Data di pubblicazione: 17/05/2024
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Estate dei minori con disabilità (e delle loro famiglie) e Centri estivi


Torniamo sul tema o meglio problema dei minori con disabilità e delle loro famiglie durante il periodo estivo. Di seguito le tre recenti lettere del Gruppo Solidarietà (in ordine cronologico). In quella del 13 maggio abbiamo riportao all'attenzione la problematica; quella del 17 maggio è stata sollecitata da un recente incontro promosso da UISP Jesi. In quella del 28 maggio prendiamo spunto dalla proposta di una "Summer school" per bambini con autismo per riportare l'attenzione sullo sviluppo di proposte separate. "È un fatto che da due anni a questa parte, nel nostro territorio, siano sorte offerte estive esclusive per minori con disabilità; in questo caso specificatamente rivolte a minori con diagnosi di autismo. Offerte che si inseriscono chiaramente in un contesto di difficoltà che le famiglie incontrano, nel vedere riconosciuto il diritto ad una reale inclusione nei centri estivi di tutti."

Sul tema vedi anche Minori con disabilità e centri estivi. Evitare condotte discriminatorie.


Moie di Maiolati, 28 maggio 2024

  •               - Sindaco e Assessore Servizi sociali Comune di Maiolati Spontini
  •               - Centro Ambulatoriale Santo Stefano Jesi
  •  E p. c.   -  Direttore ASP ATS 9
  •              -  Sindaci Comuni ATS 9
  •              - Cooperativa Cooss Marche
  •  

Oggetto: “Summer School” per bambini con disturbo dello spettro autistico.

Gentilissimi,

La lettura del comunicato del Comune di Maiolati Spontini del 22 maggio 2024, riguardo l’iniziativa in oggetto, offre l’occasione per ritornare sul tema dell’accessibilità ai Centri estivi di tutti per i bambini con disabilità del territorio. Lo facciamo perché riteniamo necessaria una riflessione su una problematica che riguarda molte famiglie e le politiche di sostegno che si vogliono attivare in una prospettiva inclusiva e di uguaglianza. Il tema non è solo infatti quello di garantire anche ai bambini con disabilità le stesse opportunità di tutti, ma costruire le condizioni affinché non si attuino percorsi separati.

La proposta che il Comune di Maiolati in collaborazione con CARS Santo Stefano, propone alle famiglie che hanno figli con disturbo dello spettro autistico, è un’offerta di tipo specialistico, ma non inclusiva. Ci sarebbe da chiedersi se le famiglie potenzialmente interessate, desiderino poter essere messe nelle condizioni di frequentare un Centro estivo (per definizione ricreativo) di tutti, oppure - come sembrerebbe dalla descrizione del progetto - un percorso di tipo strettamente riabilitativo.

È un fatto che da due anni a questa parte, nel nostro territorio, siano sorte offerte estive esclusive per minori con disabilità; in questo caso specificatamente rivolte a minori con diagnosi di autismo. Offerte che si inseriscono chiaramente in un contesto di difficoltà che le famiglie incontrano, nel vedere riconosciuto il diritto ad una reale inclusione nei centri estivi di tutti.

In questo quadro preoccupa (peraltro abbiamo avuto anche diverse segnalazioni da diverse associazioni della nostra Regione) che venga meno l’attenzione all’inclusione sociale dei bambini e delle famiglie nei luoghi di tutti, nei fatti, avallando e sostenendo la via più semplice, che è quella di costruire offerte “speciali”. L’inclusione sociale è evidentemente una pratica faticosa, che non può prescindere dalla continua messa in campo di rinnovate strategie da parte di tutti i soggetti coinvolti.

In questo programma sono previsti educatori in rapporto 1:1 per la durata minima di due settimane continuative; significa che si richiede almeno 40 ore di educativa per poter accedere. Qualora non tutti i Comuni limitrofi eroghino 40 ore di AEI per i centri estivi, una famiglia può accedervi solo pagando un educatore privatamente. Si aggiunga che, per chi non è residente la quota “base” per partecipare è di 150 euro a settimana, molto più alta di quella di un “normale centro estivo”, cui si può sommare il costo educatore se non assicurato dal Comune di residenza.

L’art. 30 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato italiano con la legge n. 18 del 2009, riconosce a tutte le persone con disabilità il diritto a partecipare alle attività ricreative su base di eguaglianza con gli altri, anche attraverso l’adozione di tutte le misure e gli accomodamenti ragionevoli a ciò necessari.

