Data di pubblicazione: 10/06/2026
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Persone con disabilità. Liste di attesa nei servizi diurni e residenziali. Alcune riflessioni sui dati regionali


Gruppo Solidarietà - Osservatorio Marche, n. 176 del 10 giugno 2026

Premessa

Lo scorso gennaio il Gruppo Solidarietà ha chiesto alla regione Marche di conoscere, con ripartizione distrettuale: a) il numero di persone in lista di attesa nei servizi diurni e residenziali rivolti alle persone con disabilità; b) il numero dei posti attivi.

La richiesta origina dalla necessità di conoscere: -  lo stato della domanda in relazione all’offerta nei diversi territori; -   la strategia programmatoria regionale, in vista dell’emanazione del nuovo Piano di fabbisogno regionale[1].

Nella sua risposta il Dipartimento Salute specificava che: “i dati relativi alla numerosità delle persone in liste di attesa, non sono a disposizione dello scrivente Dipartimento, pertanto la richiesta dovrà essere indirizzata alle Aziende Sanitarie”. Forniva poi il dato dei posti autorizzati al 31.12 2025 (vedi tabelle).

 

Che l’assessorato alla salute e ai servizi sociali non disponesse del dato riferito alle liste di attesa, tanto più nella fase di predisposizione dell’Atto di fabbisogno,  lascia  estremamente perplessi. Come puoi programmare la risposta, se non conosci lo stato della domanda? Avevamo poi chiesto il dato dei posti attivi, e non quello dei posti autorizzati, perché non sempre c’è corrispondenza fra i due, in particolare, ma non solo,  per i servizi diurni (ex CSER). Abbiamo esposto queste considerazioni all’assessore Calcinaro, ma non abbiamo ricevuto riscontro.

Il 9 marzo 2026 abbiamo scritto alle Aziende territoriali. Ad oggi hanno risposto: le AST di Ascoli, Macerata e poi Ancona, dopo un primo sollecito. Nessuna risposta, anche dopo il secondo sollecito, da parte di AST Pesaro/Urbino e Fermo. Le tabelle per singola Azienda sono consultabili nell’allegato pdf (evidenziazioni redazionali).

Alcune prime considerazioni

1) Il dato riguardante le persone in lista d’attesa dovrebbe essere contestualizzato e non considerato sempre in termini assoluti. Infatti la scelta di richiedere un sostegno di tipo abitativo/residenziale ha una correlazione con l’entità dei sostegni domiciliari presenti: intensificando questi ultimi, conseguentemente si ridurrebbe il numero delle richieste.

2) Immaginavamo che il dato richiesto fosse immediatamente reperibile da parte delle Aziende, considerato che il percorso di accesso, in linea generale, ha come riferimento le Unità multidisciplinari disabilità, attive in ogni Distretto. Invece i dati forniti indicano la presenza, in alcuni casi (Centri e  residenze ex legge 20/000, in sostanza gli ex “art. 26/833”), di una lista di “struttura”.  Proviamo a spiegarci meglio: coesistono sia liste basate sul bisogno assistenziale e la sua intensità (e quindi, ad esempio,  si è in attesa di un posto in una "residenza sociosanitaria disabili”), sia liste specifiche, legate ad una singola struttura, anche quando essa non è caratterizzata dalla specificità dei suoi interventi (come nel caso, ad esempio, della Lega del Filo d’oro).

3) Altro aspetto riguarda la presenza di lista di attesa, anche quando i posti convenzionati/convenzionabili, non sono tutti occupati.

4) Nelle Marche l’offerta di “residenzialità permanente” (per ragioni storiche connesse al fatto che molte strutture che accoglievano persone con residenzialità permanente erano Centri di riabilitazione - ex art. 26/833 – e tutti i loro servizi erano interni a questa classificazione) ricomprende anche strutture multimodulari, che erogano attività riabilitative a termine, alcune anche con la stessa tipologia autorizzativa.

5) Per quanto riguarda i Centri diurni (ex CSER), in alcune risposte viene fatta una distinzione tra “gravi e non gravi”, che non ha alcuna riferimento alla condizione. Come noto infatti, la distinzione è di tipo amministrativo, in quanto per ogni CD, con decorrenza gennaio 2015, al massimo di 10 frequentanti sono stati considerati “gravi”; dall’undicesimo in avanti, sono tutti “lievi o non gravi”. La ragione è stata esclusivamente di tipo finanziario: per i primi 10 si è applicata la suddivisione prevista dai LEA (70% sanità; 30% Comune/utente); dall’undicesimo in poi occorreva togliere il riferimento alla “gravità”, così che si riducesse la quota sanitaria; sono stati così inventati i posti socioassistenziali. Per capire meglio, vedi QUI.  

