Strutture e servizi sociosanitari. Creatività e fantasia in alcuni Accordi di ASUR Marche
Gruppo Solidarietà Osservatorio Marche
Due recenti delibere (in allegato pdf) della regione Marche, riferite al controllo degli atti dell’Azienda sanitaria unica regionale (Asur), continuano a confermare lo stato di confusione del sistema dei servizi territoriali. La mancanza di regolamentazione regionale si ripercuote infatti sui percorsi autorizzativi determinando una situazione di grande ambiguità[1].
Le delibere cui ci riferiamo sono: la dgr 360/2011 che prende in esame due determine dell’Asur (876/2010 e 65/2011) riguardanti “Attivazione di una convenzione con la residenza protetta Casa Godio per inserimento di disabili psichici” e la dgr 407/2011 che verifica la determina dell’Asur n. 121/2011 riguardante la “convenzione con la Casa di Riposo A. Chierichetti di Gagliole per l’assistenza di soggetti malati mentali”.
Entrambe riguardano interventi e servizi rivolti a persone con malattia mentale. In più di un’occasione abbiamo evidenziato come la programmazione regionale riguardo questo settore soffra a causa di una grande confusione. Gli atti che sinteticamente analizzeremo ne danno conferma.
Casa Godio di Pergola
Per un ulteriore approfondimento riguardo la questione della confusione autorizzativa, rimandiamo al nostro commento della dgr 1556/2010 (www.grusol.it/vocesociale/10-11-10.PDF), nel quale si evidenziava quanto caotico fosse il percorso autorizzativo, con le conseguenti evidenti ricadute sul funzionamento della struttura e dunque sui destinatari. Nella dgr 360/2011, che ora esaminiamo, la regione Marche chiede all’Asur alcune precisazioni ai fini del convenzionamento 2011. Vuole sapere se la struttura di cui si parla è una residenza protetta per disabili (legge 20/2002) oppure una comunità alloggio per persone con disturbi mentali (legge 20/2002). La Regione segnala inoltre all’Asur che il personale indicato è superiore a quello previsto nelle indicate strutture della legge 20/2002, “per cui le professionalità indicate sono relative al tipo di offerta riguardante standard assistenziali per l’inserimento di soggetti psichiatrici”. Le precisazioni sono richieste in quanto l’Asur dichiarava che la struttura è una “casa protetta per disabili mentali”, autorizzata dal comune di Pergola e accreditata dalla regione Marche come struttura sanitaria. Lo schema di convenzione è stato previsto “in coerenza con la dgr 704/2006 in relazione alla tipologia socio sanitaria della struttura. La tariffa giornaliera è di 48 euro”. Sempre dal documento istruttorio veniamo informati che “l’onere finanziario conseguente ai singoli inserimenti non andrà a costituire una nuova spesa per la Zona territoriale di Fano, che si è impegnata ad attivare questa nuova convenzione trasferendo nella struttura Casa Godio di Pergola quei soggetti attualmente inseriti in strutture fuori Regione, per i quali già sopporta le spese. Ciò al fine di migliorare l’assistenza fornita, riavvicinando i soggetti disabili psichici alla famiglia e all’interno di una struttura che insiste nell’ambito territoriale di riferimento della Zona 3, per controllare meglio il suo funzionamento”.
La ricostruzione ci consente di delineare meglio il quadro di riferimento. Abbiamo ora alcune certezze.
Dunque Casa Godio, sulla base delle indicazioni riportate nella delibera, non può essere classificata in nessuna delle strutture indicate, né può utilizzare ai fini del convenzionamento una norma specifica per le residenze protette per anziani non autosufficienti. La constatazione che il personale sia superiore a quello indicato nelle due strutture ipotizzate, dovrebbe far nascere il dubbio che ci si trovi in presenza di una struttura socio riabilitativa per soggetti con disturbi mentali, in nessun caso assimilabile alla comunità alloggio della legge 20/2002 che ha esclusivamente funzione abitativa, è caratterizzata da bassa intensità assistenziale e per questo destinata a soggetti autosufficienti privi di un valido supporto familiare.
Casa di Riposo Chierichetti di Gagliole
Riguardo invece la Casa di Riposo di Gagliole (Mc), la regione Marche chiede chiarimenti riguardo la convenzione tra l’Asur e la Casa di riposo per “l’assistenza di soggetti malati mentali residenti nel territorio della Zona n. 10 di Camerino negli 8 posti finalizzati alla riabilitazione residenziale”, per una spesa annua (2010) pari a 240.462 euro che determina una spesa per utente pari a circa 83 euro al giorno (non sappiamo, poi, se e quanto a questi stessi utenti viene richiesta una compartecipazione alla spesa).
Appare evidente l’anomalia della situazione; se anche si trattasse di posti di residenza protetta all’interno della Casa di riposo e si volesse per loro far valere quanto indicato nella convenzione tra Asur e Rp: “assistenza ad esaurimento anche a soggetti attualmente presenti in regime residenziale purché compatibili con i livelli assistenziali offerti dalla struttura stessa”, è comunque improbabile che la Casa di riposo possa, per questi 8 posti, – che data l’esiguità saranno contigui a posti con altra tipologia di utenza - esercitare una funzione riabilitativa. E se anche ciò avvenisse è evidente che tale funzione non sarebbe conducibile al ruolo né di una residenza protetta per anziani, nè tantomeno di una casa di riposo. E’ chiaro che questi malati – per i quali la Casa di Riposo, sarà sicuramente organizzata per offrire la migliore assistenza possibile – dovrebbero accedere ad altre tipologie di strutture con standard e tariffe adeguate ai propri bisogni. D’altra parte come si evince dalla quota sanitaria assunta dalla Zona di Camerino (che da sola assicura un minutaggio, secondo gli standard regionali, di circa 120 minuti al giorno) si è in presenza di soggetti con bisogni ben diversi da quelli di una struttura per anziani non autosufficienti; bisogni che richiamano programmazione di struttura e figure professionali adeguate ai fini dell’esercizio di una funzione riabilitativa.
In conclusione
Ci preme ancora una volta evidenziare, al di là della affannosa e per molti versi creativa ricerca territoriale delle soluzioni con le quali far fronte ai bisogni, la grande carenza della programmazione regionale, senza la quale le risposte vengono date in maniera difforme da territorio a territorio e senza alcuna certezza per gli utenti.
[1] Segnaliamo su questi temi la recente pubblicazione del Gruppo Solidarietà (2011), La programmazione perduta. I servizi socio sanitari nella regione Marche. www.grusol.it/pubblica.asp, nella quale si analizza la regolamentazione di alcuni servizi riguardanti, in particolare: anziani non autosufficienti, disabilità, salute mentale.