Disabilità e permesso di soggiorno, l’INPS sospende le prestazioni durante il rinnovo. Ma norme e circolari dicono il contrario L’Osservatorio disabilità e background migratorio ha ricevuto segnalazioni di sedi INPS che sospendono le prestazioni alle persone straniere con disabilità durante il rinnovo del permesso di soggiorno. Ma norme e circolari lo vietano. Vedi nell'Osservatorio disabilità. Prendiamo il caso di una persona straniera con disabilità che vive regolarmente in Italia. Il suo permesso di soggiorno scade il 1° giugno, ma l’appuntamento in Questura per il rinnovo è fissato al 1° settembre, e la consegna effettiva del nuovo documento può arrivare anche molto più tardi. Per tutti quei mesi l’INPS smette di versare la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento. Mesi senza alcun sostegno economico, pur avendone pieno diritto. Non è un’ipotesi astratta. L’Osservatorio permanente sulle condizioni di vita delle persone con disabilità e con background migratorio nella Città Metropolitana di Milano e in Lombardia ha raccolto diverse segnalazioni di situazioni di questo tipo. Alcune sedi territoriali dell’INPS sospendono il versamento delle provvidenze economiche alle persone straniere con disabilità mentre queste sono in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. Si tratta di una scelta “prudenziale”, motivata dall’ipotesi che il documento possa non essere rinnovato. Il risultato però è che persone già in condizioni di grande fragilità restano per mesi senza un sostegno economico essenziale, a causa di un’attesa che dipende dalla burocrazia e dall’inefficienza dell’amministrazione pubblica. L’illegittimità di questa prassi è sancita da diverse norme e persino dalle circolari dello stesso istituto di previdenza. Il Testo unico sull’immigrazione (art. 5, comma 9 bis) garantisce la regolarità del soggiorno anche durante la procedura di rinnovo. Una recente direttiva europea, la 2024/1233, prevede che la persona straniera sia considerata regolarmente soggiornante finché le autorità non si sono pronunciate sulla sua domanda. Durante l’attesa, quindi, restano validi tutti i diritti legati al soggiorno regolare, comprese le prestazioni assistenziali per l’invalidità. La stessa INPS lo ha messo nero su bianco: con un messaggio dell’aprile 2024 aveva chiesto alle sue sedi territoriali di continuare a erogare le prestazioni anche in attesa del rinnovo del permesso. Ma questo sembra spesso non accadere. Per molte persone con disabilità la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento non sono un’integrazione al reddito: sono la base su cui si regge la vita quotidiana. Quando vengono a mancare, anche solo per qualche mese, il peso ricade interamente sulla persona e sulla sua famiglia, che spesso non hanno risparmi né una rete di supporto a cui appoggiarsi - si indebitano. L’Osservatorio stigmatizza questa prassi e chiede all’INPS di interromperla immediatamente, garantendo in tutte le sedi territoriali l’applicazione delle norme e delle proprie circolari. "Le persone con disabilità e background migratorio vivono già una condizione di invisibilità sociale e istituzionale”, sottolinea Laura Abet, responsabile del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità. “Sono esposte a discriminazioni intersezionali, che le rendono più vulnerabili sia delle persone con disabilità italiane sia delle persone straniere senza disabilità. Per loro muoversi tra Questura, INPS e servizi sociali è già un percorso a ostacoli, tra barriere linguistiche, poca informazione sui propri diritti e tempi lunghi della burocrazia. Sospendere le prestazioni senza fondamento normativo significa scaricare su di loro i ritardi del sistema, con il rischio concreto di lasciarle senza le risorse per vivere. A chi si trova in questa situazione diciamo di non rinunciare: la sospensione si può contestare, anche con gli strumenti della tutela antidiscriminatoria, e il nostro Centro è a disposizione per orientare e accompagnare le persone. Per questo chiediamo all’INPS non solo di interrompere questa prassi, ma anche di ripristinare le prestazioni sospese, pagando gli arretrati, e di dare indicazioni chiare a tutte le sue sedi territoriali “ “Quella che si consuma ai danni di questi cittadini stranieri con disabilità è una discriminazione particolarmente odiosa -commenta Livio Neri dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (ASGI)-. Da un lato colpisce una fascia particolarmente fragile della popolazione. Dall’altro rende difficile la tutela del diritto in quanto INPS non nega esplicitamente accesso al diritto: ma, non fornendo ai propri uffici direttive precise e capillari e comunque non vigilando sul rispetto di quelle che impartisce, lo rende concretamente inesigibile. Con condotte che sono sicuramente contrarie alla normative e alle proprie stesse direttive”. L’Osservatorio continuerà a raccogliere segnalazioni per approfondire il fenomeno; le organizzazioni aderenti valuteranno le iniziative più opportune, anche sul piano legale. Le persone e le famiglie che si trovano in questa situazione possono inviare una segnalazione scrivendo a osservatoriodbm@ledha.it. L’Osservatorio permanente sulle condizioni di vita delle persone con disabilità e con background migratorio nella Città Metropolitana di Milano e in Lombardia ha avviato i suoi lavori il 12 marzo 2026. È uno spazio di confronto tra enti pubblici e privati che lavora per dare visibilità ai problemi delle persone con disabilità e background migratorio, monitorare le discriminazioni intersezionali e individuare le criticità nell’accesso ai servizi. È nato come uno degli esiti del progetto CiSiamo, promosso da Fondazione ISMU ETS, LEDHA e Caritas Ambrosiana tra il 2023 e il 2025. Ne fanno parte, tra gli altri: LEDHA, Fondazione ISMU ETS, Caritas Ambrosiana, ACLI milanesi, Associazione Franco Verga C.O.I., Associazione L’Abilità, Associazione La Nostra Comunità, Associazione Jasmine, ASGI, CBM Italia, Cooperativa sociale La Cordata, Cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi, Zero5 - Laboratorio di Utopie Metropolitane, Fondazione Villa Mirabello, LEDHA Milano, UILDM Milano. ....................... LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. 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L’Osservatorio