Magie bipartisan. Sassocorvaro (PU). La nascita di una Casa di cura privata per acuti dentro l’Ospedale di Comunità Claudio Maria Maffei, Già dirigente sanitario regione Marche. La sua pagina facebook. Introduzione Negli ultimi decenni si è prima creata e poi fatta crescere una strana doppia creatura: l’ospedale di Sassocorvaro (Provincia di Pesaro e Urbino) con dentro la Casa di Cura privata Villa Montefeltro (o viceversa). Un caso esemplare di quanto la politica riesca a “spastrocchiare” quando per potenziare prima e “salvare” poi un piccolo ospedale si fa ricorso al privato. Si tratta di una vicenda che ha coinvolto più Giunte di più colori (colori diversi almeno sulla carta) e una innumerevole quantità di dirigenti. Siccome la vicenda presenta sia un carattere di esemplarità che un carattere di attualità ho pensato utile farne una ricostruzione. Ne è venuta fuori una storia a suo modo appassionante, sempre che a uno piaccia il genere: un giallo di politica sanitaria. Stavo per scrivere horror, ma non ho voluto esagerare. Per non appesantire la già pesante lettura i dettagli degli Atti citati sono riportati in una apposita Appendice. Ovviamente ho cercato di fare la ricostruzione più dettagliata, completa e onesta possibile. Se avessi omesso o mal interpretato qualche passaggio provvederò subito a citarlo o correggerlo. Perché la vicenda dell’Ospedale di Sassocorvaro è così esemplare? Primo motivo: per il tema che ne sta alla base, la sopravvivenza dei piccoli ospedali Il peso delle vicende locali nella sanità pubblica delle Marche è (verosimilmente al pari di quello che succede in altre Regioni) molto alto perché spostano quantità importanti di voti. E le vicende locali riguardano soprattutto gli ospedali e tra questi soprattutto gli ex piccoli ospedali, gran parte dei quali riconvertiti a Ospedali di Comunità o a strutture territoriali. Su alcuni di questi ospedali si sono perse o vinte grandi battaglie elettorali. Nelle Marche il centrodestra ha costruito nel 2020 una fortuna elettorale che continua a capitalizzare sulla presunta chiusura dei 13 piccoli ospedali e Baldelli ex Sindaco di Pergola e Saltamartini ex Sindaco di Cingoli hanno (soprattutto il primo) utilizzato la difesa del “loro” ospedale per raccogliere messe di voti diventando nel 2020 rispettivamente Assessore ai lavori Pubblici e Assessore alla Salute. Del resto per una piccola comunità dell’interno la sopravvivenza o addirittura lo sviluppo del proprio ancorchè piccolo ospedale è importante non solo per una miglior tutela locale della salute, ma anche e forse soprattutto per il movimento economico che determina. Prendiamo l’ospedale di Sassocorvaro e l’attività della Casa di cura che di fatto ne ha assorbito la gestione. Dal Bilancio di esercizio della Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino si ricavano questi dati relativi al 2025: 52 posti letto, di cui 12 di day hospital, e oltre 700 ricoveri. A questi vanno aggiunte le prestazioni ambulatoriali. La struttura ha anche della mobilità attiva. Insomma tra dipendenti, professionisti e pazienti che vengono da fuori il flusso delle persone che gira nella struttura per un piccolo Comune (Sassocorvaro senza Auditore con cui fa Comune ha circa 3500 abitanti) è consistente. Per un piccolo Comune mantenere il proprio piccolo ospedale presenta comunque consistenti vantaggi e poco importa ai cittadini se la sua sopravvivenza e magari il suo sviluppo avvengono creando una partnership con il privato. E poi i piccoli ospedali hanno una storia: quello di Sassocorvaro è stato inaugurato nel 1932 grazie ad un lascito del sacerdote Gioacchino Lanciarini (1818-85) a cui fu intitolato. D’altro canto, la frammentazione della rete ospedaliera pubblica con la presenza