Data di pubblicazione: 21/07/2026
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Un tentativo di ricostruire la vera storia del progetto di adeguamento dell’ospedale di Pergola (PU)

Claudio Maria Maffei, Già dirigente sanitario regione Marche. La sua pagina facebook

Premessa (brevissima)

In questa nota si ricostruiranno in base agli atti e alle norme la storia del progetto di adeguamento dell’Ospedale di Pergola. Purtroppo gli atti sono tanti e dimenticarne qualcuno o perdersi al loro interno è facile. Ma lo sforzo fatto dovrebbe rendere la ricostruzione molto vicina alla realtà.

Primo passaggio: che tipo di ospedale è quello di Pergola

Il DM 70 (ovvero il Decreto Ministeriale 70 del 2015 che fornisce i riferimenti per la programmazione ospedaliera) fornisce indicazioni precise sull’unico tipo di ospedale che può essere quello di Pergola: un “ospedale di base di area disagiata” o semplicemente “ospedale di area disagiata”. Il DM 70 prevede per questi ospedali che:

  1. possano (possano non debbano) essere previsti in zone distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento (o 60 minuti dai presidi di Pronto Soccorso);
  2. possono indicativamente prevedere un reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri;
  3. possono indicativamente prevedere una chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in Day surgery o eventualmente in Week Surgery (chiusura nel fine settimana) con possibilità di appoggio nei letti di medicina;
  4. debbono disporre di un pronto soccorso presidiato da un organico medico dedicato all'Emergenza-Urgenza, inquadrato nella disciplina specifica e integrato alla struttura complessa del Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di riferimento.

 

Il destino che il DM 70 attribuisce ai piccoli ospedali riconosciuti come ospedali di area disagiata è dunque chiarissimo alla luce di queste scelte: occorre limitarne al massimo il numero, occorre limitare al massimo la attività in urgenza e per acuti, occorre limitare al massimo la attività chirurgica riducendola alla sola attività programmata “minore” che  le altre strutture pubbliche  dell’Azienda non riescono a svolgere, occorre sviluppare al loro interno soprattutto le attività in risposta ai bisogni della popolazione anziana e occorre promuovere il massimo di integrazione con le attività distrettuali. Nelle Marche gli ospedali di area disagiata effettivi sono due: Pergola e Amandola.

Secondo passaggio: non è vero che il centrosinistra voleva chiudere l’ospedale di Pergola

In base agli atti è facile ricostruire che mai il centrosinistra ha manifestato l’intenzione di chiudere o meglio riconvertire l’ospedale di Pergola. A questo ospedale è sempre stato riconosciuto lo status di quello che abbiamo definito “ospedale di base di area disagiata”. Tutte le attività previste oggi erano già previste ai tempi dell’ultimo governo regionale di centrosinistra e cioè la medicina generale, la riabilitazione, la lungodegenza post-acuzie e la chirurgia generale.

Negli anni della Giunta Ceriscioli venne nominato il primario di chirurgia generale, vennero rifatte le sale operatorie adatte a quel tipo di ospedale e venne finanziato un progetto di adeguamento dell’ospedale nell’ambito del progetto Marte per la sua riqualificazione energetica (due milioni di euro). Ovviamente l’affermazione secondo cui il centrosinistra voleva l’ospedale unico provinciale della Provincia di Pesaro e Urbino è falsa.

Terzo passaggio: nasce l’idea di un nuovo progetto di adeguamento dell’Ospedale di 2021

L’idea per un ulteriore intervento su Pergola nasce dopo l’insediamento della prima Giunta Acquaroli in cui diventa Assessore ai lavori pubblici Francesco Baldelli, già sindaco per due mandati di Pergola. Per riavviare un nuovo progetto per Pergola si parte dai finanziamenti previsti per l’adeguamento sismico degli ospedali italiani. In pratica dei quasi 50 milioni che arrivano nelle Marche a Pergola ne sono destinati 4,1. Questo intervento e questo finanziamento sono previsti nel primo Masterplan di edilizia sanitaria della nuova Giunta Acquaroli (DGR 967 del 30 luglio 2021).

