Un tentativo di ricostruire la vera storia del progetto di adeguamento dell’ospedale di Pergola (PU) Claudio Maria Maffei, Già dirigente sanitario regione Marche. La sua pagina facebook. Premessa (brevissima) In questa nota si ricostruiranno in base agli atti e alle norme la storia del progetto di adeguamento dell’Ospedale di Pergola. Purtroppo gli atti sono tanti e dimenticarne qualcuno o perdersi al loro interno è facile. Ma lo sforzo fatto dovrebbe rendere la ricostruzione molto vicina alla realtà. Primo passaggio: che tipo di ospedale è quello di Pergola Il DM 70 (ovvero il Decreto Ministeriale 70 del 2015 che fornisce i riferimenti per la programmazione ospedaliera) fornisce indicazioni precise sull’unico tipo di ospedale che può essere quello di Pergola: un “ospedale di base di area disagiata” o semplicemente “ospedale di area disagiata”. Il DM 70 prevede per questi ospedali che: Il destino che il DM 70 attribuisce ai piccoli ospedali riconosciuti come ospedali di area disagiata è dunque chiarissimo alla luce di queste scelte: occorre limitarne al massimo il numero, occorre limitare al massimo la attività in urgenza e per acuti, occorre limitare al massimo la attività chirurgica riducendola alla sola attività programmata “minore” che le altre strutture pubbliche dell’Azienda non riescono a svolgere, occorre sviluppare al loro interno soprattutto le attività in risposta ai bisogni della popolazione anziana e occorre promuovere il massimo di integrazione con le attività distrettuali. Nelle Marche gli ospedali di area disagiata effettivi sono due: Pergola e Amandola. Secondo passaggio: non è vero che il centrosinistra voleva chiudere l’ospedale di Pergola In base agli atti è facile ricostruire che mai il centrosinistra ha manifestato l’intenzione di chiudere o meglio riconvertire l’ospedale di Pergola. A questo ospedale è sempre stato riconosciuto lo status di quello che abbiamo definito “ospedale di base di area disagiata”. Tutte le attività previste oggi erano già previste ai tempi dell’ultimo governo regionale di centrosinistra e cioè la medicina generale, la riabilitazione, la lungodegenza post-acuzie e la chirurgia generale. Negli anni della Giunta Ceriscioli venne nominato il primario di chirurgia generale, vennero rifatte le sale operatorie adatte a quel tipo di ospedale e venne finanziato un progetto di adeguamento dell’ospedale nell’ambito del progetto Marte per la sua riqualificazione energetica (due milioni di euro). Ovviamente l’affermazione secondo cui il centrosinistra voleva l’ospedale unico provinciale della Provincia di Pesaro e Urbino è falsa. Terzo passaggio: nasce l’idea di un nuovo progetto di adeguamento dell’Ospedale di 2021 L’idea per un ulteriore intervento su Pergola nasce dopo l’insediamento della prima Giunta Acquaroli in cui diventa Assessore ai lavori pubblici Francesco Baldelli, già sindaco per due mandati di Pergola. Per riavviare un nuovo progetto per Pergola si parte dai finanziamenti previsti per l’adeguamento sismico degli ospedali italiani. In pratica dei quasi 50 milioni che arrivano nelle Marche a Pergola ne sono destinati 4,1. Questo intervento e questo finanziamento sono previsti nel primo Masterplan di edilizia sanitaria della nuova Giunta Acquaroli (DGR 967 del 30 luglio 2021). Quarto passaggio: il progetto dell’Ospedale di Pergola lievita rapidamente La Regione Marche decide poi di cambiare programma sia sui fondi per il rischio sismico che per la natura degli interventi sull’ospedale di Pergola. L’occasione è l’approvazione con la DGR 140 del 14 febbraio 2022 del secondo Masterplan di edilizia sanitaria. In questo Masterplan i finanziamenti per l’adeguamento sismico dell’ospedale di Pergola salgono a 5.942 tutti presi sempre dal PNC e quelli complessivi per l’adeguamento sismico rimangono più o meno gli stessi. Nella nuova tabella sui fondi per il rischio sismico compare una nuova colonna relativa ai fondi europei di cui al POR-FESR 2021-2027. Questi fondi valgono complessivamente 46,115 milioni di euro e vanno assieme a quelli del PNC per il rischio sismico a finanziare le palazzine dell’emergenza (o DEA che dir si voglia) degli Ospedali di Senigallia, Fano, Civitanova Marche e Ascoli Piceno, mentre 5,07 milioni vanno all’Ospedale di Pergola in aggiunta ai 5,9 per il rischio sismico. E così a Pergola con il Masterplan del 2022 arrivano oltre 11 milioni di euro, tutti derivanti da Fondi europei. Quanto al POR-FESR, POR sta per Programma Operativo Regionale e FESR sta per Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che è il principale strumento finanziario dell'Unione Europea per ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le regioni. Per il ciclo 2021-2027, i bandi e i finanziamenti per imprese ed enti pubblici sono stati gestiti tramite specifici Programmi Regionali