di tanti piccoli ospedali, tipica di molte Regioni italiane, si è scontrata a partire dagli anni della spending review del Governo Monti (2012) con due seri problemi: la inefficienza legata alla moltiplicazione delle strutture e alla duplicazione delle stesse funzioni a breve distanza geografica e la mancanza di efficacia e sicurezza di strutture con casistiche inadeguate e bassi standard organizzativi. Con il Decreto Ministeriale 70 del 2015 (di cui si parlerà con maggiore dettaglio più avanti) la stagione dei piccoli ospedali sembrava ormai alla sua conclusione. Lo stesso Decreto prevedeva, seppure in maniera meno drastica, una analoga fine delle Case di Cura multispecialistiche di piccole dimensioni. In questo caso, accanto ai problemi di efficienza e qualità delle cure, è cresciuto nel tempo un altro problema: le strutture private fanno una concorrenza da tenere sotto controllo alle strutture pubbliche per il personale, specie quello medico. Andare a lavorare nelle strutture private comporta per molti medici vantaggi come il poter lavorare solo su casistiche programmate e su specifiche linee di attività e godere di più libertà e di un miglior trattamento economico. Infatti, nessuna delle Case di Cura multispecialistiche per acuti della Regione Marche ha un Pronto Soccorso o tantomeno un Dipartimento di Emergenza e Accettazione. Perché la vicenda dell’Ospedale di Sassocorvaro è così esemplare? Secondo motivo: per lo stile di gestione politica e tecnica della vicenda Seguire la vicenda dell’Ospedale di Sassocorvaro richiede stomaci forti e una enorme pazienza. Si tratta di mettere assieme una serie infinita di atti che prima hanno riguardato una sperimentazione gestionale pubblico-privato e poi la nascita contro le regole (almeno contro quelle a me note) di una Casa di Cura multispecialistica. Ci sono ad esempio procedure di autorizzazione fantasiose passate perché sperimentali, spostamenti di posti letto e di budget da un punto all’altro della Regione, accordi firmati con anni di ritardi e una almeno apparente particolare attenzione della politica verso alcuni gruppi privati... Se non è un giallo questo. E adesso partiamo dall’inizio: la sperimentazione gestionale di Montefeltro Salute all’Ospedale di Sassocorvaro Partiamo dal 2003 quando la Regione Marche decide formalmente con la Delibera di Giunta Regionale (DGR) 937 del 30 giugno 2003 di autorizzare presso l’Ospedale di Sassocorvaro una sperimentazione gestionale e quindi una forma di collaborazione pubblico-privato proposta dalla Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL) 2 di Urbino. La sperimentazione aveva una sua logica e si inseriva in un quadro di riprogrammazione della offerta ospedaliera della AUSL basata sul Piano Sanitario Regionale che prevedeva una concentrazione delle attività chirurgiche complesse e delle attività in urgenza negli ospedali di rete ed un mantenimento della sola attività di chirurgia minore negli ospedali di polo quale era appunto la struttura di Sassocorvaro. Altri dettagli della DGR 937/2003 sono riportati in Appendice. Con la deliberazione n. 1526 del 28 dicembre 2006 la Giunta Regionale disponeva la prosecuzione fino al 28 febbraio 2007 dell'attività ordinaria della Società Montefeltro Salute srl e si riservava ogni decisione in merito solo dopo la valutazione del bilancio 2006 della predetta Società nonché di apposita relazione sui risultati della sperimentazione predisposta dal Consiglio di Amministrazione ed approvata dall'Assemblea dei Soci. La DGR 136 del 26 febbraio 2007 prendeva in esame i dati e la relazione predisposta dal Direttore della Zona competente per territorio e su questa base si decise di autorizzare la prosecuzione della sperimentazione. I dettagli in Appendice. Con