Data di pubblicazione: 08/02/2026
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Corte Appello Milano. Malattia di Alzheimer e compartecipazione alla retta di degenza

Vedi il commento in Osservatorio Disabilità Human Hall, n. 13/2026.

"Nel caso esaminato, l’appellante, figlio ed erede di una donna ricoverata in RSA tra il 2020 e il 2021, aveva chiesto la restituzione delle somme versate a titolo di retta, sostenendo che, in ragione della patologia di Alzheimer della madre, il costo della degenza dovesse gravare interamente sul SSN. Il Tribunale di Pavia, in primo grado, aveva respinto la domanda ritenendo non dimostrata la qualità di erede e, in ogni caso, non provata la prevalenza delle prestazioni sanitarie rispetto a quelle assistenziali. La Corte d’Appello, pur riconoscendo la legittimazione dell’attore quale erede, ha confermato il rigetto nel merito, in continuità con le recenti pronunce delle Corti d’Appello di Milano (n. 2833 del 22 ottobre 2025) e di Roma (n. 5696  del 8 ottobre 2025), conformi all’indirizzo della Cassazione, da ultimo ord. 17 ottobre 2024, n. 26943. Dall’istruttoria è infatti emerso che la permanenza presso la struttura aveva finalità prevalentemente socio-assistenziali, con interventi sanitari di carattere ordinario e compatibili con una gestione domiciliare, in assenza di un piano terapeutico specialistico e specificamente correlato all’Alzheimer. Il Collegio ha quindi ribadito che l’integrale copertura pubblica dei costi presuppone la prova di un nesso di strumentalità necessaria e inscindibile tra prestazioni sanitarie e assistenziali, elemento che nel caso concreto è risultato mancante. La decisione conferma come il tema continui a essere caratterizzato da orientamenti non del tutto convergenti, e, soprattutto, come le decisioni siano rimesse a valutazioni (la prevalenza dell’intervento sanitario o di quello socio-assistenziale) di non facile accertamento. Questo determina conseguenze rilevanti sia per le famiglie sia per gli enti gestori delle RSA in un contesto che vede continuamente crescere le spese per farsi carico delle patologie cronico-degenerative tra gli ospiti delle strutture di lungodegenza. Resta dunque aperta l’esigenza di un intervento di sistema che, senza sacrificare la tutela delle persone fragili, consenta di garantire maggiore prevedibilità delle decisioni e un equilibrio sostenibile tra responsabilità pubbliche e private."

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