Data di pubblicazione: 30/11/2025
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Il funzionamento delle Aziende Sanitarie delle Marche nel 2024. Guida alla lettura della valutazione AGENAS

Claudio M. Maffei, Già direttore sanitario INRCA, Ancona

Il funzionamento delle Aziende Sanitarie Territoriali e Ospedaliere delle Marche.  Guida alla lettura della valutazione fatta dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) in base ai dati 2024.

Introduzione

La programmazione e organizzazione dei servizi sanitari regionali ha bisogno di dati. Usiamoli allora, come quelli appena usciti dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) sulle performance 2024 delle Aziende Sanitarie e della Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche e cioè Torrette-Salesi. Vediamo di navigarci e di trarre alcune prime indicazioni. Raccomandazione iniziale: per “spremere” i dati bisogna fare un po’ di fatica e questa guida vuole solo aiutare ad accendere il motore. Poi bisogna farlo salire di giri e tenerlo acceso. Questo è compito di ognuno.

Metodologia generale di valutazione delle performance delle Aziende Sanitarie da parte dell’Agenas

L’Agenas utilizza un sistema di valutazione diverso per le Aziende Sanitarie Territoriali (AST) e quelle Ospedaliere (AO). L’Agenas ha descritto particolarmente bene il sistema di valutazione delle AO, che può essere considerato metodologicamente molto simile a quello usato per le AST. I principi alla base della valutazione sono comunque gli stessi:

E adesso apriamo le pagine del sito dell’Agenas dedicato alla valutazione della performance delle Aziende Sanitarie Territoriali

Partiamo dal sito del portale statistico dell’Agenas, si entra nell’area pubblica e si entra nella sezione dedicata alla performance delle Aziende Sanitarie Territoriali delle varie Regioni e Province. Andiamo a pagina 2 e cerchiamo le nostre Aziende. Prendiamo quella di Ancona scorrendo il menù tendina con tutte le varie AST.

Se ci clicchiamo sopra ci appare una pagina con un grafico a chiocciola che fa vedere come si colloca ad esempio la AST di Ancona nelle 5 dimensioni esplorate: assistenza ospedaliera, sostenibilità economico-patrimoniale, prevenzione, assistenza distrettuale e investimenti. La AST di Ancona prende ad esempio un voto alto per l’assistenza ospedaliera e la sostenibilità economico-patrimoniale, medio per la prevenzione e l’assistenza distrettuale e basso per gli investimenti.

Come sono state valutate le Aziende Sanitarie delle Marche

In linea di massima la valutazione delle AST delle Marche è buona, come si può vedere se si impara un po’ a girare tra i dati. Nessuna AST prende un voto molto basso in una delle dimensioni e la maggioranza dei voti sono tra medio e alto. Poi bisogna entrare nel dettaglio dei singoli indicatori e allora vengono delle indicazioni specifiche su alcune criticità come ad esempio:

Andiamo molto bene invece in tutte le AST quanto all’aggiornamento delle grandi apparecchiature e molto bene e comunque abbastanza bene in tutte le AST quanto a minuti che intercorrono tra la chiamata e l’arrivo del mezzo di soccorso. E poi, dato che bisogna cercare cliccando, come già ricordato, sulla sinistra dove c’è scritto “livelli”, in tutte le AST delle Marche la mortalità sotto i 75 anni dovuta a cause prevenibili è molto bassa e in tutte 5 quella dovuta a cause trattabili è bassa. Insomma, un buon dato davvero.

E adesso l’Azienda Ospedaliera

Per quello che riguarda la performance dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, essa si trova in un’altra sezione del Portale Statistico dell’Agenas. Qui la valutazione si fa su quattro dimensioni: accessibilità, sostenibilità economico-patrimoniale, investimenti e processi organizzativi. L’Azienda prende un voto basso per gli investimenti e un voto medio per le altre dimensioni. Tra i dati negativi pesano i tempi di attesa per i tre interventi di chirurgia oncologica presi in considerazione (per uno siamo al 27esimo peggior posto tra le 28 Aziende Universitarie, per un altro al 21esimo e per un altro ancora al decimo) e dati mediocri come tempi di attesa al Pronto Soccorso (tredicesimo posto). Tra quelli positivi ricordiamo la percentuale di ricoveri in mobilità attiva classificati come di alta complessità e il costo basso per giornata di degenza.

Che uso fare di questi dati?

Vanno studiati e approfonditi tenendo presente che molti indicatori sono discutibili e che altri vanno interpretati con cautela. Conviene comunque partire da quelli che segnalano delle criticità, perché è così che si deve fare. Ne consiglierei un approfondimento ai Consiglieri regionali e a tutti i partiti oltre che a chiunque voglia capirne un po’ più di sanità delle Marche.

Post scriptum. l’INRCA non è stato valutato al pari degli altri Istituti Nazionali di Ricovero e cura a carattere scientifico.

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