Quarto passaggio: il progetto dell’Ospedale di Pergola lievita rapidamente

La Regione Marche decide poi di cambiare programma sia sui fondi per il rischio sismico che per la natura degli interventi sull’ospedale di Pergola. L’occasione è l’approvazione con la DGR 140 del 14 febbraio 2022 del secondo Masterplan di edilizia sanitaria. In questo Masterplan i finanziamenti per l’adeguamento sismico dell’ospedale di Pergola salgono a 5.942 tutti presi sempre dal PNC e quelli complessivi per l’adeguamento sismico rimangono più o meno gli stessi. Nella nuova tabella sui fondi per il  rischio sismico compare una nuova colonna relativa ai fondi europei di cui al POR-FESR 2021-2027. Questi fondi valgono complessivamente 46,115 milioni di euro e vanno assieme a quelli del PNC per il rischio sismico a finanziare le palazzine dell’emergenza (o DEA che dir si voglia) degli Ospedali di Senigallia, Fano, Civitanova Marche e Ascoli Piceno, mentre 5,07 milioni vanno all’Ospedale di Pergola in aggiunta ai 5,9 per il rischio sismico. E così a Pergola con il Masterplan del 2022 arrivano oltre  11 milioni di euro, tutti derivanti da Fondi europei. Quanto al POR-FESR, POR sta per Programma Operativo Regionale e FESR sta per Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che è il principale strumento finanziario dell'Unione Europea per ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le regioni. Per il ciclo 2021-2027, i bandi e i finanziamenti per imprese ed enti pubblici sono stati gestiti tramite specifici Programmi Regionali o Nazionali.

Quinto passaggio: il nuovo progetto di adeguamento dell’Ospedale di Pergola  prende forma

Cosa si intende fare con il progetto dell’ospedale di Pergola lo si ricostruisce dal Decreto dirigenziale del Settore Edilizia Sanitaria, Ospedaliera e Scolastica (ESOS) del n. 73 del 31 agosto 2022 in cui si legge che sarebbe emersa l'esigenza di dar seguito alla progettazione definitiva di ulteriori opere rispetto a quelle inizialmente prospettate oggetto di un precedente contratto di affidamento ed in cui in particolare si segnalava la necessità della progettazione di:

 

Arriviamo al Decreto ESOS 121 del 23 giugno 2023. Allegato a questo Decreto c’è il capitolato tecnico prestazionale del progetto. In pratica il progetto riprende i desiderata della lettera della Direzione dell’ASUR già citata e prevede quanto riportato nell’Appendice. Il costo stimato veniva stimato pari a 29.119.211,51 euro con una percentuale forfettaria di spese generali del 10%.

Un paio di informazioni ulteriori possono essere di aiuto. L’Ospedale è stato liberato dalla presenza del distretto per lasciare spazio alle attività in espansione dell’ospedale e in precedenza si era già provveduto all’adeguamento delle sale operatorie ed endoscopiche già presenti (vedi la Determina del Direttore dell’Area Vasta 1 n.1110  del 16 ottobre 2021). Al successivo Decreto ESOS 296 del 22 dicembre 2023 viene allegato il capitolato speciale d’appalto da cui scompaiono (per decenza) i 4 posti letto di terapia intensiva post operatoria. Costo previsto dell’intervento: 31,245 milioni.

Ad oggi i costi previsti sono saliti a 39,569 milioni di euro (decreto ESOS 189 dell’11 giugno 2026). Da tenere presente che per interventi superiori ai 40 milioni andava presentato il progetto al Ministero della Salute (così risulta dal sito del Ministero).

Sesto passaggio: finalmente vengono trovati i soldi

I soldi vengono trovati nel già citato POR-FESR 2021-2027. Le Marche con la DGR 1289 del 9 agosto 2024 destinano 45 milioni di questi fondi a progetti di area sanitaria:

Dagli atti risulta che ad ognuno di questi interventi corrispondono schede progettuali che qualcuno avrà sicuramente verificato e monitorato.

