Progetto di vita: operativa la nuova procedura prevista dalla riforma della disabilità. Le indicazioni dell'INPS (agosto 2026) da, aipd.it. Con la pubblicazione dei Messaggi INPS n. 2550 e n. 2551 del 4 agosto 2026 diventa operativa la procedura prevista dalla riforma della disabilità per la presentazione e la gestione delle istanze di progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. L’INPS ha infatti attivato i servizi telematici che consentono alle persone interessate di presentare l’istanza e agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) di riceverla e gestirla nell’ambito del procedimento previsto dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. In breve. Nelle province interessate dalla sperimentazione è ora possibile presentare online l’istanza per il progetto di vita previsto dalla riforma, avviando il procedimento che porterà alla sua elaborazione da parte dell’Ambito Territoriale Sociale. Chi può utilizzare il nuovo servizio telematico Come funziona Il servizio telematico non è l’unica modalità Cosa c’è da sapere Il progetto di vita sostituisce il PEI o gli altri strumenti già previsti dall’ordinamento? Vedi anche, Disabilità. D. lgs 62-2024 attuativo della legge delega 227/2021. Testo, analisi e commenti .............................. LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali. La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. Se questo lavoro ti è utile PUOI SOSTENERLO CON UNA DONAZIONE e CON IL 5 x 1000. Clicca qui per ricevere la nostra newsletter.
Il nuovo servizio telematico per la presentazione delle istanze di progetto di vita è attualmente disponibile per le persone residenti nelle province interessate dalla sperimentazione della riforma della disabilità.
Possono utilizzare il servizio le persone in possesso dei requisiti previsti dal decreto legislativo n. 62/2024 e richiamati dal Messaggio INPS n. 2550, compresi coloro che dispongono di una certificazione rilasciata prima della riforma, nei casi previsti dalla normativa.
L’istanza telematica può essere presentata direttamente dalla persona con disabilità oppure, nei casi previsti, dal genitore, dal tutore, dal curatore o dall’amministratore di sostegno.
L’istanza può essere presentata attraverso il nuovo servizio telematico “SISDA – Trasmissione istanze per il progetto di vita“, disponibile sul sito dell’INPS.
Con la domanda la persona autorizza l’Istituto a trasmettere all’ATS competente la documentazione necessaria, compresi il verbale attestante la condizione di disabilità, gli eventuali aggiornamenti, il questionario WHODAS (se presente) e i recapiti forniti.
Ricevuta l’istanza, sarà l’ATS ad avviare il procedimento, contattando la persona interessata per la valutazione multidimensionale finalizzata all’elaborazione del progetto di vita. La presentazione della domanda rappresenta quindi l’avvio del procedimento amministrativo previsto dalla riforma e non comporta automaticamente la predisposizione del progetto di vita che sarà elaborato successivamente dall’ATS insieme alla persona con disabilità.
Il nuovo servizio telematico costituisce una modalità semplificata per trasmettere all’ATS la documentazione necessaria all’avvio del procedimento.
Resta infatti ferma la possibilità, prevista dal decreto legislativo n. 62/2024, di presentare l’istanza direttamente all’Ambito Territoriale Sociale (o all’altro Ente eventualmente individuato dalla normativa regionale), secondo le modalità previste dalla disciplina vigente.
È necessario ottenere un nuovo verbale di disabilità?
No. Durante la sperimentazione possono presentare l’istanza anche le persone che possiedono una certificazione rilasciata prima della riforma, nei casi previsti dalla normativa.
Per molte persone con sindrome di Down, pertanto, i verbali già in possesso sono sufficienti per avviare il procedimento, senza dover attendere il nuovo accertamento della disabilità previsto dalla riforma.
No. Il progetto di vita ha una funzione diversa: coordinare in un quadro unitario i diversi interventi e sostegni riguardanti la persona nei vari ambiti della vita.
Non sostituisce automaticamente gli strumenti previsti dalle specifiche normative di settore, come il Piano Educativo Individualizzato (PEI), ma si coordina con essi nell’ambito del percorso complessivo della persona.