La storia vera dell’ospedale di Cingoli (MC) Claudio Maria Maffei, Già dirigente sanitario regione Marche. La sua pagina facebook. Riassunto La vecchia struttura dell’ospedale di Cingoli, già riconvertita a suo tempo nel 2013 a ospedale di comunità, in base alle norme non può essere un ospedale per acuti. Nemmeno uno di quelli piccoli, cosiddetti di area disagiata, con Pronto Soccorso, una Medicina generale e una attività chirurgica di bassa complessità. Però la Regione su pressione di Saltamartini, Assessore alla Salute della prima Giunta Acquaroli, ha da tempo iniziato a ritrasformare (o almeno ci prova) la struttura di Cingoli in un ospedale per acuti di area disagiata, cosa che non è avvenuta per nessuno degli altri 12 ex piccoli ospedali riconvertiti nel 2013 a Ospedali di Comunità. Ovviamente, non c’è a supporto alcuna analisi di compatibilità con le norme e con i vincoli economici e di personale. Cosa cambia se questa iniziativa sulla struttura di Cingoli andasse in porto nella evidente incoerenza con le norme e quindi si riaprissero posti letto per acuti e si potenziasse tutto come nei desideri della politica (desideri che si sono un po’ raffreddati con il cambio di Assessore alla Salute e quindi nel passaggio da Saltamartini a Calcinaro)? Pochissimo: si spenderanno alcuni milioni di euro per gli interventi sulla struttura e per le tecnologie, i costi di gestione aumenteranno a regime di un paio di milioni l’anno, si sottrarranno decine di professionisti a servizi ospedalieri e territoriali più sicuri e utili. Roba da niente, in un sistema sanitario come il nostro che è pieno di criticità a partire dall’unico ospedale di secondo livello della Regione per arrivare ai consultori. Le appendici potranno chiarire ogni cosa. Anticipo però le conclusioni: finché nessuno guarderà, i bisogni e le attività degli ospedali li deciderà la politica a dispetto dei dati e delle norme, a Cingoli possiamo aspettarci solo pastrocchi. Appendice 1. Cosa dice la normativa attuale, il DM 70 del 2015, sui piccoli ospedali: Cingoli non può essere utilizzato come ospedale per acuti Siccome anche le aree interne hanno diritto alla gestione adeguata delle urgenze sono previsti Pronto Soccorso con personale specializzato anche negli Ospedali cosiddetti di area disagiata. Questi sono previsti dal Decreto Ministeriale 70 del 2015 (il DM 70) nel paragrafo 9.2.2 dal titolo “I presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate”. Qui si dice che gli ospedali di area disagiata, detti anche presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate (sono la stessa cosa, non esistono due tipi di questo particolare presidio), sono previsti in quelle aree che sono distanti più di 60 minuti dai presidi dotati di pronto soccorso, superando i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace. Tali strutture devono essere dotate indicativamente di un reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri, di una chirurgia elettiva ridotta che effettua per lo più interventi con dimissione. in giornata (con possibilità occasionale di appoggio dei pazienti per la notte nel reparto di Medicina Generale) e di un Pronto Soccorso, presidiato da un organico medico specializzato o comunque idoneo facente parte del DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di riferimento che lo deve garantire. Più la possibilità di effettuare nelle 24 ore accertamenti di tipo radiologico o laboratoristico. Cingoli che dista da Jesi poco più di 30 minuti non può essere un ospedale di area disagiata. Appendice 2. La storia dei piccoli ospedali delle Marche: Cingoli nel 2013 diventa ospedale di Comunità Un momento di stretta per i “piccoli ospedali” arrivò nelle Marche con la cosiddetta spending review voluta dal Governo Monti che con il DL 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modifiche nella Legge 7 agosto 2012, n. 135, prevedeva che le Regioni riducessero lo standard di posti letto a 3,7 ogni mille abitanti, provvedimento recepito dalla Regione Marche con la DGR 1696/2012. Fu in questa fase che avvenne nelle Marche l’ultima manovra di sistema per la riconversione dei piccoli ospedali. Questa riconversione avvenne con la DGR 735 del 2013, che prevedeva la trasformazione in Case della salute di tipo C (in pratica in Ospedali di Comunità, come li chiameremmo oggi) per 13 strutture (Sassocorvaro, Cagli, Fossombrone, Sassoferrato, Cingoli, Loreto, Chiaravalle, Recanati, Tolentino, Treia, Matelica, Montegiorgio e Sant’Elpidio a Mare) mentre confermava quanto previsto dalla DGR 1696 del 3 dicembre 2012 e cioè l'esclusione dalla trasformazione di Amandola e di Pergola che mantenevano funzioni per acuti, in funzione della collocazione geografica, della viabilità, della organizzazione interna e in coerenza con il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2014. A