Data di pubblicazione: 22/01/2026
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Persone con disabilità e lavoro. XII Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 68/1999

È stata pubblicata (allegato pdf) sul sito della Camera dei Deputati la XII Relazione sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, redatta ai sensi dell’articolo 21 della stessa Legge, sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e dalle Province Autonome al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. XII Relazione - la pagina dedicata alle Relazioni al Parlamento

La XII Relazione è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) che coadiuva il Ministero nella predisposizione del documento, in virtù di apposita convenzione.

Riprendiamo dall'Osservatorio disabilità human hall, n. 13/2026 cui rimandiamo per il commento completo. "(..) Entrando nel merito dell’andamento degli avviamenti e delle assunzioni ai sensi della legge n. 68/1999, nel biennio 2022-2023 si è registrato un certo dinamismo del mercato del lavoro – che aveva subito un rallentamento durante il periodo pandemico – anche per le persone con disabilità. Aumentano infatti le assunzioni (+ 9,7% tra il 2022 e il 2023) e si riscontra un maggior ricorso alle politiche attive, alle convenzioni con i datori di lavoro – che rimangono lo strumento più utilizzato – e al coinvolgimento di soggetti non obbligati. Tuttavia, l’inclusione resta disomogenea a livello territoriale: il Nord continua a trainare, mentre il Sud e le Isole presentano livelli più bassi di opportunità. Persiste anche la distanza tra i generi, seppure attenuata (la percentuale di donne con disabilità avviate al lavoro passa dal 41% del 2022 al 44% del 2023), con la componente femminile che cresce soprattutto tra impiegate e altre qualifiche. Sul versante degli obblighi di assunzione, i dati del Prospetto Informativo Disabili – che deve essere compilato dai datori pubblici e privati con almeno 15 dipendenti e deve indicare la situazione occupazionale e le eventuali scoperture rispetto alla quota di riserva – mostrano che nel 2022 e 2023 circa il 30% della quota di riserva prevista dalla legge è rimasta scoperta.
In altre parole, un posto su tre destinato a persone con disabilità non è ancora occupato (si parla di circa 178.000 posti di lavoro, tra pubblico e privato) e le scoperture aumentano soprattutto nelle organizzazioni pubbliche e private di maggiori dimensioni (con più di 50 dipendenti). Per quanto concerne i settori di attività economica privata, il comparto industriale concentra la quota più ampia di posizioni disponibili, seguito da commercio e servizi.
Dal punto di vista dei soggetti che cercano lavoro, cresce il numero di persone iscritte agli elenchi del collocamento mirato (oltre 880 mila nel 2023), con una prevalenza di soggetti con invalidità civile. I dati mostrano che la maggior parte degli iscritti si concentra nel Mezzogiorno, mentre il livello di istruzione medio resta basso, fattore che limita l’accesso a profili professionali più qualificati.
Le qualifiche più richieste rimangono legate a commercio, logistica e servizi generali, ma emergono anche profili più specializzati (come informatica e professioni sanitarie), segno di una graduale e positiva diversificazione delle opportunità. Risultano inoltre in crescita i tirocini e gli strumenti di accompagnamento al lavoro.
Le principali criticità riscontrate nelle pagine della Relazione XII restano le evidenti disuguaglianze di genere, con le donne con disabilità penalizzate in termini di accesso, retribuzioni e continuità occupazionale, nonché le forti differenze regionali nell’organizzazione dei servizi, nella capacità di programmazione e nel monitoraggio degli interventi.
Sebbene il sistema del collocamento mirato stia evolvendo verso un modello più personalizzato, basato su diritti, competenze e autonomia, rimangono numerose le azioni da intraprendere per trasformare questa ripresa in inclusione strutturale: maggiore omogeneità territoriale dei servizi; politiche mirate su donne e persone con disabilità più grave; rafforzamento delle competenze e della qualità delle offerte di lavoro; piena attuazione delle Linee guida sul collocamento mirato (approvate nel 2022, e forse dimenticate) e degli strumenti introdotti dalla riforma. Insomma, dalla lettura della Relazione emerge un’Italia che sta tornando ad assumere più persone con disabilità, ma ancora lontana dalla piena attuazione del diritto al lavoro così come tutelato dalla legge n. 68 del 1999. La sfida non è solo aumentare i numeri, ma rendere l’inclusione stabile, qualificata e realmente accessibile in tutto il Paese."

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