Data di pubblicazione: 05/06/2023
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Persone con demenza nelle residenze. Quante, dove, con quale assistenza (approfondimenti)


Nelle residenze sociosanitarie delle Marche sono 2.587 le persone con demenza ricoverate (in totale il 41% nei posti convenzionati) a fronte di 649  posti specificatamente dedicati. Il 34% (1.938 persone) risultano, dunque, ricoverati in posti non dedicati.

Sono questi alcuni dei dati forniti dalla regione Marche in risposta ad una interrogazione del consigliere Mastrovincenzo nella quale, riprendendo i  contenuti di una lettera del Gruppo Solidarietà,  si chiedeva quante fossero le  persone con demenza ricoverate e quanti i posti effettivi loro dedicati. Ma, secondo l'analisi del Gruppo Solidarietà, la distanza effettiva tra domanda e offerta  è ancora maggiore. Sostiene infatti il Gruppo che non più della metà dei posti indicati sono effettivi. Inoltre nel dato regionale non  sono indicate quante persone con demenza vivono in residenze per autosufficienti (CdR) e nei posti non convenzionati.

Il Gruppo a partire dalla indicazione percentuale della Regione ne stima altri 700. In totale sarebbero oltre 2.500 le persone con demenza ricoverate in strutture non dedicate. Se occorre tener conto che all’interno della diagnosi di demenza sono presenti condizioni molto diverse, appare comunque evidente l’intollerabile scarto tra necessità e qualità della risposta. Tanto più che quelli che sono definiti posti dedicati, ovvero specializzati, sono molto meno di quelli formalmente presenti. In questo contesto sconcerta che la Proposta di Piano sociosanitario licenziata nei giorni scorsi dalla giunta non assuma alcun impegno a riguardo. Afferma il Gruppo “Non c’è solo l’evidenza della inadeguatezza della risposta che, non dimentichiamolo, provoca sofferenza nelle persone e si traduce nella negazione del diritto alla cura. C’è anche tutta la disattenzione, la trascuratezza, la noncuranza, di un sistema dei servizi, che dimostra anche una grave inadeguatezza etica. È grave e triste non solo non dare risposte adeguate, ma non curarsi di verificare se quelle poche che proponi diano risultati”. Per poi concludere: “Qui abbiamo affrontato la sola questione dell’assistenza residenziale, ma la questione deve essere affrontata ad un livello più generale. Per chi si impegna a mantenere a domicilio una persona con demenza severa il compito, a fronte della scarsità dei sostegni, è improbo. Chi ricorre alla istituzionalizzazione, deve fare i conti con la realtà che abbiamo descritto. Occorre un investimento non solo in termini di risorse economiche, ma anche organizzativo e progettuale. Oggi, va detto, è totalmente assente. Sul versante residenziale è inaccettabile un aumento dei posti che non passi attraverso una riorganizzazione del sistema di offerta, a partire dalla revisione dei criteri di autorizzazione. I posti dedicati devono essere tali e non una finzione". Sul tema vedi: La malattia di Alzheimer: il punto di vista della famiglia. Racconto di un'esperienza.

Per approfondireOfferta residenziale alle persone con demenza: rendere effettivi i posti dedicati; - Cambiare i requisiti di funzionamento dei servizi. Associazioni sollecitano la Regione; - Quaderni Marche, L’assistenza residenziale anziani nelle Marche. Prima e dopo il coronavirusQuaderni Marche, I nuovi requisiti di autorizzazione dei servizi sociali e sociosanitari diurni e residenzialiAltri materiali in Osservatorio Marche

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