questo punto di piccoli ospedali ne erano rimasti due dei 40 iniziali (diventati 39 per il passaggio di Novafeltria all’Emilia-Romagna): Pergola e Amandola. Per Cingoli nella DGR 735 del 2013 vennero previsti 30 posti di lungodegenza e 10 di cure intermedie (la lungodegenza venne poi chiusa per mancanza di personale tra il 2013 e il 2015). Appendice 3. L’Ospedale di Cingoli nel Piano Socio-sanitario 2020-2022: vengono riconosciuti posti letto solo di post-acuzie e cure intermedie Nella prima bozza del Piano Socio-sanitario della Giunta Ceriscioli uscito a inizio 2019 venne riconosciuto lo status di ospedale di area disagiata solo agli Ospedali di Pergola e Amandola. Nel febbraio 2019 Filippo Saltamartini, allora sindaco di Cingoli, portò un camion di neve davanti alla Regione. Allora il Piano 2020-2022 nella sua versione definitiva scrisse quanto segue: in relazione al passaggio del Comune di Cingoli all’Area Vasta territoriale n. 3, disposto con l’articolo 8 della legge regionale 30 dicembre 2019, n. 43 (Misure urgenti di adeguamento della legislazione regionale), ferma restando la dotazione di posti letto del medesimo Comune di Cingoli, e` individuato ed attivato, entro il termine indicato nel comma 3 dello stesso articolo 8 (150 giorni) un numero di posti letto di post acuzie e di cure intermedie da destinare all’area dello Jesino e, in particolare, alla sperimentazione relativa alla Cittadella della Salute di Jesi. Il Piano poi scrive una serie di frasi impapocchiate che riporto integralmente: La Regione Marche ha la presenza nel suo territorio di diverse aree particolarmente disagiate a causa delle condizioni geo-morfologiche, infrastrutturali e di vulnerabilita` sismica. Per questo il piano prevede per le strutture ospedaliere di Amandola e Pergola, situate in aree disagiate, in coerenza con i criteri della programmazione nazionale, le funzioni di presidio ospedaliero con Pronto Soccorso o, in subordine, di presidio ospedaliero in zone particolarmente disagiate. Per i medesimi motivi sopra descritti, tenendo anche conto dei percorsi sanitari gia` avviati, anche per i territori di Cingoli, Cagli e Sassocorvaro si prevede l’equiparazione ad aree disagiate o particolarmente disagiate prevedendo anche un rafforzamento della rete di Emergenza – Urgenza nelle strutture sanitarie presenti mediante la presenza H24 di personale medico dedicato in aggiunta a quello gia` presente nelle ambulanze medicalizzate. Tale rafforzamento si rende necessario per permettere di effettuare H24 almeno prestazioni di media e bassa intensita` assistenziale in maniera piu` prossimale a questi territori disagiati e per contribuire ad attenuare l’attuale sovraccarico di lavoro del pronto soccorso degli ospedali per acuti di riferimento. Fermo restando quanto sopra stabilito, la Giunta regionale individua con apposito atto, da sottoporre al parere della Commissione assembleare competente, le zone particolarmente disagiate, con l’individuazione delle relative strutture ospedaliere, sulla base dei criteri stabiliti dal D.M. n. 70/2015. Quindi il Piano 2020-2022 ipotizza un atto per riconoscere altre strutture di area disagiata, tra cui quella di Cingoli (le altre sono Cagli e Sassocorvaro), in base ai criteri del DM 70 in realtà inapplicabili a tutte e tre le strutture. Una confusione indegna e comunque questo atto non venne più fatto. All’ospedale di Cingoli a fine 2019 secondo una scheda del Gruppo Solidarietà, ci sono 40 posti letto (al momento ridotti, transitoriamente, a 20) così divisi: 30 di post acuzie riabilitativa e 10 di cure intermedie. In un altro approfondimento del Gruppo Solidarietà del 9 marzo 2023, sono confermati gli stessi dati. Appendice 4. L’ospedale di Cingoli nel Piano Socio Sanitario 2023-2025 della prima Giunta Acquaroli: senza alcuna analisi di compatibilità con le norme viene promosso a ospedale di area disagiata Con la nuova Giunta e Filippo Saltamartini diventato Assessore alla salute le cose cambiano. Ecco cosa scrive il Piano 2023-2025 della prima Giunta Acquaroli quando parla delle strutture di area disagiata. Il Piano Socio Sanitario 2020/2022 ha già previsto, per le strutture presenti nei territori di Amandola, Pergola e Cingoli, l’equiparazione a strutture di area disagiata per le caratteristiche orogeografiche-meteorologiche che rendono maggiormente difficoltosa la garanzia, attraverso l’attuale sistema a rete, di una adeguata copertura assistenziale. La Regione Marche riconosce, nell’ambito del proprio territorio, aree disagiate con condizioni meteorologiche e geografiche ostili, tipicamente in ambiente montano o premontano, collegate con modalità non agevoli con la principale rete viaria regionale, alle quali si aggiungono anche specifici aspetti di vulnerabilità sismica. Al fine di garantire maggiore prossimità dei servizi sanitari