la DGR 1406 del 24 ottobre 2011 si decideva poi di: Fine della sperimentazione gestionale, ma non della presenza del privato a Sassocorvaro Nel 2013 con la DGR 735 del 20 maggio la struttura di Sassocorvaro, assieme a quella di altri 12 piccoli ospedali delle Marche viene riconvertita a Casa della Comunità di tipo C, ovvero a Ospedale di Comunità (il nome verrà cambiato con la DGR 139 del 22 febbraio 2016). Alla struttura sono riconosciuti 12 posti letto di day hospital a gestione pubblico-privato, 25 di lungodegenza e 5 di cure intermedie. Con la DGR 1250 del 10 novembre 2014 si decideva di costituire una commissione composta da 3 soggetti con il compito di individuare i percorsi e le soluzioni giuridicamente valide e coerenti con le disposizioni vigenti in materia, l'inserimento a regime ordinario delle attività previste nella sperimentazione della stessa Montefeltro salute nel sistema dell'offerta sanitaria regionale, ovvero per disporre, in via definitiva, la cessazione delle stesse attività. Esce il DM 70 del 2015 che dovrebbe cambiare lo scenario Per seguire da questo punto in poi la vicenda la vicenda bisogna tenere conto che in Italia nel 2015 uscì il Decreto Ministeriale (DM) 70 che regolamentò la programmazione ospedaliera con una particolare attenzione ai piccoli ospedali e alle piccole Case di Cura private. In base a questo DM non potevano nascere nuove Case di Cura multispecialistiche con meno di 60 posti letto per acuti. I dettagli in Appendice. Piano piano nasce sotto traccia una nuova Casa di Cura Multispecialistica Con la DGR 605 del 13 giugno 2016 si identificano nelle Case di cura Villa Verde, Villa Anna e Villa San Marco (che appartengono al gruppo Romani e hanno sede rispettivamente a Fermo, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno) i soggetti che potevano intraprendere la loro attività presso la struttura di Sassocorvaro e si incarica l'Asur di predisporre tutti gli atti necessari per l'avvio della gestione delle attività di Day Surgery e delle attività ambulatoriali presso la predetta sede ospedaliera e per il suo successivo convenzionamento. Poi con una lunga serie di atti che vanno dal gennaio 2017 al marzo 2019 prende vita la nuova struttura sanitaria “Villa Montefeltro” per l’erogazione di prestazioni di day surgery e ambulatoriali. I dettagli di questi atti sono riportati in Appendice. Un po’ di glossario per seguire la nascita e la crescita di una nuova Casa di Cura o struttura sanitaria privata: compatibilità programmatoria, autorizzazione, accreditamento e accordo contrattuale La enorme quantità di Atti sia regionali che aziendali che vengono citati dipende dal fatto che nella vita di una struttura sanitaria privata ci sono diversi passaggi che coinvolgono diversi soggetti istituzionali (io la racconto come la so e quindi magari in modo impreciso): Colpo di scena: all’improvviso la Casa di Cura Villa Montefeltro lievita come se il DM 70 non fosse mai uscito. E adesso triplo salto mortale con la la Regione che trasforma Villa Montefeltro con il Decreto del Dirigente PF Accreditamenti n. 194 del 10.06.2019 in una Casa di cura multispecialistica per queste attività: Unica avvertenza, la valutazione di compatibilità di cui ai punti 1 e 2 ha avuto un parere favorevole condizionato: per un periodo di tre anni con possibilità di proroga per il punto 1 e per un periodo sperimentale di tre anni per il punto 2. Il DM 70 era uscito da 4 anni e la Regione (governata al tempo dal centrosinistra) doveva sapere benissimo che non si potevano creare nuove Case di Cura di queste dimensioni. Come ha fatto l’ARS ha dare un parere favorevole all’ampliamento abnorme (nel senso letterale del termine) di cui sopra? La risposta a questa domanda si trova nei