Ma vediamo ora i dati presentati dalle tre Aziende sanitarie, ripartiti per singolo Distretto. Per il dettaglio rimandiamo al file allegato.

1) Ascoli Piceno (due distretti sanitari: Ascoli e San Benedetto del Tronto). Territorio di circa 210.000 abitanti (SBT: ≈102.000; AP: ≈108.000).

Posti attivi e lista di attesa. - CSER (SRDIS2): 180 (178 autorizzati); lista attesa: 5; in previsione altri 10 (se ci sono frequenze part-time, il numero delle persone potrebbe essere superiore al numero dei posti). - Residenza sociosanitaria RSSD (Rd3): 71 (autorizzati, 79); lista attesa totale: 17: 11 per RSSD; 4 per Gruppo Appartamento; 2 per RSR intensiva/estensiva.

2) Macerata (tre distretti sanitari: Civitanova Marche, Macerata, Camerino). Territorio di circa  307.000 abitanti (CM: ≈124.000; MC: ≈135.000; CM: ≈47.000).

L’AST di Macerata ha inviato la tabella allegata. Come si può verificare, viene indicata per ogni singolo servizio (diurno/residenziale), il numero dei posti convenzionati, accompagnato dal numero di persone in lista di attesa. Al ricevimento della comunicazione, abbiamo scritto all’Azienda: “Il numero delle persone in lista, così come rilevate, sono date dalla lista delle singole strutture (nel caso il numero totale potrebbe essere superiore a quello effettivo) o dalle liste distrettuali (UM), nel momento in cui avviano un percorso di “inserimento” diurno o residenziale? Ad esempio nel territorio del Distretto di Camerino non risulterebbe alcuna persona con disabilità in lista di attesa”. L’AST ha così risposto: “i percorsi operativi vengono definiti a livello di Distretto; pertanto si rinvia ai Direttori di Distretto, in indirizzo per conoscenza, per il relativo riscontro. In linea generale – come meglio potranno confermare i Direttori di Distretto – si tratta di percorsi condivisi che prevedono un confronto strutturato tra i servizi sanitari e le strutture coinvolte”. Non abbiamo poi avuto riscontro da parte dei Distretti.

L’analisi dei dati, rende ragione della richiesta di chiarimento. Alcune evidenziazioni.

- Le persone in lista di attesa per tutte le residenze (eccetto Unità speciali) sono 114. L’Istituto Paolo Ricci di Civitanova Marche avrebbe una lista di attesa complessiva di 94 persone (32 per la RSR; 32 per la RSA; 30 per la CoSER) a fronte di un’offerta di 24 posti (10+10+4). Se aggiungiamo gli ulteriori 30 per la Coser Anffas, su Civitanova Marche ci sarebbe una domanda di 124 persone. Un dato impressionante che andrebbe verificato. Nel confronto tra i posti convenzionati ed autorizzati (dati regionali) le maggiori distanze riguardano i posti, ex CoSER/RSA (106/121) ed ex Cser (157/144).

- Servizi diurni: L’offerta complessiva è di 301 (CSER: 157; CDR: 144); la lista è di 47 (CSER: 29; CDR: 18). Anche in questo caso, da evidenziare la situazione di Civitanova con 24 persone in lista (12 ex CSER Anffas e 12 Paolo Ricci). Anche in questo caso, l’approfondimento sarebbe necessario.

3) Ancona (quattro distretti sanitari: Senigallia, Jesi; Fabriano, Ancona). Territorio di circa 480.000 abitanti (Senigallia: ≈79.000; Fabriano: ≈47.000; Jesi: ≈103.000; Ancona: ≈250.000).

Per quanto riguarda i servizi diurni (si vedano, per il dettaglio dettaglio le schede per singolo distretto).

- Ex CSER (SRDis2): Un aspetto da segnalare è che non tutti i posti convenzionati sono occupati e che, nonostante questo, negli stessi territori (eccetto Ancona nord e Ancona centro) ci sia lista di attesa. Posti convenzionati/posti occupati: 323/290 (-33). Si dovrebbe analizzare, a proposito, l’ubicazione dei Centri rispetto al luogo di residenza dei richiedenti. Il maggior numero di persone in lista di attesa è su Ancona: 20 su un totale di 36.