alle popolazioni residenti nelle suddette aree, si provvederà a rafforzare in particolare, presso le strutture di Amandola, Cingoli e Pergola, sia le attività di pronto soccorso, con personale medico dedicato all'Emergenza-Urgenza (d.m. 30 gennaio 1998) e integrato con i DEA di livello superiore di cura per il servizio e l'aggiornamento relativo, sia globalmente i servizi sanitari, soprattutto per attività diagnostica radiologica che verrà completata anche con apparecchiature TAC/RMN aggiornate e possibilità di trasmissione di immagini in rete alle altre strutture. Ovviamente si parte da una falsità: il Piano Socio-sanitario 2020-2022 non riconosceva (né poteva farlo) lo status di ospedale di area disagiata alla struttura di Cingoli. Ma il Piano 2023-2025 glielo riconosce. Appendice 5. E adesso che ospedale è quello di Cingoli? Difficile rispondere perché per avere una qualche idea su cosa sia oggi la struttura di Cingoli bisogna faticosamente ricostruire gli atti emessi al riguardo dalla Regione e dalla Azienda Sanitaria Territoriale (AST) di Ancona. Proviamo comunque a rispondere anticipando che in realtà non si sa che tipo di ospedale sia oggi quello di Cingoli. E’ chiaro invece che sulla carta dovrebbe diventare, in base agli atti regionali, un Ospedale di area disagiata in modo totalmente incoerente con la norma. Da un punto di vista strutturale con un Decreto dirigenziale del Settore Edilizia Sanitaria e Ospedaliera della Regione prima sono stati dati alla AST nel 2025, 4,5 milioni di euro per l’adeguamento del Presidio di base per zona disagiata di Cingoli (interventi strutturali sul Pronto soccorso ospedaliero/Osservazione Breve Intensiva e sull’Ambulatorio chirurgico a bassa complessità/Endoscopia), ridotti poi quest’anno con un successivo Decreto a 2,5 milioni. Dal punto di vista delle tecnologie l’AST ha approvato nel luglio 2025 una procedura aperta telematica per l’aggiudicazione del contratto misto per l’affidamento dei servizi progettazione, esecuzione lavori e fornitura in acquisto “chiavi in mano” di un sistema di risonanza magnetica (467.000 euro). Dal punto di vista del personale l'AST: - ha appena approvato la graduatoria e il conferimento dell’incarico quinquennale per la direzione della struttura complessa di medicina interna prevista nell’Atto aziendale dell'AST; - ha deliberato nel marzo 2025, un avviso pubblico per l’assunzione a tempo determinato di specialisti destinati esclusivamente a Cingoli nelle discipline di anestesia e rianimazione, medicina interna, radiodiagnostica, chirurgia generale e medicina e chirurgia di accettazione e urgenza. Onestamente non sono andato a controllare se qualcuno di questi specialisti ha poi preso servizio, visto che il mio scopo era solo quello di documentare come la politica pensi di fare strame del DM 70 trasformando una struttura votata alla post-acuzie come quella di Cingoli in un ospedale di area disagiata. L’avviso pubblico per quegli specialisti parla chiaro sul mandato affidato alla AST: riportare l’attività per acuti a Cingoli. La politica col cambio di Assessore alla Salute ha allentato un po’ la presa, ma il modo di buttare soldi e personale a Cingoli già si è trovato e si continuerà a trovare se la politica non comincerà a fare le cose seriamente. Opposizione compresa. Per ora quello di Cingoli è uno strano ospedale che opera in modo confuso nell’area della post-acuzie con una doppia vocazione: una attività a tipo lungodegenza a orientamento internistico-geriatrico e una attività di tipo riabilitativo. Una attività che andrebbe inserita in un progetto più ampio sulla post-acuzie del distretto di Jesi e della AST come sollecitato da anni dal Gruppo Solidarietà. Quanto al ruolo della struttura di Cingoli nel sistema dell’emergenza-urgenza, nei dati ufficiali dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, l’ospedale di Cingoli non risulta, a differenza di quelli di Amandola e Pergola in cui risulta esserci un Pronto Soccorso di Area Disagiata. Conclusioni: finché nessuno guarderà, i bisogni e le attività degli ospedali li deciderà la politica a dispetto dei dati e delle norme, a Cingoli possiamo aspettarci solo altri pastrocchi. Sul tema vedi anche, Gli Ospedali di Comunità, l'offerta, la regolamentazione della post acuzie e la programmazione sociosanitaria. Alcuni contributi dell'autore nel nostro sito Un tentativo di ricostruire la vera storia del progetto di adeguamento dell’ospedale di Pergola (PU) La mobilità passiva delle Marche per i ricoveri è un problema contenuto e vecchio. Spieghiamo perché ------------------------------- LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali. La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. Se questo lavoro ti è utile PUOI SOSTENERLO CON UNA DONAZIONE e CON IL 5 x 1000. Clicca qui per ricevere la nostra newsletter.