dettagli del Decreto 194 del 10 giugno 2019 riportati nell’Appendice. Anticipiamo che l’escamotage trovato sta nell’avere approvato l’ampliamento fuori regola dei posti letto per acuti in via sperimentale. Una sperimentazione di tre anni le cui regole non risultano chiarite negli atti e che in ogni caso dovrebbe essere già conclusa da anni. L’Accordo con le Case di Cura Multispecialistiche del 5 agosto 2019 Con la DGR 978 viene formalizzato l’Accordo con le con l 'AIOP e le case di cura aderenti alla rete d'impresa denominata "Casa di Cura delle Marche", per gli anni 2019-2020-2021. In questo Accordo nel paragrafo dedicato alla mobilità attiva c’è un passaggio “stranissimo” che riprendo letteralmente: Inoltre, su specifica richiesta della CdC Stella Maris di San Benedetto della Rete di Impresa A V 4/5, sono state attribuite a quest' ultima delle risorse aggiuntive, finalizzate alla tutela dei livelli occupazionali tramite il progressivo recupero della capacità produttiva antecedente la procedura fallimentare cui è stata sottoposta. Tali risorse derivano, da un lato, da un riequilibrio effettuato tra le Case di Cura aderenti alla Rete d'Impresa, per importi pari ad euro 400.000,00 per il 2019, ridotti di euro 100.000,00 per il 2020 e 2021, dall'altro dal contributo regionale pari a euro 600.000,00 per il 2019, incrementato di euro 500.000,00 per il 2020 e di euro 500.000,00 per il 2021. Anche gli importi sopracitati saranno soggetti all'abbattimento del 15%. In quell’Accordo c’è un atteggiamento di evidente attenzione proprio verso quelle Case di Cura del Gruppo Romani coinvolte nel Progetto Villa Montefeltro. Il contratto dell’Area Vasta n.1 del 20 maggio 2020 (Presidente e Assessore Ceriscioli) con la neonata Casa di Cura Con la determina del Direttore di Area Vasta 534 del 19.05.2020 si recepiva l’accordo contrattuale sottoscritto in data 24 gennaio 2020 tra Asur Marche Area Vasta 1e l'Impresa Rete Villa Montefeltro per l'erogazione di prestazioni sanitarie di ricovero e di specialistica ambulatoriale anni 2020 -2021 -2022. In tale accordo contrattuale veniva tra l'altro stabilito che l'ASUR Marche Area Vasta n.1, in questa fase, intendeva avvalersi dell'Impresa di Rete Villa Montefeltro per l'erogazione di tutte le prestazioni erogabili nel nuovo assetto autorizzativo (vedi sopra). Per le prestazioni relative alle nuove attività era precisato che la committenza e quindi l'effettiva erogazione delle medesime rimane sospesa fino all'emanazione del relativo Decreto di accreditamento da parte della Regione Marche. I dettagli della Determina in Appendice. Ed ecco che finalmente con Decreto della PF Accreditamenti Regione Marche n. 97/2020 del 17 settembre la struttura denominata “Villa Montefeltro” veniva accreditata per 12 posti letto in regime AFO Chirurgia in regime di Day Surgery, 12 posti letto di Chirurgia in regime ordinario, 8 posti letto di ortopedia, 20 posti letto di lungodegenza, per prestazioni ambulatoriali e un punto prelievi esterno. Dalla magia della Giunta Ceriscioli ai nostri giorni: la Casa di Cura che non doveva nascere viene adottata dalle Giunte Acquaroli A seguito della riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale, di cui alla L.R. del 08.08.2022, il nuovo soggetto giuridico (Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino, AST PU) subentrava all’ex ASUR/AV1 nella gestione della Casa di Cura Villa Montefeltro. In data 24.10.2022 veniva sottoscritto il Protocollo per la gestione del Punto di Assistenza Territoriale, disciplinandone i relativi compiti e responsabilita`. Siamo ormai nella sanità dell’Assessore Calcinaro e con Determina del Direttore Generale AST PU n. 399 del 27.03.2026 viene recepito l’accordo contrattuale gia` sottoscritto