I nuovi dati sulle cure domiciliari nelle Marche. Analisi e riflessioni
Gruppo Solidarietà - Osservatorio Marche, n. 175/29 maggio 2026
Nel file allegato (evidenziazioni redazionali) riportiamo i dati, forniti dalla Regione, riguardanti i servizi di cure domiciliari nelle Marche. Sono informazioni molto importanti per capire alcuni aspetti del funzionamento di questa tipologia di servizio. La precedente rilevazione risale al 2024. Vedi, Le cure domiciliari nelle Marche. Considerazioni su alcuni dati regionali.
Questa nuova rilevazione è stata più accurata ed ha fornito maggiori informazioni. La richiesta ha riguardato:
a) La dotazione organica e le figure professionali, che operano all’interno dei servizi di cure domiciliari, comprese le cure palliative;
b) I tempi di erogazione: su quanti giorni e con quale articolazione oraria.
Perché è importante conoscere il funzionamento delle cure domiciliari? Perché rappresentano un servizio fondamentale per garantire qualità di vita alle persone in condizione di non autosufficienza che presentano necessità di tipo sanitario e sociosanitario. Le cure domiciliari sono un servizio di livello essenziale (Dpcm 12 gennaio 2017) che il SSN nazionale è tenuto a garantire[1].
La regione Marche ne ha disciplinato l’erogazione, con la Dgr 791/2014. Il livello di intensità assistenziale presente nelle Linee Guida del 2014, è lo stesso di quello stabilito nel Dpcm 12 gennaio 2017. Vengono definiti gli “standard di servizio”, ovvero le figure professionali impiegate, i tempi degli accessi domiciliari definiti sulla base dell’impegno/intensità assistenziale e della complessità dell’intervento, così come definiti dal Piano di assistenza individualizzato (PAI). Le figure professionali deputate ad assicurare le cure domiciliari sono: medico di medicina generale, medico specialista, infermieri, riabilitatori (fisioterapista, logopedista, ecc..), psicologi, dietisti, operatori sociosanitari.
Successivamente la regione Marche ha approvato la Dgr 6/2023 “Approvazione del manuale di autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio e del manuale di accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private che erogano cure domiciliari”. Per un maggior dettaglio vedi QUI. le CD sono articolate su diversi livelli assistenziali: base (o prestazionali) e integrate (I, II, III, livello). La Dgr 791 disciplina anche le CD palliative che non sono presenti invece nel Manuale di Autorizzazione. Nei LEA sono disciplinate dall’art. 23[2].
Scorrendo le tabelle è possibile verificare gli interventi che devono essere assicurati. Si possono verificare le figure professionali che assicurano gli interventi previsti: ad esempio: l’OSS è previsto in tutti i livelli delle cure integrate. I “professionisti della riabilitazione” anche nel livello base. Nel II e III livello è previsto il dietista; lo psicologo e il medico specialista nel III. O anche i giorni (7/7 nel livello III; 6/7 nel livello II).
Dgr 791/2014, p. 8. allegato 1, “Standard qualificanti i LEA cure domiciliari”
Cosa non c’è in questi dati
La richiesta ha riguardato, come detto, alcuni aspetti del funzionamento del servizio, non altri.
1) L’attuale offerta, suddivisa per intensità assistenziale; 2) il rapporto tra domanda potenziale e offerta disponibile sia in termini di attivazione del servizio che di “prestazioni” fornite. Si può, infatti, avere accesso al servizio, ma senza ricevere tutti gli interventi necessari (che dovrebbero essere previsti nel PAI).
La rilevazione, inoltre, non è in grado di fornire informazioni sull’aspetto qualitativo che attiene al modello organizzativo del servizio. Ovvero, se prevale il modello prestazionale o quello della “presa in carico”. Gli esiti, in termini qualitativi, sono evidentemente molto diversi.
Gli ultimi dati quantitativi sull’offerta regionale sono rinvenibili nell’ultima rilevazione AGENAS, Applicazione DM 77/2022. Report su Case, Ospedali di comunità, Cure domiciliari (II semestre 2025); le cure domiciliari, da pag. 8 a pag. 11. Altri dati erano presenti, anche se oramai un po’ datati nel Piano sociosanitario 2023-25 (Tabella 1.29). Per maggior dettaglio vedi QUI.
Tabella 1.29 Totale Presa in carico per anno (PIC) con distribuzione per Area Vasta e totale Regionale.