Settimo passaggio: una valutazione tecnica del progetto

Limitandosi alle criticità più importanti:

  1. nel progetto del “nuovo” Ospedale di Pergola in assenza di qualunque analisi si aggiunge alle sale operatorie ed endoscopiche già presenti e di recente adeguate altre due sale operatorie di almeno 40 metri quadri classe ISO 5, che è la classe prevista in base alla norma UNI 11425 negli interventi di chirurgia protesica ortopedica ed in quelli di neurochirurgia, oncologia e trapianti d’organo e comunque per tutti gli interventi di durata superiore a 60 minuti che in quel tipo di ospedale non si possono eseguire;
  2. altra clamorosa, quasi grottesca, criticità poi rimossa è la previsione nel progetto iniziale di 4 posti letto di terapia intensiva post-operatoria o PACU (Post Anesthesia Care Unit). Si tratta di soluzioni ad alto costo per casistiche ad alta complessità in un ospedale che non può e non deve svolgere chirurgia complessa privo com’è delle guardie specialistiche chirurgiche e anestesiologiche;
  3. una terza criticità è la presenza di un reparto vero e proprio di chirurgia di 20 posti letto di ricovero ordinario quando il DM 70 è chiaro sul fatto che l’eventuale pernottamento dei pazienti chirurgici dovrebbe avvenire di regola nei posti letto del reparto di medicina. Si tenga inoltre presente che sono previsti anche tre ambulatori chirurgici.

 

Tutto il progetto va nella direzione opposta alle attuali linee di tendenza previste dal DM 70 per gli ospedali di area disagiata che dovrebbero essere una organizzazione fortemente integrata con i servizi territoriali, con un’area di degenza ospedaliera ridotta al minimo e con dei servizi “centrali” ridotti all’osso. Sono testimonianza di questo approccio espansivo del progetto:

  1. la previsione di 79 posti letto contro i più o meno 40 attualmente operativi;
  2. la previsione di posti letto per infettivi sia in Pronto Soccorso, che nell’eventuale Centro di Assistenza Limitata per pazienti in trattamento dialitico;
  3. la previsione di una piscina per la medicina riabilitativa;
  4. la presenza nel progetto di un laboratorio analisi centrale, di una lavanderia centrale, di una cucina centrale e di una mensa allargata;
  5. la “espulsione” del distretto dalla struttura;
  6. il fatto che ancora non si veda la fine dei lavori (2028?).

 

Quanto all’impatto del progetto in termini di costi di gestione e di fabbisogno di personale non vi è traccia di alcuna stima a tal proposito negli atti regionali. Una cosa è certa: così com’è il progetto è del tutto incompatibile con le risorse e con il personale a disposizione della sanità marchigiana. Basti dire che per un ospedale che almeno fino a qualche tempo fa andava avanti con medici non specialisti delle cooperative o con un rapporto libero professionale nelle sue funzioni chiave (guardia interna ed urgenze in arrivo in ospedale) si prevedono implicitamente una guardia anestesiologica ed una presenza multispecialistica nelle 24 ore. Più una enorme quantità aggiuntiva di infermieri e personale di assistenza. 

Ottavo passaggio: si è fatto un utilizzo appropriato e trasparente delle fonti di finanziamento?   

Recuperare un filo conduttore sulle modalità di finanziamento dell’intervento di adeguamento dell’ospedale di Pergola è difficilissimo. Come per tutti gli altri interventi di edilizia sanitaria addentrarsi nei mille atti che scandiscono il loro percorso amministrativo è praticamente impossibile, o quasi. In estrema sintesi si può affermare che:

  1. la quasi totalità del finanziamento deriva da fondi europei: circa 7 milioni presi dai fondi per l’adeguamento sismico degli ospedali (su un totale per le Marche di circa 50 milioni) e 31 presi da una linea di finanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale che la Regione Marche ha dedicato alla ecoefficienza e alla messa in sicurezza delle strutture sanitarie (su un totale di 45 destinati alla sanità tutti con destinazione la Provincia di Pesaro e Urbino);
  2. tutte le procedure amministrative relative alla acquisizione e utilizzo di questi fondi sono sottoposte a valutazione e monitoraggio da parte di organismi centrali per cui si presume del tutto formalmente corretta la loro gestione;
  3. rimangono forti perplessità sui motivi che hanno portato a destinare così tanta parte di questi fondi a un unico ospedale per un intervento che doveva essere di adeguamento e che è finito per costare più di una costruzione ex novo di un ospedale con queste caratteristiche (il nuovo Ospedale di Amandola dello stesso tipo, e cioè ospedale di area disagiata, è costato meno). In sostanza non si capisce attraverso quale percorso si sono censite le esigenze delle strutture sanitarie della Regione rispetto a questi fondi e si arrivati a scegliere Pergola come struttura beneficiaria di gran parte di essi;
  4. ad un tecnico di parte sanitaria sfugge il collegamento tra il tipo di lavori previsti (un nuovo blocco operatorio e un nuovo reparto ad esempio) e la natura dei fondi utilizzati teoricamente destinati alla messa in sicurezza di un ospedale già esistente;
  5. manca nel percorso del progetto un atto della parte sanità della Regione che giustifiche le scelte programmatorie e strutturali fatte su Pergola, scelte che compaiono solo in atti della parte afferente ai Lavori Pubblici;
  6. i costi del progetto dell’ospedale di Pergola (ormai vicini ai 40 milioni) lo rendono l’intervento il più costoso tra quelli previsti nel programma di edilizia ospedaliera della Regione in termini di rapporto tra entità del finanziamento e numero attuale di posti letto operativi (meno di 40).

