Data di pubblicazione: 26/10/2026
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Proviamo a capire perchè la "vicenda Rapagnano" chiede riflessione


Nell'inchiesta in corso nelle Marche sulla ricostruzione nelle zone del terremoto del 2016, sono emerse anche vicende che riguardano l'ambito sanitario. Tra queste, anche quella riferita ad una struttura sociosanitaria, ancora non attiva, nella provincia di Fermo. Contro la realizzazione della struttura il Gruppo Solidarietà, insieme ad altre associazioni, era intervenuto anche promuovendo una petizione. Di seguito la nostra riflessione. 


I vigenti requisiti di autorizzazione: madre e padre dei problemi. I nuovi requisiti di autorizzazione (quelli che hanno definitivamente chiuso l’esperienza delle piccole comunità disseminate nei territori) approvati nel luglio 2020 (modificati nel 2023, senza miglioramenti se non prevedendo ulteriori proroghe) al termine dell’ultimo governo del centrosinistra (Dgr 937/938), hanno permesso di realizzare una nuova struttura (Decreto 48/2021) costruita su tre palazzine attaccate (formalmente autonome), per un totale di 175 posti così suddivisi: 70 di Cure intermedie (30+40), 6 di riabilitazione intensiva, 39 di RSA disabili, 20 di diurno per persone con demenza. Per la salute mentale: 21 di riabilitazione intensiva e 19 di comunità protetta.

A dicembre 2024 il Comune di Rapagnano pubblicava un post nel quale comunicava che i lavori erano quasi al termine. A quasi due anni di distanza qualcosa si è evidentemente inceppato.

Per operare, una volta terminati i lavori, la struttura deve avere il nulla osta da parte della Regione. Ma perché i servizi siano pagati in tutto o in parte dal servizio sanitario occorre, la stipula della convenzione (accordo contrattuale).

Non sappiamo, ad oggi, a che punto siano i percorsi sopra descritti. Di certo senza convenzione una struttura come quella di Rapagnano non può sostenersi. I posti a pagamento hanno mercato pagante nella residenzialità anziani, non nelle tipologie di quelli realizzati/da realizzare in “località Osteria”.

Foto scattata nell’estate del 2022. Struttura in via di realizzazione.

Immaginando che chi fa un investimento milionario non sia uno sprovveduto si può ipotizzare che avesse  qualche certezza rispetto al convenzionamento (altra cosa se i posti li avrebbe riempiti: per alcune tipologie di servizi abbiamo qualche dubbio: vedi in particolare i 70 posti di cure intermedie).

Per la compatibilità tra il totale dei posti autorizzati e quelli accreditabili (convenzionabili) occorre mettere in relazione, Distretto di Fermo, sulla base del  Piano di fabbisogno, i primi, con i secondi. A quel punto si può capire, QUI da pagina 52, quanto spazio convenzionabile, per ogni singola tipologia autorizzativa, sia presente.  

La storia ci ha poi insegnato che, quasi sempre, se prepari il contenitore prima o poi arriva anche il contenuto, a meno che il percorso non sia costellato di grandi errori. Tra questi, uno può essere la ricerca di posti autorizzabili ad alta remunerazione, ma per i quali non esiste sbocco contrattuale.

Poi magari se le cose vanno male, come sembrerebbe in questo caso, si può tentare la “carta” di mettere a disposizione la struttura per chi ha il contenuto già “pronto”.

Ma, come detto, il nodo è a monte. Per evitare situazioni di questo genere (realizzazioni di strutture ideate al fine di massimizzare profitti), occorre modificare (rivedere alla radice) i pessimi requisiti di autorizzazione presenti. Si deve impedire che possano nascere strutture di questo tipo che, aspetto da non dimenticare, una volta a regime avrebbero saturato completamente l’offerta autorizzativa territoriale (vedi QUI a pagina 10).

Contemporaneamente va modificata la struttura del vigente,  Atto di fabbisogno, che permette in maniera automatizzata di autorizzare posti sulla base di una semplice verifica contabile tra posti autorizzabili e posti presenti. Può così succedere che un’unica struttura in un intero territorio può “aggiudicarsi” tutti i posti disponibili.

La recente scelta della giunta regionale e dell’assessore Calcinaro di aumentare i posti autorizzabili del 35% tutti i posti sociosanitari attualmente previsti dall’attuale Atto di fabbisogno segna un evidente punto di non ritorno in termini programmatori. Una chiamata ad investire alle multinazionali del settore/mattone.  Pronti in tempi brevissimi a preparare il contenitore nella certezza che arriverà il contenuto.

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Di seguito alcuni  interventi e approfondimenti che, negli ultimi anni,  hanno scandito il nostro lavoro sul tema.

Struttura, palazzine, nuclei. Forma e sostanza. Cosa insegna "Rapagnano" 

Prepara il contenitore che prima o poi arriva il contenuto

Andrea Canevaro, Virtute e conoscenza. Riflessioni a partire dalla vicenda “Rapagnano”

L'APPELLO e le SOTTOSCRIZIONI. NO alle nuove forme di istituzionalizzazione

Servizi sociosanitari. Indegno percorso di concentrazione ed istituzionalizzazione 

Requisiti autorizzazione. Perché la proposta della Regione va cambiata

Nuovi requisiti dei servizi. Nel segno della istituzionalizzazione 

Quaderni Marche, Sui "nuovi" requisiti di autorizzazione dei servizi sociali e sociosanitari diurni e residenziali

26 ottobre 2026


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