tra l’AST PU e l’impresa di rete Villa Montefeltro per l’erogazione di prestazioni sanitarie di ricovero e di specialistica ambulatoriale negli anni 2023 e 2024 (due anni dopo!). Nel giugno 2026 viene sottoscritto l’accordo contrattuale relativo all’anno 2025 (un anno dopo!) che prevede un budget per l’anno 2025, mantenendo la distinzione dei tetti separati delle quote riferite a pazienti fuori Regione rispetto ai residenti per un totale corrispondente a 5.181.348 euro. I dati economici di dettaglio dell’Accordo per l’anno 2025 sono riportati nell’Appendice. Come se non bastasse per il IV trimestre 2024 e per l’intero anno 2025 è stata prevista una progettualita` relativa alla riduzione della mobilita` passiva per attivita` ortopedica di alta complessita`, mantenendo la stessa proporzione tra attivita` per pazienti residenti e fuori regione, per un valore nel 2025 di 340.000 euro a favore di pazienti regionali e di 200.000 euro a favore di pazienti fuori regione. Negli accordi si prevede che verranno riconosciuti esclusivamente gli importi riferiti ad interventi di protesi ortopedica di alta complessita` e che i tetti di spesa sono da considerarsi invalicabili e non soggetti a compensazione alcuna. Si prevede anche che le prestazioni in questione dovrebbero essere rendicontate a parte sotto la dicitura “progetto ortopedia alta complessita`”. Gli altri movimenti per creare Case di Cura per acuti private in Provincia di Pesaro e Urbino: i famosi 50 posto letto di Fano per attività ortopedica La vicenda della casa di Cura Villa Montefeltro si incrocia con altre vicende che riguardano la possibile nascita di altre strutture private per acuti in Provincia di Pesaro e Urbino. Il punto di partenza è la previsione di 50 posti letto “liberi” in quella Provincia (corrispondente all’Area Vasta, AV, 1) e cioè posti letto previsti in sede di programmazione, ma non ancora operativi. Una prima delibera dell’8 gennaio 2018 (DGR/2018) mette a disposizione dell’AV 1 quei 50 posti letto, mentre la DGR 639 del 14 maggio 2018 li assegna per attività ortopedica e riabilitativa ad una struttura da individuare per il recupero della mobilità passiva. In realtà con una delibera precedente di qualche settimana (la DGR 523 del 23 aprile 2018) quei 50 posti letto erano stati inseriti in un accordo con il Comune di Fano per la “realizzazione a Fano di una struttura che integri l'assetto sanitario regionale, in grado di erogare attività, soprattutto di tipo chirurgico responsabili di mobilità passiva principalmente per la disciplina di ortopedia”. La nuova struttura sarebbe dovuta nascere in località Chiaruccia. Ogni tanto quei 50 posti letto sono riemersi carsicamente. In primo luogo quando il Gruppo Romani, quello di Sassocorvaro, aveva nell’ottobre 2022 presentato un importante progetto di rilancio delle Terme di Carignano vicino Fano che aveva all’interno anche l’ipotesi di una Casa di Cura che utilizzasse quei 50 posto letto (vedi l’articolo uscito a commento della presentazione pubblica del progetto). Poi di questo progetto non se ne è fatto a tutt’oggi niente, mentre è andata avanti la nascita di una nuova Casa di Cura a Villa Fastiggi con 84 posti letto per acuti di cui gran parte di area ortopedica. La nuova struttura ha avuto un parere favorevole sia da parte della Regione che del Comune di Pesaro e la sua storia la si può leggere qui. La struttura verrà gestita dal Gruppo Villa Maria, un grosso gruppo privato del settore sanitario, e si chiamerà Maria Cecilia Hospital Pesaro, in pratica lo stesso nome della “casa madre” di Cotignola in Provincia di Ravenna. A logica quei 50 posti letto inizialmente previsti a Fano dovrebbero essere finiti qui. E oggi cosa è la struttura di Sassocorvaro? Dire cosa sia