Data di pubblicazione: 26/06/2026
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Rapporto 2025 dell’Osservatorio Giuridico Permanente sui Diritti delle Persone con disabilità Human Hall

Vedi in, osservatoriodisabilitahumanhall.unimi.it

La presentazione in, superando.it. "Come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine, il Rapporto è stato presentato nei giorni scorsi a Milano, mel corso di un incontro che ha visto la partecipazione di rappresentanti di numerose realtà istituzionali e associazionistiche attive nel settore, come l’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, la Consulta Disabilità del Comune di Milano, il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con disabilità, l’Associazione Luca Coscioni e il Servizio Disabilità della CEI (conferenza Episcopale Italiana).

«L’Università pubblica – ha sottolineato per l’occasione Marina Brambilla, rettrice dell’Università Statale di Milano – ha il compito di contribuire alla costruzione di una società più giusta, equa e inclusiva, interrogandosi sul divario tra diritti riconosciuti e loro concreta attuazione. I dati di questo Rapporto evidenziano criticità ancora significative, in particolare nei diritti allo studio e al lavoro, àmbiti centrali per la piena partecipazione delle persone con disabilità. Di fronte a queste evidenze, l’Università è chiamata non solo ad analizzare, ma ad agire, rafforzando servizi, didattica accessibile, ricerca e collaborazione con il territorio. Promuovere inclusione significa riconoscere la disabilità come parte della diversità umana e tradurre il principio di uguaglianza in opportunità reali per tutte e tutti»

Ha lanciato invece un quesito provocatorio Marilisa D’Amico, coordinatrice di Human Hall e costituzionalista all’Università di Milano: «La ricerca può avere un impatto reale sul mondo? In alcuni campi la risposta appare ovvia, nel campo umanistico e in quello del diritto costituzionale a volte può sembrare meno immediata. Con il lavoro di Human Hall – e l’Osservatorio Giuridico sui Diritti delle Persone con Disabilità ne è un esempio – stiamo dimostrando anno dopo anno come la ricerca scientifica sui diritti generi cambiamento. Lo fa perché agisce sulla conoscenza e una persona che ha consapevolezza dei propri diritti può farli valere, è meno sola ed è più forte».

«Da questo nostro terzo Rapporto – ha concluso Giuseppe Arconzo, coordinatore dell’Osservatorio Giuridico Permanente sui Diritti delle Persone con Disabilità e costituzionalista della Statale di Milano – emerge da un lato una crescente consapevolezza dei diritti, sostenuta anche da enti e istituzioni, inclusa la nostra università, dall’altro, una criticità profonda: troppo spesso, infatti, nella vita quotidiana, far valere questi diritti comporta aggravi personali e familiari che peggiorano condizioni già complesse, tradendo lo spirito della nostra Costituzione».

In conclusione, vediamo nel dettaglio alcune tendenze giurisprudenziali su altrettante tematiche, espresse nel Rapporto.
Diritto al lavoro: il dato più rilevante del 2025 è stato proprio la crescita del contenzioso lavorativo e il consolidamento di una giurisprudenza che configura l’accomodamento ragionevole non più come correttivo marginale ma come presupposto indefettibile di legittimità dell’esercizio del potere datoriale in ogni aspetto della vita lavorativa. Il licenziamento adottato senza ricerca attiva di mansioni compatibili e senza coinvolgimento del medico competente è considerato discriminatorio. Cresce anche la tendenza a rafforzare il riparto degli oneri di prova: è sufficiente che il lavoratore alleghi la propria disabilità e un trattamento deteriore; spetta al datore dimostrare l’adozione di tutti gli accomodamenti ragionevoli o la loro sproporzione.
Diritto allo studio: il diritto all’inclusione scolastica resta ancora il settore più critico, con un contenzioso che cresce e si concentra in modo anomalo in Campania, ma rimanendo preoccupante anche nel resto del Paese. Le principali problematiche riguardano la mancata redazione o attuazione del PEI (Ppiano Educativo Individualizzato) e la carenza di ore di sostegno e di assistenza all’autonomia e comunicazione. La giurisprudenza ribadisce che il diritto all’istruzione degli alunni/alunne con disabilità è fondamentale e non può essere sacrificato per ragioni di bilancio.
Progetto di Vita individuale: la giurisprudenza conferma che i Comuni, d’intesa con le Aziende di Tutela della Salute, sono obbligati a predisporre i Progetti di Vita su richiesta dell’interessato. La mancata o tardiva predisposizione può causare danno esistenziale risarcibile. Qui emergono questioni nuove sulla natura degli atti idonei a superare l’inerzia delle amministrazioni e sui soggetti obbligati, anche alla luce dell’attuazione progressiva del Decreto Legislativo 62/24, attuativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità.
Accessibilità: la giurisprudenza prevalente afferma che il diritto all’accessibilità prevale sugli interessi patrimoniali condominiali, salvo limiti di sicurezza e stabilità. Nuovi filoni riguardano il bilanciamento con la tutela dei beni paesaggistici e del patrimonio artistico, la rimozione delle barriere negli alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e il diritto alla mobilità. Significativa la giurisprudenza sulla rimozione delle barriere alla partecipazione politica.
Caregiver: il peso percentuale scende (dal 9% al 6%) per effetto della crescita più intensa di studio e lavoro, non per riduzione del contenzioso assoluto. Sta cominciando ad emergere, grazie alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la tutela antidiscriminatoria a favore dei lavoratori e delle lavoratrici caregiver. Il diritto alla scelta della sede può essere limitato solo da esigenze organizzative effettive e dimostrate.
Compartecipazione alle spese sociosanitarie: l’ISEE sociosanitario si conferma parametro esclusivo per valutare la capacità economica dell’assistito. Emergono questioni sulla libera scelta della struttura e sul bilanciamento con le esigenze di contenimento della spesa pubblica. Permangono inoltre criticità legate all’effettiva rappresentazione della situazione economica dei beneficiari e alla distinzione tra prestazioni sanitarie e assistenziali, in un quadro applicativo ancora frammentato e oggetto di frequente contenzioso. Sullo sfondo, le difficoltà di sostenibilità economica delle RSA e il persistente squilibrio tra quota sanitaria e quota a carico delle famiglie. L’esito delle Pronunce e il crescente dibattito sul tema evidenziano infine l’esigenza di un intervento volto a garantire una più adeguata copertura pubblica dei costi della non autosufficienza e una più efficace integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali.
Corti Europee: Comee detto inizialmente, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea hanno prodotto complessivamente nel 2025 14 decisioni rilevanti. Si rafforza il principio che i diritti delle persone con disabilità non possono essere compressi da esigenze finanziarie o organizzative. Tra le pronunce più significative, la sentenza Niort v. Italia della Corte EDU (27 marzo 2025, n. 4217/2023), sui diritti delle persone con disabilità in carcere. (S.B.)".

Vedi anche,  Rapporto 2024 dell’Osservatorio Giuridico Permanente sui Diritti delle Persone con disabilità Human Hall

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