Il dato complessivo e per singolo Distretto
Alcune ulteriori considerazioni rispetto ai dati forniti. Ad esempio: il dato numerico degli operatori è indicato sempre per “teste” e non per “tempo pieno equivalente”; in alcuni Distretti (vedi ad esempio, Civitanova), il dato riferito ad alcune figure professionali ricomprende anche altre attività distrettuali. Riguardo la reperibilità: l’entità di copertura oraria non offre indicazioni sul numero delle persone presenti (una specifica viene fornita solo dalle CPD di Jesi). Ad esempio: sul territorio del Distretto di Ancona, quello con la maggiore popolazione (oltre 250.000 persone), non sappiamo quante sono le persone presenti nella pronta disponibilità del sabato (8.00-14.00) e domenica (8.00-20.00). È evidente che si tratta di un indicatore importantissimo.
Proviamo ad analizzare alcuni dati della rilevazione. Rimandiamo, in ogni caso, alla lettura delle schede allegate. All’interno delle cure domiciliari, sono presenti anche quelle palliative (CPD), che in alcuni casi sono a gestione diretta del Distretto in altre affidate ad organizzazioni del terzo settore.
Erogazione oraria
1) ADI. In tutti i distretti l’erogazione è su sette giorni, h. 12 (7.00/8.00-19.00/20.00). In 9 distretti si attiva la pronta disponibilità infermieristica il sabato pomeriggio e/o la domenica. In 3, il servizio è attivo h12 per tutti i giorni della settimana.
2) CPD. Ricordiamo che per le CPD specialistiche dovrebbe essere assicurata la pronta disponibilità medica e infermieristica sulle 24 h. La reperibilità notturna sarebbe prevista in soli 4 Distretti su 13, Per gli altri il servizio è h12. Nel distretto di Camerino non è attivo il servizio. Si specifica che “in caso di necessità supplisce il personale ADI che attiva consulenza specialistica”. In 7 distretti, il servizio è affidato ad enti del terzo settore.
Figure professionali
Nell’analisi occorre segnalare che in alcuni distretti lo stesso personale opera sia in ADI che in CPD (viene specificato nelle note di ogni scheda). Per quanto riguarda l’assistenza infermieristica le dotazioni anche in relazione alla popolazione di riferimento sono molto diversificate. Come detto, la stessa dotazione, in alcuni casi riguarda sia ADI che CPD (sempre, nei due Distretti dell’AST di Ascoli Piceno). Per quanto riguarda le altre figure:
- L’attività riabilitativa (fisioterapista) è erogata in ADI, con dotazione di personale molto diversa, in tutti i Distretti, eccetto Jesi. Nelle CPD, viene erogata in 4 distretti dal personale del servizio ADI. Il logopedista è presente, solo in ADI, in 6 Distretti (in 5, con un’unità; in uno, la dotazione non è specificata in quanto le figure non sono dedicate esclusivamente al servizio domiciliare).
- L’assistenza tutelare (OSS) è particolarmente scoperta. In ADI, è presente, formalmente in 6 distretti, ma solo Ancona ha una dotazione significativa (13 OSS); negli altri 5, la dotazione complessiva è di 6,5 operatori. Nella sostanza, si può dire che l’assistenza tutelare è presente in un solo distretto. Nelle CPD è presente in 9 distretti (in alcuni, è la stessa figura dell’ADI), per complessivi 14 operatori. Una dotazione che ne dimostra l’irrilevanza.
- L’assistenza medico specialistica in ADI, viene assicurata, con modalità molto diverse in 8 Distretti su 13. La dotazione oraria varia da Distretto a Distretto; In alcuni casi (ad es., Fabriano, Ancona) si ricorre a specialisti convenzionati per un massimo di 4 ore settimanali ciascuno. Civitanova, ne segnala addirittura 36. In altri si indica che gli specialisti operano sia in ospedale che nel territorio, ma senza ulteriori specificazioni. Per quanto riguarda invece le CPD, l’unico medico palliativista dell’AST di Pesaro/Urbino, opera sui 3 Distretti (Pesaro, Fano, Urbino); anche quello operante nell’AST Ancona opera nei 4 Distretti (Ancona, Jesi, Fabriano, Senigallia) e anche nell’ADI. Un po’ diversa la situazione nell’AST Macerata. Su Civitanova (in convenzione) operano 4 palliativisti (non indicata dotazione oraria); 3 sono le figure su Macerata (in convenzione), nessuno a tempo pieno; non indicata dotazione oraria. Nel distretto di Fermo (in convenzione), figurano 2 palliativisti. Nell’AST di Ascoli Piceno, sono indicati 3 palliativisti che vengono attivati su specifica richiesta. Non indicata la presenza nel Distretto di AP.