Come non chiedersi allora quale significato vogliamo dare ai servizi e ai sostegni offerti dai Comuni (con AEI)? Se questi non sono utilizzati per contrastare la “restrizione alla partecipazione sociale su base di uguaglianza con gli altri”, a cosa servono?

Ci sembrano tutte questioni che chiedono un di più di riflessione per evitare che alle legittime esigenze delle persone, non si garantisca la partecipazione alle attività nei “luoghi di tutti”, strutturando risposte in ambiti separati e, come in questo caso, che non sia ben chiara la distinzione tra proposte riabilitative ed attività ricreative.

Cordiali saluti

Gruppo Solidarietà


Moie di Maiolati, 17 maggio 2024

  •                    Direttore ASP ATS 9
  •                    Responsabile Servizi disabilità ASP
  •                    Sindaci Comuni ATS9 Jesi
  •                    UISP Jesi
  • E p. c.         Cooperativa Cooss Marche
  •                    Consulta disabilità Jesi
  •                    Fondazione Cardinaletti

Gentilissimi,

Dopo aver partecipato all’evento, “L’assistenza educativa per i ragazzi disabili”, promosso da Uisp Jesi - dato che non c’è stato modo di intervenire visto l’orario di chiusura dell’incontro - desideriamo portare il nostro contributo al fine di delineare alcuni nodi della problematica insieme a possibili percorsi di inclusione. Anzitutto, ringraziamo Uisp Jesi (quale ente gestore di centri estivi) per aver aperto questo dibattito, che sentiamo necessario e urgente.

Come sapete, il Gruppo Solidarietà è più volte intervenuto sull’accesso ai Centri estivi delle persone con disabilità (qui e di seguito la nota inviata nei giorni scorsi). Vogliamo mettere alla Vs attenzione alcuni nodi del problema. L’attenzione è stata concentrata in particolare sulla carenza di educatori professionali nel servizio di assistenza educativa (AEI). Ci chiediamo se sia però solo questo il motivo del mancato accesso dei bambini con disabilità ai Centri estivi di tutti.

Anche prima di questa crisi delle “professioni educative” da sempre le famiglie vivevano le enormi difficoltà dei mesi estivi, trovandosi a gestire un periodo così lungo con pochissimi supporti. Ad agosto, poi ricordiamo che i servizi domiciliari, tranne eccezioni, vengono sospesi.

Siamo in presenza dunque, di problemi che si pongono a più livelli.

Anzitutto dovremmo chiederci: quali sono le offerte pubbliche che i Comuni mettono in campo per tutte le famiglie? Il tema dell’accessibilità economica che fa da sfondo, tocca pesantemente anche chi ha figli con disabilità. Ad oggi, nei nostri territori le offerte sono sostanzialmente di Centri estivi privati con costi medi di 80 euro a settimana, tranne le colonie marine rimaste pubbliche. Poi, abbiamo le offerte (per periodi limitati di poche settimane) di alcuni Istituti scolastici che promuovono progetti gratuiti tramite il Miur; di alcune parrocchie, che propongono il “Grest”: spazi e centri ludico-ricreativi per bambini e ragazzini a costi bassi (circa 20 euro a settimana o anche ad offerta).

È in questo contesto che anche le famiglie con bambini disabili, come tutte le altre famiglie, cercano di organizzare i tre mesi estivi per i loro figli, trovandosi però, a subire spesso una discriminazione nell’accesso.

Vediamo quali sono le riposte che vengono loro date dalla maggioranza dei centri estivi.

  1. Accogliamo se la famiglia arriva già con un educatore individuale.
  2. Accogliamo se la famiglia è disposta a pagare le spese del centro estivo maggiorate da costi dell’educatore individuale.
  3. Non accogliamo perché non abbiamo spazi strutturalmente accessibili.
  4. Non accogliamo per problemi assicurativi.
  5. Non accogliamo per mancanza di personale interno specializzato.

In questa situazione, da alcuni anni, si stanno sviluppando Centri estivi privati dedicati ai bambini con disabilità. Si apre, di fatto, una spaccatura tra quelli che sono i normali contesti di tutti e i contesti dedicati. Nella situazione data, questi ultimi raccolgono evidentemente adesione da parte delle famiglie.

