Data di pubblicazione: 14/09/2026
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Fondazione ISMU. Quasi 12 studenti ogni 100 hanno cittadinanza non italiana

Da pressenza.com. Vedi anche in, Fondazione ISMU.

Sono 931.323 gli alunni con cittadinanza non italiana (CNI) iscritti nelle scuole italiane, su una popolazione scolastica complessiva di poco più di 8 milioni di studenti. Gli alunni con CNI rappresentano complessivamente l’11,6% della popolazione scolastica italiana: quasi dodici studenti ogni cento iscritti hanno cittadinanza straniera.

E’ quanto evidenziano gli ultimi dati elaborati dalla Fondazione ISMU ETS su fonte ISTAT e relativi all’anno scolastico 2024/25. La presenza degli alunni con CNI varia a seconda dell’ordine di scuola, con la quota più elevata che si registra nella scuola primaria (13,7%), seguita dalla scuola dell’infanzia (12,7%) e dalla secondaria di primo grado (12,6%), mentre la più bassa incidenza si registra nella secondaria di secondo grado, dove gli studenti CNI rappresentano meno del 9%.

Nel complesso, il 48,4% degli alunni con CNI è costituito da studentesse e il 51,6% da studenti. Il rapporto si inverte nella scuola secondaria di secondo grado, dove le ragazze superano, seppure di poco, i ragazzi.

Relativamente alla presenza nei quattro ordini di scuola si evidenziano differenze tra alunni italiani e stranieri: gli alunni CNI frequentano soprattutto la scuola primaria (36%), mentre meno del 30% dei nativi è iscritto a questo ordine di scuola. Anche per la distribuzione nei diversi livelli scolastici si evidenziano alcune differenze rispetto agli studenti italiani: tra gli alunni con CNI, infatti, il 35,9% frequenta la scuola primaria, contro il 30,3% dei nativi. Gli alunni italiani sono iscritti in maggioranza nelle scuole secondarie di secondo grado (35%), mentre gli studenti CNI presenti in questo ordine di scuola sono il 26% gli studenti CNI.

Nella scelta degli indirizzi per le scuole secondarie di secondo grado si riscontra un’altra evidente differenza tra studenti italiani e stranieri: gli studenti con CNI frequentano soprattutto gli istituti tecnici (40%, pari a 95mila iscritti), mentre gli studenti nativi negli istituti tecnici sono poco meno di un terzo. Permane significativo il “divario liceale”. Infatti, una distanza di oltre 20 punti percentuali si riscontra nella distribuzione degli alunni nei licei: il 52% dei nativi frequenta un liceo, mentre gli alunni CNI scelgono tali scuole superiori per meno di un terzo dei casi (31%).

Al contrario, gli studenti con CNI sono marcatamente presenti negli istituti professionali, 28% contro il 15% dei nativi (+12 punti percentuali). Se si considera l’incidenza degli alunni con CNI sul totale degli iscritti nei diversi indirizzi il quadro è ancora più netto: 14,6 studenti con CNI ogni 100 frequentano un istituto professionale, 10,6 un istituto tecnico e 5,3 un liceo.

La distribuzione territoriale conferma poi una caratteristica ormai consolidata: oltre il 65% degli alunni con CNI frequenta le scuole delle regioni settentrionali. Il 37,6% si trova nel Nord-Ovest e il 27,4% nel Nord-Est. Seguono il Centro con il 21,4%, il Sud, con il 9,5%, e le Isole, con il 3,8%. La Lombardia si conferma la prima regione italiana per numero di alunni CNI, pari a 237mila, le cui scuole ospitano oltre un quarto di tutti gli studenti CNI sul territorio nazionale. Seguono Emilia-Romagna (12,2%) e Veneto (10,8%). All’estremo opposto, le regioni con meno di un punto percentuale del totale nazionale sono Valle d’Aosta, Molise, Basilicata e Sardegna.

Nell’ultimo decennio il numero complessivo di alunni con disabilità nelle scuole italiane è raddoppiato: oggi sono circa 377mila, pari al 4,8% degli iscritti, e sono prevalentemente concentrati nel primo ciclo di istruzione (fonte MIM, 2025, a.s. 2024/25T). Tra gli alunni con cittadinanza non italiana, quelli con disabilità rappresentano il 15,8% del totale degli alunni certificati ai sensi della Legge 104/1992. Il dato raggiunge livelli particolarmente elevati in Lombardia (28%), Emilia-Romagna (26,4%) e Veneto (25,8%).

Quanto all’università,  da una elaborazioni di Fondazione ISMU ETS sui dati ISTAT dell’indagine “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri” (2023) emerge che tra gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, il 57,8% degli italiani intende iscriversi all’università, contro il 44,5% degli studenti stranieri. Al contrario, il 24,6% degli studenti con CNI dichiara di voler andare a lavorare, contro il 16,8% degli italiani. Tra i neoarrivati, la propensione al lavoro raggiunge il 31,1%.

Le differenze di genere sono marcate: la propensione verso l’università è pari al 68,5% tra le ragazze italiane e al 55% tra le ragazze straniere, mentre scende rispettivamente al 47,5% e al 34,5% tra i ragazzi italiani e stranieri. Una quota consistente dei ragazzi con CNI immagina infatti di costruire il proprio futuro in Italia: il 37,9% pensa di rimanere nel nostro Paese, rispetto al 45,6% degli italiani. Il 7,9% degli studenti con CNI pensa invece di vivere nel Paese d’origine o in quello di origine dei genitori, mentre il 30,5% immagina di trasferirsi in un altro Paese estero. Anche tra gli italiani, tuttavia, la propensione alla mobilità internazionale è elevata: il 32,7% pensa di vivere in un altro Stato estero.

Vedi anche, Alunni con cittadinanza non italiana anno scolastico 2022-23, report del Ministero dell’istruzione

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