- Le altre figure professionali (psicologo, dietista, assistente sociale) presenti, sono residuali (vedere scheda per scheda). Nelle CPD, con diversa dotazione, è presente la figura dello psicologo in 8 Distretti, ma anche qui ne andrebbe verificate l’effettività.
Qualche considerazione finale
Man mano che abbiamo analizzato i dati abbiamo offerto qualche considerazione. La specificità della rilevazione non consente un’analisi complessiva, ma sufficienti per indicare la grande eterogeneità territoriale insieme alla scarsa o mancata presenza di tutte le figure professionali chiamate a comporre l’offerta delle cure domiciliari. Emerge la sostanziale assenza del servizio di assistenza tutelare e la scarsità dei medici specialisti (per i quali sembra prevalente l’approccio prestazionale). Ma per tutte le figure presenti il dato fornito non consente di leggere in maniera adeguata l’effettività dell’offerta, insieme ai modelli di questi servizi. L’impressione rimane sempre quella di un prevalente, se non esclusivo in particolare in ADI, approccio prestazionale che rende il servizio poco capace di sostenere in maniera robusta la domiciliarità. Una enorme criticità, per le cure palliative domiciliari, la carenza dei medici palliativisti (a Pesaro e Ancona uno per 300/400mila abitanti).
Occorre premere, premere, premere, sulla Regione e sulle Aziende sanitarie per potenziare questi servizi; non solo con l’aumento di personale ma sviluppando un investimento programmatorio. I fondi del PNRR hanno dato linfa sul potenziamento del personale, ma sull’adeguatezza dei modelli il compito spetta a Regione e Aziende sanitarie. Fin qui, si è visto troppo poco. Forse per disinteresse, forse per scarsa consapevolezza; in ogni caso questo è l’esito.
La qualità di vita di molti malati in condizione di non autosufficienza dipende per buona parte dalla presenza di un adeguato servizio di cure domiciliari, non solo, nella fase finale dell’esistenza. Il tema non è, allora, tanto garantire un servizio robusto per evitare la residenzialità quanto assicurare cure adeguate e qualità e dignità di vita a chi ne ha desiderio, necessità e diritto.
Per approfondire
Curare a casa non sia solo uno slogan. Le cure domiciliari nelle Marche
Non autosufficienza. Il sostegno alla domiciliarità nelle politiche delle Marche
Le cure domiciliari nelle Marche
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29 maggio 2026
[1] “Il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse, percorsi assistenziali a domicilio costituiti dall'insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici e di aiuto infermieristico necessari per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita. L'azienda sanitaria locale assicura la continuità tra le fasi di assistenza ospedaliera e l'assistenza territoriale a domicilio”. Art. 22, comma 1. Leggi qui l’art. 22 completo
[2] 1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce le cure domiciliari palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38, nell'ambito della Rete di cure palliative a favore di persone affette da patologie ad andamento cronico ed evolutivo per le quali non esistono terapie o, se esistono, sono inadeguate o inefficaci ai fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita. Le cure sono erogate dalle Unità di Cure Palliative (UCP) sulla base di protocolli formalizzati nell'ambito della Rete e sono costituite da prestazioni professionali di tipo medico, infermieristico, riabilitativo e psicologico, accertamenti diagnostici, fornitura dei farmaci di cui all'art. 9 e dei dispositivi medici di cui agli articoli 11 e 17, nonché dei preparati per nutrizione artificiale, da aiuto infermieristico, assistenza tutelare professionale e sostegno spirituale. Le cure palliative domiciliari si articolano nei seguenti livelli: a) livello base (..) b) livello specialistico (..) richiedono un elevato livello di competenza e modalità di lavoro interdisciplinare. In relazione al livello di complessità legato anche all'instabilità clinica e ai sintomi di difficile controllo, sono garantiti la continuità assistenziale, interventi programmati (..) definiti dal progetto di assistenza individuale nonché pronta disponibilità medica e infermieristica sulle 24 ore”. Leggi qui l’art. 23 completo.
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Gruppo Solidarietà, L’INTOLLERABILE DISTANZA. Persone non autosufficienti e servizi nelle Marche, 2025, p. 88, Euro 13.00.

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