oggi la struttura di Sassocorvaro è difficile. Nel bilancio di esercizio 2025 dell’AST PU così si definisce l’Ospedale di Sassocorvaro: “Gestito dal privato accreditato (Villa Montefeltro) è Ospedale di Comunità e Ospedale per acuti, per un bacino di utenza delle aree maggiormente disagiate del Montefeltro. E’garantito un Punto di Primo Intervento (PPI).” Ma nella DGR 1654/2025 del 18 novembre 2025 ( approvata in via definitiva con al la DGR 1900-2025) con l’elenco completo degli Ospedali di Comunità delle Marche la struttura di Sassocorvaro non figura. Si attendono nuove sorprese. Questa storia ha una morale? Lascio a chi ha avuto la voglia e la forza di arrivare fino a qui di farsi una propria idea della vicenda. Io penso che questa attenzione spasmodica verso singole realtà, correttezza delle procedure a parte, testimoni una incapacità della politica di ragionare in termini di sistema e una esclusiva attenzione verso ciò che porta o toglie consenso locale. Basti confrontare l’assenza di iniziative e investimenti su qualunque area di fragilità (ad esempio quella della salute mentale a tutte le età) con le decine di atti che hanno fatto nascere contro regola una Casa di cura multispecialistica dentro un Ospedale di Comunità. Appendice I dettagli di alcuni degli atti citati nel testo DGR 937 del 30 giugno 2003. Alla gestione delle attività del progetto si provvedeva con la costituzione di una società a responsabilità limitata a capitale misto e con la partecipazione maggioritaria di parte pubblica così come previsto dalla normativa in materia. Infatti la società così costituita, denominata Montefeltro Salute s.r.l., partiva con un capitale sociale di € 50.000,00 e vedeva come soci di parte pubblica l'Azienda USL n. 2 di Urbino, la Comunità Montana Montefeltro zona "B" ed il Comune di Sassocorvaro con quote complessive pari a € 30.000,00 e come socio di parte privata la Servizi Medici Avanzati S.A. con quote pari a 20.000,00 euro. DGR 136 del 26 febbraio 2007. Dalla Relazione del Direttore di Zona si evincevano i seguenti dati positivi: Si decise pertanto di autorizzare la prosecuzione dell'attività con l'obiettivo di: DM 70 del 2015. A proposito delle piccole Case di cura multispecialistiche DM prevedeva che, a partire dal 1 gennaio 2015, entrasse in vigore e diventasse operativa una soglia di accreditabilita` e di sottoscrivibilita` degli accordi contrattuali annuali, non inferiore a 60 posti letto per acuti. Per le strutture accreditate gia` esistenti alla data dell’1 gennaio 2014, che non raggiungevano la soglia dei 60 posti accreditati per acuti erano favoriti i processi di riconversione e/o di fusione attraverso la costituzione di un unico soggetto giuridico ai fini dell'accreditamento da realizzarsi entro il 30 settembre 2016 in modo da consentirne la piena operativita` dall’1 gennaio 2017. In questi casi, con riferimento al nuovo soggetto giuridico ai fini dell'accreditamento, la soglia dei posti letto complessivi non poteva essere inferiore a 80 posti letto per acuti e le preesistenti strutture sanitarie che lo componevano dovevano assicurare attivita` affini e complementari. Di norma, il processo di fusione delle suddette strutture doveva privilegiare l'aggregazione delle stesse in unica sede e, preliminarmente, ciascuna struttura oggetto di aggregazione finalizzata alla costituzione del nuovo soggetto accreditato doveva possedere una dotazione di posti letto autorizzati e accreditati non inferiore a 40 posti letto per acuti. Conseguentemente, dall’1 luglio 2015 non potevano essere sottoscritti contratti con strutture accreditate con meno di 40 posti letto per acuti. Dall’1 gennaio 2017 non potevano essere sottoscritti contratti con le strutture accreditate con posti letto