 

Sintesi finale

Il progetto di adeguamento dell’Ospedale di Pergola è chiaramente frutto di scelte politiche che hanno portato a impiegare al momento circa 40 milioni di fondi europei destinati alla messa in sicurezza degli ospedali delle Marche per fare in pratica ex novo o quasi un ospedale con la previsione di attività che le norme (un Decreto Ministeriale qualcosa varrà) non prevedono.

Appendice. Le specifiche del progetto iniziale di adeguamento dell’Ospedale di Pergola

Queste le specifiche tecniche riportate in un allegato ad un decreto dirigenziale ESOS del 23 giugno 2023:

  1. al piano primo seminterrato: nel corpo 1 e` prevista la collocazione della centrale di sterilizzazione a servizio di tutti i reparti dell’ospedale e la lavanderia centrale del presidio ospedaliero; nel corpo 2 e` prevista la realizzazione degli ambienti destinati alla idrochinesiterapia (piscina); nel  corpo 3 che attualmente ospita la cucina centrale e` previsto invece l’ampliamento della mensa del personale da realizzarsi in una fase successiva;
  2. al piano terra: nel corpo 2, lato sud-ovest, verra` collocato, nell’area dell'attuale laboratorio di analisi, il poliambulatorio dotato di 5 ambulatori di cui 3 chirurgici. L’attuale dipartimento delle immagini rimane sostanzialmente invariato nella sua dotazione di apparecchiature, salvo l’introduzione di una risonanza magnetica da 1,5 Tesla, dotata di tutti gli spazi di servizio e supporto; il corpo 3, a seguito di adeguata ristrutturazione, ospitera` il nuovo Pronto Soccorso Ospedaliero che sara` dotato di un’area separata limitrofa destinata alla gestione delle emergenze di tipo infettivo;
  3. al piano primo: nel corpo 1 e` prevista la collocazione del laboratorio di analisi centrale e del punto prelievi; trovano collocazione inoltre gli uffici della Direzione Sanitaria di Presidio; nel corpo 2 sono invece collocate le aree destinate alla degenza della riabilitazione dotata di 20 posti letto (pl) ; nel corpo 3 e` stato previsto un Day-Hospital con 4 pl collocati nonche´ un reparto di emodialisi con 4 pl di cui uno isolato presente in stanza singola;
  4. al piano secondo: il corpo 1 ospitera`, nell’area attualmente al grezzo, il Blocco Operatorio dotato di due sale operatorie ISO 5 di superficie minima almeno pari a 40 mq; nel corpo 2 saranno collocate le unita` di degenza destinate al reparto di chirurgia generale, dotato di 20 posti letto; nel corpo 3 e` prevista l’area di Terapia Intensiva Postchirurgica (PACU) dotata di n.4 pl, di cui uno in stanza singola e isolata;
  5. al piano terzo: nel corpo 1 dove e` attualmente collocato il reparto di endoscopia, oggetto di recenti lavori e non rientrante nel presente intervento di riqualificazione architettonico-funzionale, non sono previsti lavori; nel corpo 2 e` prevista la collocazione del reparto di degenza di medicina interna dotata di 20 pl; nel corpo 3 e` previsto il reparto di degenza generale con 15 pl, di cui una isolata.

 

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