- CDR (SRDis2): Su 76 posti convenzionati, ne risultano occupati 70. In lista ne risultano 12, di cui 10 a Falconara (Fondazione don Gnocchi). Non è presente il dato relativo alla Lega del Filo D’Oro.

Pare evidente che mentre il dato dei servizi ex legge 20/2002 (CSER/COSER) ha un ancoraggio distrettuale attraverso le UM, per gli altri risulta almeno parziale. Ciò risulta con ancora più evidenza analizzando il dato residenziale  (vedi nel dettaglio le tabelle allegate):

- Residenze sociosanitarie disabili (Rd3-ex Coser/RP/RSA): Il rapporto posti convenzionati/ occupati: 212/205 (-7). Per quanto riguarda questo tipo di residenzialità, “governata” da UMEA, viene fatta una distinzione tra richieste urgenti e non urgenti. In totale ci sono 119 persone (62 urgenti e  57 non urgenti).

Da evidenziare la situazione nel distretto di Ancona: 39 urgenti (+ 26 non urgenti)  con tutti i posti saturi. Da segnalare, nei posti di Jesi, la comunità autismo (autorizzata come Coser): 9 posti, occupati 5. Nei fatti su Jesi, l’offerta è di 10 posti con una lista totale di 16, di cui 11 urgenti. Altro aspetto da segnalare è l’entità dell’offerta: Ancona (popolazione circa 250.000) ha un’offerta di 140 posti (e una lista urgente di 39); gli altri 3 Distretti hanno una popolazione complessiva di circa 230.000, con un’offerta di circa la metà dei posti (72) e una lista, urgente, di 23.

La terza tabella, fornita dall’AST di Ancona, riguarda le residenze ex legge 20/2000 (gli ex art. 26/833), che sono per lo più strutture multimodulari e hanno poco presidio pubblico, nonostante, seppur in maniera non esclusiva, l’invio/accesso debba formalmente transitare anche per le Unità multidisciplinari. Nelle 3 Residenze riabilitative estensive (Rd1.2)  i posti convenzionati sono 64. In lista ci sono 18 persone, la maggioranza al Centro Bignamini di Falconara.

Le Unità speciali ricomprendono situazioni molto diverse e non assimilabili. I posti convenzionati sono in totale 130, così suddivisi:

1) Gruppo KOS (comi persistenti e gravi I.R.): totale 30 posti (Loreto/Ancona): lista: 6.

2) Lega Filo d’oro (gravi disabilità psicosensoriali): 80 posti e 140 in lista di attesa (non indicati quanti della nostra Regione).

3) Bignamini/don Gnocchi (gravi disabilità età evolutiva): 10 posti, in lista 7.

Qualche considerazione finale

- I dati forniti restituiscono la complessità di una ricognizione, che tenga conto di tutte le variabili e le renda comprensibili, contestualizzando la domanda nel quadro dell’offerta territoriale di servizi. È chiaro che la riprogrammazione dell’offerta non può prescindere da questa analisi complessiva.

- Non può che destare preoccupazione il mancato monitoraggio di questi dati da parte della Regione; non ci si può non chiedere, sulla base di quale criterio sia possibile impostare un atto di programmazione qual è, il nuovo Atto di fabbisogno.

- La domanda di sostegni è fortemente cambiata negli ultimi anni: le persone e le  famiglie sempre più rifiutano servizi percepiti come luoghi chiusi, siano essi centri diurni o residenziali. La richiesta è quella di servizi aperti, di modelli abitativi di piccole dimensioni e di interventi domiciliari che possano garantire ed assicurare la permanenza presso la propria abitazione.

Richieste che un programmatore attento dovrebbe ben conoscere.

Per approfondire

- Persone con disabilità e non autosufficienza. Non venga meno la possibilità di scelta. Un appello alla giunta regionale

- La programmazione sociosanitaria, Piano di fabbisogno, rilevazione della domanda, le scelte, a monte o a valle, di politica sociale

- TRA DOMANDA E OFFERTA. Persone non autosufficienti nelle Marche. Quante, dove e con quali sostegni

Servizi. Non solo (cambiare) i requisiti ma tematizzare domanda e offerta

- Sulla proposta di fabbisogno. Prima della risposta .. la domanda


[1]Sul tema vedi, Persone con disabilità e non autosufficienza. Non venga meno la possibilità di scelta. Un appello alla giunta regionale e La programmazione sociosanitaria, Piano di fabbisogno, rilevazione della domanda, le scelte, a monte o a valle, di politica sociale.

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