ricompresi tra 40 e 60 posti letto per acuti che non erano state interessate dalle aggregazioni di cui al precedente periodo. Gli atti dal 2017 al 2019 con cui si dà vita dentro l’ospedale di Comunità di Sassocorvaro a una nuova Casa di Cura, Villa Montefeltro, per attività di day surgery e ambulatoriali. - La Regione Marche con Decreto del Dirigente PF Accreditamenti n. 21 del 25.01.2017 ha accreditato istituzionalmente, nei termini richiesti, la struttura sanitaria denominata "Villa Montefeltro" per l'erogazione di prestazioni mediche e chirurgiche in regime ambulatoriale situata a Sassocorvaro in Via Lanciarini. - La Regione Marche con Decreto del Dirigente PF Accreditamenti n. 46 del 15.02.2017 ha accreditato istituzionalmente, nei termini richiesti, la struttura sanitaria denominata "Villa Montefeltro" per l'erogazione di prestazioni di Day Surgery ospedaliero a ciclo continuativo e/o diurno situata a Sassocorvaro in Via Lanciarini. Il Decreto non specifica le motivazioni per il riconoscimento di un accreditamento per l’erogazione di prestazioni erogate in regime di ricovero diurno. - Con determina del Direttore Generale Asur n. 106 del 27.02.2017 si assegnava in concessione alia rete d'impresa Villa Montefeltro con sede in Sassocorvaro (PU) in via Lanciarini n. 6 una porzione dell'immobile sede dell' ospedale di Sassocorvaro pari a ma 1132 complessivi, al canone annuo di euro 108.275,00 da destinare a degenze, blocco operatorio e altri servizi sanitari ed amministrativi. - In data 21.06.2017, è stato sottoscritto l’Accordo Contrattuale tra Asur Marche Area Vasta 1 e l'Impresa di Rete Villa Montefeltro per l'erogazione di prestazioni chirurgiche in regime di Day Surgery e prestazioni ambulatoriali valevole per gli anni 2017-2018-2019. - Con determina del Direttore Generale Asur n. 43 del 29.01.2018 si assegnava alla rete d'impresa Villa Montefeltro con sede in Sassocorvaro (PU) ni via Lanciarini n. 6la concessione di ulteriori nuovi spazi dell'ospedale Lanciarini di Sassocorvaro, per una superficie utile lorda di circa 591 mq per un canone annuale di euro 40.992,00 da destinare a diagnostica per immagini e diagnostica di endoscopia digestiva. - Con determina del Direttore di Area Vasta n. 136 del 07.02.2018 è stato recepito l'accordo contrattuale tra Asur Marche Area Vasta 1 e l'Impresa di Rete Villa Montefeltro per l'erogazione di prestazioni chirurgiche in regime di Day Surgery e prestazioni ambulatoriali valevole per gli anni 2017-2018-2019. - Con determina del Direttore di Area Vasta 1 n. 144 del 12.02.2019, rettificata con determina del Direttore di Area Vasta 1 n. 189 del 25.02.2019 si assegnava in concessione alla rete d'impresa Villa Montefeltro con sede in Sassocorvaro (PU) in via Lanciarini n. 6 la struttura ospedaliera "Lanciarini" di Sassocorvaro da destinare esclusivamente ad attività di carattere sanitaria, per un superficie utile lorda di circa 4781,03 mq al canone complessivo annuale di euro 331.612,00, riservandosi nella piena ed esclusiva diponibilità dell'Asur con destinazione ad attività istituzionali, locali a piano terra per circa mq 154,83 lordi oltre l'area scoperta di pertinenza di circa 182,52 lordi. - La Regione Marche con Decreto del Dirigente PF Accreditamenti n. 53 del 18.02.2019 ha accreditato Istituzionalmente, nei termini richiesti, la struttura sanitaria denominata "Villa Montefeltro", situata a Sassocorvaro in Via Lanciarini, per l'erogazione di prestazioni di diagnostica per immagini in regime ambulatoriale. - Con la determina del Direttore di Area Vasta1 n. 338 del 25.03.2019 è stato adottato il Piano delle Prestazioni Sanitarie dell'anno 2018 in esecuzione dell’accordo contrattuale triennale 2017 - 2019 adottato con la citata determina del