La via marchigiana al taglio d’ufficio delle liste di attesa spiegata bene Claudio Maria Maffei, Già dirigente sanitario regione Marche, 1 marzo 2026 Alcuni giorni fa sono usciti su Il Sole 24 Ore dei dati clamorosamente falsati sulle liste di attesa delle prestazioni ambulatoriali nelle varie Regioni italiane, dati che hanno fatto dichiarare all’Assessore Calcinaro “Siamo una regione virtuosa”. O l’ha detto o glielo hanno fatto dire. Quando in una intervista radiofonica è stato chiesto all’Assessore di commentarli lui ha detto che non ha mai parlato di “Regione virtuosa” e che di quello che verrà spiegato tra poco, e cioè la modalità non corretta di gestione delle liste di attesa da parte della Regione Marche, lui non è ancora consapevole. I dati riportati nell’articolo sono ricavati dalla Piattaforma Nazionale delle liste di attesa curata dalla Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Nazionale (Agenas) e sono relativi all’anno 2025. Prima di vederli bisogna ricordarsi che come il Ministro Schillaci ha ricordato anche di recente le agende di prenotazione vanno chiuse. I dati riguardano le prenotazioni di 8 prestazioni, 4 prime visite e 4 esami strumentali. Le visite sono quella cardiologica, quella dermatologica, quella oculistica e quella ortopedica. Gli esami riguardano la colonscopia totale con endoscopio flessibile, l’ecocolordoppler dei vasi sovraaortici, la gastroscopia – esofagogastroduodenoscopia e la Tac del torace. Per ognuna di queste prestazioni il Sole 24 ore ha estratto i seguenti dati relativi alle prenotazioni: la percentuale di prenotazioni in grave ritardo, i giorni di attesa medi per le prestazioni con codice di priorità B (Breve, da fare entro 10 giorni), i tempi medi di attesa per le prestazioni con codice di priorità P (Programmate, da fare entro 120 giorni) e i tempi medi di attesa per la stessa prestazione in libera professione. Il pozionamento delle Aziende marchigiane Le Aziende delle Marche sono risultate nella classifica molto ben posizionate: per la colonscopia totale con endoscopio flessibile sono risultate ai primi tre posti (gli unici riportati nella classifica del Il Sole 24 Ore) in Italia l’INRCA Marche , l’AST di Pesaro Urbino e l’AST di Macerata, per la gastroscopia -esofagogastroduodenoscopia al secondo e terzo posto sono risultate la AST di Pesaro Urbino e l’AST di Macerata, per la Tac del torace l’AST 1 Pesaro Urbino è risultata al primo posto, per la prima visita cardiologica al primo posto c’è l’INRCA Marche e per la prima visita dermatologica al terzo posto c’è INRCA Marche. In tutti questi casi per le Aziende delle Marche i tempi di attesa medi per una prenotazione con codice B sono inferiori a 10 giorni, per quelle con codice P sono attorno ai 50-80 giorni e comunque molto inferiori ai 120 giorni massimi previsti. In alcune Regioni i tempi sono spesso di centinaia di giorni anche quando la prestazione è stata richiesta con codice di priorità B, e quindi la prenotazione andrebbe garantita entro 10 giorni. Ad esempio al Policlinico di Bari i tempi medi di attesa nel 2025 per una prima visita cardiologica con codice di priorità B sono stati di 125 giorni. Come mai questi dati sono così buoni per le Marche contrariamente alla esperienza quotidiana di tanti cittadini e al fatto che è una delle Regioni in cui è più frequente la rinuncia alle prestazioni ambulatoriali? La spiegazione sta nei dati della Piattaforma Nazionale delle liste di attesa, nel metodo di calcolo del Sole 24 Ore e nella diversa modalità di gestione delle prenotazioni da parte delle varie Regioni. Vediamo innanzitutto i dati presi in considerazione dalla piattaforma: sono i dati relativi alle prenotazioni fatte dai sistemi CUP regionali. Vengono prese per ciascuna prenotazione il dato relativo al codice di priorità, il dato sulla struttura presso cui è stata fatta la prenotazione, il tempo intercorso tra il contatto col CUP e la data della prenotazione. Poi a ogni Azienda sono attribuite tutte le strutture pubbliche e private di competenza e si calcolano i tempi medi intercorsi tra data di accesso al CUP e data di prenotazione. Quindi, tornando agli esempi di casa nostra, all’INRCA Marche l’ottima (davvero) dermatologia garantisce la prima visita dermatologica con codice di priorità B entro 6 giorni e quella con codice di priorità P entro 84 giorni. Davvero un ottimo risultato. Ma forse il risultato marchigiano più sorprendente è quello per le colonscopie, in cui l’esperienza