Fondazione Openpolis. I numeri sui minori in povertà assoluta sono a livelli record Fondazione openpolis. Se vent’anni fa erano gli anziani a essere più esposti al rischio, oggi la situazione è capovolta, con il 12,5% dei minori in povertà assoluta. Bonus e provvedimenti spot non bastano, servono interventi strutturali. Nel 2025 circa 1 milione e 136mila bambine e bambini si sono trovati in povertà assoluta in Italia in base alle più recenti stime di Istat. Secondo l’istituto di statistica si tratta di un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente che continua a rappresentare il livello più alto mai registrato dal 2014. Sebbene questi nuovi dati non siano direttamente confrontabili con quelli di fine anni 2000, per un cambio metodologico, la dinamica resta chiara. Vent’anni fa la distanza generazionale era più contenuta e gli anziani risultavano la fascia più esposta al rischio di povertà. Oggi, invece, la situazione si è capovolta. In questo contesto il mondo della scuola e la comunità educante più in generale possono fare molto per sostenere i minori che si trovano a vivere in situazioni di disagio senza nessuna colpa. Come abbiamo raccontato molte volte infatti, un basso livello di istruzione riduce le opportunità di accesso a lavori qualificati e meglio retribuiti, accentuando la vulnerabilità economica. Questo legame emerge con particolare forza nelle famiglie con minori a carico. Una dinamica confermata ancora una volta dai dati riguardanti il 2025. In questo articolo ci soffermeremo in particolare su due aspetti. Il primo riguarda gli effetti sui redditi familiari delle misure di sostegno entrate in vigore nel 2025, con un’attenzione particolare su quelle rivolte alla natalità e alle famiglie con figli. Il secondo invece riguarda l’analisi dei dati territoriali più recenti sulla quota di famiglie monoreddito con bambini piccoli. Un indicatore che permette di individuare le aree del paese dove il rischio di fragilità economica per i nuclei con figli appare più concentrato. Quello che emerge dai dati è che l’effetto redistributivo delle novità normative è positivo ma contenuto. Per quanto riguarda invece le famiglie in potenziale difficoltà socio-economica, si confermano divari molto marcati tra i diversi territori. Nel 2025 le famiglie in povertà assoluta erano poco più di 2,1 milioni, l’8% dei nuclei residenti, per un totale di oltre 5,4 milioni di persone (9,3%). Valori statisticamente invariati rispetto all’anno precedente. Tra questi nuclei, oltre 656mila hanno almeno un figlio minorenne, pari all’11,2% delle famiglie con minori. Anche quest’anno il disagio economico cresce all’aumentare della prole. Tra le coppie, l’incidenza passa dal 7,8% di quelle con un solo figlio minore al 10% di quelle con due, fino al 17,7% quando i figli sono almeno tre. Valori superiori alla media si registrano anche tra i nuclei monogenitoriali (11,6%) e soprattutto tra le famiglie di “altra tipologia”, in cui convivono più nuclei o sono presenti membri aggregati (19,4%). Un altro aspetto da rimarcare è che i nuclei con figli non solo sono più spesso poveri, ma lo sono anche in modo più marcato. La spesa mensile delle famiglie con minori in povertà assoluta infatti è inferiore alla soglia di povertà del 21,6%, contro il 18,5% registrato per l’insieme delle famiglie povere. Incide poi la condizione lavorativa dei genitori. Se la persona di riferimento è operaio o assimilato, l’incidenza tocca il 15,5%. Aumenta fino al 21,1% quando non è occupata o è in cerca di lavoro. Pesano infine la situazione abitativa e la cittadinanza. Tra le famiglie con minori che vivono in affitto il 28,7% (quasi 3 su 10) è in povertà assoluta, contro il 6% di quelle proprietarie. Tra i nuclei con figli composti da soli italiani la quota si ferma al 7,8%. In quelli di soli stranieri è quattro volte più alta (31,4%). Continua a leggere su Openpolis Vedi anche, ISTAT. Le condizioni di vita dei minori - Anno 2024 ------------------ LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. Se questo lavoro ti è utile PUOI SOSTENERLO CON UNA DONAZIONE e CON IL 5 x 1000.