Direttore area Vasta 1 n. 136/2018. Il Decreto dirigenziale 194 del 10 giugno 2019 con cui la Regione Marche ha fatto nascere una Casa di Cura con soli 20 posti letto per acuti contro i 60 minimi necessari in base al DM 70 - Con Decreto del Dirigente PF Accreditamenti n. 194 del 10.06.2019 ha preso atto dell'esito positivo della verifica di compatibilità regionale come da nota dell'Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) relativa alla richiesta di autorizzazione presentata dal legale rappresentante della società Rete di Imprese Villa Montefeltro, per realizzare una rimodulazione, ampliamento strutturale e di funzioni della struttura sanitaria denominata "Villa Montefeltro" situata nel comune di Sassocorvaro, via Lanciarini per l'erogazione di: Il documento istruttorio del Decreto chiarisce (a modo suo) il motivo del parere favorevole da parte deIla Agenzia. Direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria aveva in un primo tempo espresso un parere di compatibilita` negativo, ad eccezione delle prestazioni di lungodegenza con dotazione di n. 20 posti letto e delle prestazioni specialistiche mediche e chirurgiche. A seguito dell’esito negativo del suddetto parere di compatibilita` regionale la PF Accreditamenti aveva trasmesso alla societa` Rete di Imprese Villa Montefeltro il preavviso di diniego della domanda in esame. A seguito delle osservazioni pervenute dalla stessa societa` in data 29 aprile 2019 è partita la richiesta all’ARS di un riesame dell’istanza. A questo punto interviene la Giunta che con la DGR 602 del 21 maggio 2019 la Regione che su richiesta dell’Area Vasta 1 del 17 maggio di approvare la proposta avanzata da ASUR di modifica di quanto deliberato al punto 3 della DGR n. 605/2016, proposta che prevede il passaggio dei 12 posti letto operativi presso la sede di Sassocorvaro dal regime diurno a quello di ricovero ordinario, passaggio che sarebbe stato operativo al termine del completamento delle procedure di autorizzazione ed accreditamento e avrebbe avuto la durata sperimentale di 3 anni con possibilità di proroga. L’ARS in data 24 maggio 2019 formulò a questo punto un secondo parere sul nuovo assetto della Casa di Cura dando la risposta che segue alle varie richieste: Et voilà ecco la nuova Casa di cura multispecialistica di 52 posti letto con solo 20 posti letto per acuti contro i 60 previsti dal DM 70. Determina del Direttore di Area Vasta 534 del 19.05.2020 con cui si recepiva l’accordo contrattuale sottoscritto in data 24 gennaio 2020 tra Asur Marche Area Vasta 1e l'Impresa Rete Villa Montefeltro. Il budget ipotizzato per l'anno 2020, compatibilmente con il budget assegnato all'Area Vasta 1, ammontava complessivamente ad euro 6.407.000 cosi come di seguito specificato: Si prevedeva inoltre che il Budget per l'anno 2021 e 2022 previsto per Villa Montefeltro sarebbe stato pari rispettivamente a € 8.407.000 ed a € 9.615.000 per ciascun anno, compatibilmente con il budget assegnato dalla Regione all’Area Vasta. Accordo di fornitura 2025 con Villa Montefeltro (sottoscritto nel 2026): i dettagli economici. Ecco il modo in cui il budget 2025 è stato distribuito tra le varie tipologia di attività e di utenza. Va aggiunta la progettualità relativa all’area ortopedica (altri 540.000 euro) Dello stesso autore vedi anche La nascita della nuova Casa di Cura privata di Pesaro: storia, opportunità e rischi La storia vera dell’ospedale di Cingoli (MC) Un tentativo di ricostruire la vera storia del progetto di adeguamento dell’ospedale di Pergola (PU) ---------------------- LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. Se questo lavoro ti è utile PUOI SOSTENERLO CON UNA DONAZIONE e CON IL 5 x 1000. Clicca qui per ricevere la nostra newsletter.