dei cittadini è quasi tragica e i dati dicono che le nostre AST sono le migliori d’Italia. L'inghippo Vediamo adesso dove sta l’inghippo tenendo presente altre due cose: le prestazioni sotto esame sono poche e sono tra quelle cui la Regione Marche sta più attenta a fare bella figura e poi non si parla delle prestazioni con codice D (Differite, che sono le prestazioni più numerose). L’inghippo che ci fa fare involontariamente bella figura sta nel fatto che i dati si riferiscono alle sole prestazioni prenotate e non tengono conto di quelle che il CUP non ha prenotato, che sono tante. Vediamo come funzionano le cose nelle Marche: tu chiami e la prenotazione ti può essere data o meno. Se non c’è posto nelle Agende per la tua classe di priorità se vuoi vieni inserito in una lista di presa in carico. Dopo di che se non vieni richiamato o il CUP non riesce a contattarti la tua prescrizione non si trasforma in prenotazione e si perde e tu esci dai calcoli del Sole 24 Ore e dai dati della piattaforma. In altre Regioni non è evidentemente così e la prenotazione te la danno comunque anche se fa un po’ ridere: quella che dovevi avere entro 10 giorni te la danno anche dopo diversi mesi. Ad esempio in Abruzzo le agende di prenotazione per indicazione della Regione vengono chiuse al 31 dicembre 2030. E infatti i dati di molte loro AST sono, o meglio sembrano, un disastro nella elaborazione del Sole 24 Ore. I dati sulle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali delle Marche vanno dunque interpretati così: se riesci a prenotare i tempi di attesa possono anche essere corti, ma se non riesci a prenotare... scompari. Questo meccanismo spiega perché nelle statistiche ufficiali della Regione (che si possono vedere qui) il tempo di attesa medio per una visita cardiologica con classe di priorità D (tempo massimo di attesa 30 giorni) è stato lo scorso gennaio di 24,42 giorni. Per una visita oculistica con la stessa classe di priorità è andata anche meglio: 23,5 giorni. Ma quanti sono quelli che nelle Marche non riescono ad avere la prenotazione? Tanti, soprattutto per alcune prestazioni come appunto le colonscopie, le Risonanze Magnetiche, le prime visite cardiologiche e le prime visite oculistiche. Il dato medio è di una prescrizione su tre (33%) che non viene fatta subito, con percentuali che si alzano di molto per alcune prestazioni come quelle appena nominate. Che il dato delle prescrizioni perse sia alto ce lo dice una rilevazione ufficiale: il monitoraggio delle Aziende Sanitarie Territoriali italiane che fa l’Agenas. Nei dati più recenti (2024) le AST delle Marche sono tra quelle che riescono a garantire meno una prenotazione delle prime visite specialistiche quando confrontate con quelle di pari dimensioni delle altre Regioni: l’AST di Pesaro Urbino riesce a prenotarne il 64%, quella di Ancona il 66%, quella di Macerata il 55%, quella di Fermo il 54% e quella di Ascoli Piceno il 57%. Proviamo a riassumere. Nelle Marche i dati sulle liste di attesa sembrano molto meglio di come le vivono i cittadini perché si riferiscono a chi riesce a prenotare. Per tutti gli altri (e sono tanti) o paghi o rinunci. Lo sforzo che si sta facendo è apprezzabile, ma non lo si sta facendo nel modo giusto e soprattutto non vendiamo come gioielli preziosi perline colorate come i dati del Sole 24 Ore. P.S. Tra le perline colorate che vengono vendute come gioielli preziosi dall’Assessore Calcinaro ci sono le prestazioni ambulatoriali che la Regione sta facendo fare in meno della metà dei week end dell’anno. Dopo qualche week end di rodaggio siamo arrivati a meno di mille prestazioni per week end che assommeranno a fine anno a 20.000 prestazioni in più. Forse la Regione non sa che nei week end del 2025 sono state prenotate in Italia 1.650.000 prestazioni ambulatoriali. Fate voi. Dell'autore su questo sito vedi anche - Storia di una rete clinica mai nata: la rete oncologica delle Marche - La mobilità passiva delle Marche per i ricoveri è un problema contenuto e vecchio. Spieghiamo perché - Sulle politiche sanitarie nelle Marche .................. LEGGI LA RICHIESTA DI SOSTEGNO del Gruppo Solidarietà Altri materiali in Osservatorio Marche. Vedi anche APPUNTI sulle politiche sociali. Puoi leggere alcuni articoli della rivista. La gran parte del lavoro del Gruppo è realizzato da volontari, ma non tutto. Se questo lavoro ti è utile PUOI SOSTENERLO CON UNA DONAZIONE e CON IL 5 x 1000. Clicca qui per ricevere la nostra newsletter.