Il servizio di assistenza educativa individualizzata (AEI) è un servizio che ASP eroga per conto dei Comuni, ma non tutti i Comuni dell’ATS9, durante il periodo estivo, erogano ore di AEI allo stesso modo. Ad esempio, se un bambino usufruisce di 8 ore settimanali di AEI durante l’anno, in estate è possibile che si trovi (sulla base delle scelte del proprio Comune di residenza) ad avere le stesse ore, oppure di avere ore dedicate per la fruizione dei centri estivi (in quei giorni il domiciliare viene sospeso). Possono bastare queste ore settimanali di AEI per sostenere le famiglie e garantire l’accesso alla vita sociale al pari di altri bambini? Certo che no. Quando una famiglia non ha una rete sociale di supporto, unica alternativa è quella di assumere privatamente educatori, sostenendo costi elevati. Dunque, qui entra in gioco il senso del lavoro educativo e il ruolo dell’AEI, come figura specializzata nella mediazione dei contesti e nella costruzione di una rete sociale di sostegno. Il Centro estivo diventa uno dei possibili strumenti di inclusione e di sostegno; e per far sì che i bambini con disabilità possano accedervi al pari degli altri, dovrebbero essere gli stessi enti gestori, in sinergia con i servizi territoriali e con i Comuni, a mettere a disposizione il personale necessario e in generale a garantire tutte le condizioni strutturali finalizzate a una reale inclusione.

Alcuni punti sui quali, a nostro avviso, serve riflessione e confronto:

  1. Serve sempre un educatore specializzato (educatore) nel contesto dei centri estivi?
  2. È sempre necessario un rapporto 1:1?
  3. L’educatore che lavora in AES o AEI durante tutto l’inverno (assieme alle UMEE) può avere un ruolo di facilitazione e mediazione verso i contesti sociali naturali, informali tra cui centri estivi, passando informazioni utili di quel singolo bambino agli animatori dei Centri estivi ai fini dell’inclusione sociale in quel contesto?
  4. Nel caso in cui si ritenga che ci sia davvero bisogno di un educatore specializzato è possibile che tutti i Comuni dell’Ambito garantiscano tramite l’AEI il servizio? In che modo? Si può ipotizzare di chiedere alla Regione uno specifico finanziamento a sostegno dei Comuni che garantiscono questi servizi?

Se vogliamo garantire a tutti i bambini con disabilità le stesse opportunità di tutti gli altri, riteniamo indispensabile un percorso volto ad affrontare le problematiche che impediscono loro l’accesso ai contesti di tutti su base di uguaglianza

Disponibili a dare il nostro contributo, inviamo cordiali saluti

Gruppo Solidarietà


 

  •                        Sindaci Comuni ATS 9
  •                        Presidente ASP ATS 9
  •                        Direttore ASP e C.A., ATS 9
  •                        Distretto Jesi - Servizi UMEE
  • e p. c.             Cooperativa Cooss Marche
  •                        Consulta disabilità Jesi

 

Oggetto: Estate e minori con disabilità.

                Arrivati a ridosso dell’estate si ripropone il tema o meglio il problema dei 3 mesi estivi per moltissime famiglie con figli minori con disabilità. Il problema è noto e non ripetiamo quanto già scritto nell’aprile dello scorso anno (di seguito).

                Per molte famiglie i servizi (centri estivi)  “di tutti” e alle stesse condizioni “di tutti”, rimangono inaccessibili: quasi sempre la condizione per la frequenza è doversi, a proprie spese, trovare un’assistente nel migliore dei casi, oppure, nelle situazioni più complesse, un educatore.

                Noi sentiamo la necessità e il dovere di rimettere all’attenzione il problema che coinvolge, come sapete, un numero considerevole di famiglie. Famiglie che dovrebbero avere le stesse opportunità di tutte le altre e pari condizioni di accesso.

                Quello che chiediamo è che la questione venga messa all’ordine del giorno (se è stato fatto vi chiediamo gentilmente di darcene comunicazione), coinvolgendo con un lavoro di confronto tutti i soggetti a partire da chi promuove attività estive.

              Converrete con noi che i bambini con disabilità hanno il diritto di frequentare gli stessi luoghi dei loro coetanei.

             Chiediamo pertanto di assumere iniziative che possano garantire questo, evitando, dunque, inaccettabili discriminazioni.

                Cordiali saluti

Gruppo Solidarietà

13 maggio 2024

 


Vedi anche: Minori con disabilità. Centri estivi e divieto di discriminazione e l'approfondimento di handylex

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