o Nazionali. Quinto passaggio: il nuovo progetto di adeguamento dell’Ospedale di Pergola prende forma Cosa si intende fare con il progetto dell’ospedale di Pergola lo si ricostruisce dal Decreto dirigenziale del Settore Edilizia Sanitaria, Ospedaliera e Scolastica (ESOS) del n. 73 del 31 agosto 2022 in cui si legge che sarebbe emersa l'esigenza di dar seguito alla progettazione definitiva di ulteriori opere rispetto a quelle inizialmente prospettate oggetto di un precedente contratto di affidamento ed in cui in particolare si segnalava la necessità della progettazione di: Arriviamo al Decreto ESOS 121 del 23 giugno 2023. Allegato a questo Decreto c’è il capitolato tecnico prestazionale del progetto. In pratica il progetto riprende i desiderata della lettera della Direzione dell’ASUR già citata e prevede quanto riportato nell’Appendice. Il costo stimato veniva stimato pari a 29.119.211,51 euro con una percentuale forfettaria di spese generali del 10%. Un paio di informazioni ulteriori possono essere di aiuto. L’Ospedale è stato liberato dalla presenza del distretto per lasciare spazio alle attività in espansione dell’ospedale e in precedenza si era già provveduto all’adeguamento delle sale operatorie ed endoscopiche già presenti (vedi la Determina del Direttore dell’Area Vasta 1 n.1110 del 16 ottobre 2021). Al successivo Decreto ESOS 296 del 22 dicembre 2023 viene allegato il capitolato speciale d’appalto da cui scompaiono (per decenza) i 4 posti letto di terapia intensiva post operatoria. Costo previsto dell’intervento: 31,245 milioni. Ad oggi i costi previsti sono saliti a 39,569 milioni di euro (decreto ESOS 189 dell’11 giugno 2026). Da tenere presente che per interventi superiori ai 40 milioni andava presentato il progetto al Ministero della Salute (così risulta dal sito del Ministero). Sesto passaggio: finalmente vengono trovati i soldi I soldi vengono trovati nel già citato POR-FESR 2021-2027. Le Marche con la DGR 1289 del 9 agosto 2024 destinano 45 milioni di questi fondi a progetti di area sanitaria: Dagli atti risulta che ad ognuno di questi interventi corrispondono schede progettuali che qualcuno avrà sicuramente verificato e monitorato. Settimo passaggio: una valutazione tecnica del progetto Limitandosi alle criticità più importanti: Tutto il progetto va nella direzione opposta alle attuali linee di tendenza previste dal DM 70 per gli ospedali di area disagiata che dovrebbero essere una organizzazione fortemente integrata con i servizi territoriali, con un’area di degenza ospedaliera ridotta al minimo e con dei servizi “centrali” ridotti all’osso. Sono testimonianza di questo approccio espansivo del progetto: Quanto all’impatto del progetto in termini di costi di gestione e di fabbisogno di personale non vi è traccia di alcuna stima a tal proposito negli atti regionali. Una cosa è certa: così com’è il progetto è del tutto incompatibile con le risorse e con il personale a disposizione della sanità marchigiana. Basti dire che per un ospedale che almeno fino a qualche tempo fa andava avanti con medici non specialisti delle cooperative o con un rapporto libero professionale nelle sue funzioni chiave (guardia interna ed urgenze in arrivo in ospedale) si prevedono implicitamente una guardia anestesiologica ed una presenza multispecialistica nelle 24 ore. Più una enorme quantità aggiuntiva di infermieri e personale di assistenza. Ottavo passaggio: si è fatto un utilizzo appropriato e trasparente delle fonti di finanziamento? Recuperare un filo conduttore sulle modalità di finanziamento dell’intervento di adeguamento dell’ospedale di Pergola è difficilissimo. Come per tutti gli altri interventi di edilizia sanitaria addentrarsi nei mille atti che scandiscono il loro percorso amministrativo è praticamente impossibile, o quasi. In estrema sintesi si può affermare che: Sintesi finale Il progetto di adeguamento dell’Ospedale di Pergola è chiaramente frutto di scelte politiche che hanno portato a impiegare al momento circa 40 milioni di fondi europei destinati alla messa in sicurezza degli ospedali delle Marche per fare in pratica ex novo o quasi un ospedale con la previsione di attività che le norme (un Decreto Ministeriale qualcosa varrà) non prevedono. Appendice. Le specifiche del progetto iniziale di adeguamento dell’Ospedale di Pergola Queste le specifiche tecniche riportate in un allegato ad un decreto dirigenziale ESOS del 23 giugno 2023: Alcuni contributi dell'autore nel nostro sito Storia di una rete clinica mai nata: la rete oncologica delle Marche La mobilità passiva delle Marche per i ricoveri è un problema contenuto e vecchio. Spieghiamo perché --------------------- LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali nella sezione documentazione politiche sociali. 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