4,4% al 6,9%), aiuto economico (dal 3,5% al 6,0%), aiuto nello studio (dal 1,9% al 3,9%) e aiuto nell’espletamento di pratiche burocratiche (dal 5,2% al 6,8%). La quota di famiglie che ricevono aiuti da persone non coabitanti è aumentata dal 15,0% del 1998 al 16,8% del 2024, escludendo gli aiuti digitali e quelli sotto forma di cibo, vestiario, ecc. Se si considerano, invece, anche questi ultimi, nel 2024, la quota di famiglie aiutate raggiunge il 18,6%. Complessivamente, le famiglie aiutate passano da poco più di 3 milioni a 5 milioni, registrando anche un lieve incremento del numero medio di aiuti ricevuti (da 1,6 a 1,7). Aumentano sensibilmente le famiglie che beneficiano di compagnia, accompagnamento od ospitalità (dal 2,7% al 5,0%), seguite da quelle aiutate nell’espletamento di pratiche burocratiche (dal 2,6% al 3,7%) o nell’assistenza di persone adulte (dal 2,1% al 2,9%); viceversa, le famiglie che ricevono aiuto per l’assistenza di bambini registrano una consistente riduzione (dal 4,5% al 2,9%).

Vedi anche,  Caregiver: il Disegno di legge del Governo. Testo, analisi, commenti

-----------------

LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà 

Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali

La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. Se questo lavoro ti è utile  PUOI SOSTENERLO CON UNA DONAZIONE e CON IL 5 x 1000.

5x1000

 Clicca qui per ricevere la nostra newsletter.


Adempimenti legge 4 agosto 2017, n. 124


Il nostro Bilancio


60030 Moie di Maiolati (AN), via Fornace, 23


(+39) 0731 703327


grusol@grusol.it

Il materiale elaborato dal Gruppo Solidarietà presente nel sito pụ essere ripreso a condizione che si citi la fonte

-


IBAN IT90 V050 1802 6000 0002 0000 359 (Banca Etica)


Iscrizione al RUNTS, decreto n. 212 del 14/09/2022