Franco Pesaresi, I luoghi della cura, Numero 4-2026
Per decenni l’immagine delle strutture residenziali per anziani è stata più o meno sempre la stessa: corridoi lunghi, stanze numerate, orari fissi per il pranzo, la cena, il bagno. Un ambiente pensato per curare il corpo, spesso a scapito di tutto il resto: l’autonomia, le relazioni, il semplice piacere di scegliere cosa fare della propria giornata. Negli ultimi vent’anni, però, qualcosa è cambiato. Ricercatori, architetti e operatori del settore hanno iniziato a chiedersi: e se invecchiare anche con bisogni di cura non significasse per forza rinunciare a una vita “normale”? Da questa domanda sono nati modelli abitativi alternativi che provano a ribaltare la logica della struttura residenziale tradizionale, puntando su ambienti familiari, piccoli gruppi di convivenza e un ruolo diverso per chi presta assistenza.
Anche altri modelli abitativi, anche gli edifici residenziali possono essere progettati e adattati per aiutare le persone anziane a mantenere l’indipendenza e a invecchiare nel proprio contesto di vita. L’idea di fondo, di nuovo, è che il modo in cui si intrecciano ambiente fisico, ambiente sociale e ambiente organizzativo sia decisivo per il benessere dei residenti – e che questi modelli possano, oltre a migliorare la qualità della vita, anche ritardare l’insorgere di bisogni di cura più gravosi, con evidenti ricadute anche sui costi dei sistemi sanitari e sociali.
Quali possibili soluzioni abitative innovative per gli anziani?
Le soluzioni abitative innovative per gli anziani sono un contenitore di esperienze diverse e flessibili che si adatta alle diverse esigenze delle persone da accogliere e del contesto territoriale. Ci sono diversi criteri per analizzare le diverse soluzioni abitative, individuarne la tipologia, mostrarne la diversità e valorizzarne il potenziale inclusivo. La tabella 1 li riassume:
| Tab. 1 – Criteri per classificare le soluzioni abitative innovative per gli anziani |
| SOGGETTI PROMOTORI |
- Enti locali
- Enti del terzo settore
- Società private
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Le caratteristiche del progetto dipenderanno dal tipo di soggetto promotore, che può portare a logiche diverse |
| TARGET (TIPOLOGIA UTENTI) |
- Gli anziani (con i diversi bisogni assistenziali)
- Persone con patologie specifiche (es. malattie neurodegenerative)
- Persone con disabilità
- Utenza mista (intergenerazionale, persone con disabilità e non)
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Le soluzioni abitative devono adattarsi ai profili dei futuri abitanti, essendo sufficientemente flessibili e anticipando i loro bisogni e le difficoltà che possono incontrare. |
| NUMERO RESIDENTI PER NUCLEO |
- 1-2 (famiglia)
- + di 2 (convivenze non familiari)
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Il numero dei residenti per nucleo è legato sostanzialmente a due ipotesi: la soluzione familiare (1 o 2 anziani) o il co-housing (+ di 2 persone) |
| FORMA ABITATIVA |
- Alloggi condivisi (alloggio collettivo comprendente aree riservate e spazi comuni)
- Alloggi privati (raggruppati nel medesimo edificio e con spazi comuni)
- Alloggi privati (collocati in un villaggio dedicato)
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La forma abitativa scelta dipende dalla definizione del progetto di vita collettiva o familiare, che può offrire più o meno autonomia a seconda delle situazioni. |
| GESTIONE PUBBLICA O PRIVATA |
- Gruppi di alloggi gestiti da enti pubblici
- Gruppi di alloggi gestiti da soggetti privati
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La tipologia pubblica o privata della gestione determina un quadro giuridico specifico, in particolare sulle regole di assegnazione e le norme applicabili. |
| SERVIZI PROPOSTI |
- Tipologie di servizi: servizi sanitari domiciliari, sostegno negli atti di vita quotidiana, animazione, pasti, teleassistenza, portierato attivo, ecc.
- Servizi condivisi o individualizzati
- Professionisti utilizzati: équipe sanitarie pubbliche, personale inviato dall’ente locale o altri enti pubblici, volontariato, personale degli enti del terzo settore, personale del gestore degli alloggi assistiti, ecc.
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La definizione dell’offerta di servizi e le condizioni di accesso ai vari servizi dipendono dal profilo dei residenti, dalla forma dell’abitazione (familiare o condivisa), dal tipo di gestione, dai finanziamenti utilizzati, dalla disciplina dei servizi, ecc. |
| Fonte: Aggiornamento di Pesaresi (2023). |
Sulla base dei criteri classificatori di cui alla Tab. 1 e della letteratura (Brouwers et al., 2023; OECD, 2025; Pesaresi, 2023) è stato possibile pervenire alla individuazione (e classificazione) di nove tipologie di soluzioni abitative innovative per anziani fragili e/o con esigenze di cura a lungo termine (Cfr. Tab. 2).
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Tabella 2 – Le soluzioni abitative innovative per anziani più diffuse nel mondo
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| Tipologia |
Dove sono più diffuse |
Numero di residenti per nucleo |
| Convivenza su piccola scala (small-scale living) |
Paesi Bassi, Belgio |
6-16 |
| Modello Green House |
Stati Uniti |
8-12 |
| Co-housing (Alloggi condivisi) |
Germania |
6-8 |
| Fattorie sociali (green care farm) |
Paesi Bassi |
6-60 |
| Casa-famiglia (group home) per persone con demenza |
Giappone |
5-12 |
| Villaggio per persone con demenza |
Paesi Bassi, Danimarca, Germania |
52–152 (in piccoli nuclei) |
| Villaggi per pensionati(Retirement village) |
Stati Uniti |
1-2 (alloggi aggregati in un quartiere) |
| Alloggi protetti (Assisted living) |
Stati Uniti |
1-2 (più appartamenti in un edificio) |
| Alloggi condivisi intergenerazionali |
Spagna |
2-5 circa |
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Fonte: ns. elaborazione di Brouwers et al., 2023; OECD, 2025; Pesaresi 2023.
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Ogni modello nasce da un’idea diversa di cosa significhi “sentirsi a casa” e proprio per questo vale la pena raccontarli uno per uno.
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Vedi anche
Gli alloggi per gli anziani: la grande confusione normativa
Gli alloggi assistiti. Un’alternativa alle strutture residenziali per anziani
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