Data di pubblicazione: 03/07/2024
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Assegni di cura e assistenza domiciliare anziani. Piano nazionale non autosufficienza e attuazione regionale


Gruppo Solidarietà - Osservatorio Marche, n. 144 del 3 luglio 2024

Piano e Fondo nazionale non autosufficienze. Assegno di cura e assistenza domiciliare anziani. Alcune considerazioni sulla delibera che definisce criteri e modalità attuative degli interventi.

 

La delibera 848/2024, che definisce i criteri di riparto del FNNA e le modalità attuative degli interventi “assegno di cura” e “assistenza domiciliare” per anziani non autosufficienti, offre l’opportunità per alcune riflessioni riguardanti l’applicazione regionale del Piano nazionale non autosufficienza e l’utilizzo del Fondo nazionale  nella parte non destinata alla disabilità gravissima.

Da dove veniamo

La regione Marche ha utilizzato il Fondo nazionale, non destinato alla disabilità gravissima (DG), per interventi esclusivamente rivolti agli anziani non autosufficienti attraverso due tipologie di sostegni: assegno di cura (AC) e assistenza domiciliare (SAD). L’intero Fondo, fino alla istituzione della quota vincolata per la DG; successivamente per il 50% del finanziamento. Per un dettaglio sull’applicazione regionale del FNNA, dall’istituzione ad oggi, vedi il Quaderno, Piano e Fondo non autosufficienze. L'attuazione regionale.

I fondi sono stati trasferiti agli ATS che potevano destinare ad ognuno dei due interventi una quota non inferiore al 30%. Dagli atti regionali non si evince le modalità di ripartizione del Fondo da parte degli ATS. Nel 2020, secondo i dati regionali sono stati erogati 2.080 AC. Se tutti fossero stati erogati per intero (200 euro/mese x12) la cifra si avvicina a 5 milioni di euro. Nello stesso anno la quota di Fondo destinata alla totalità degli interventi rivolti agli anziani è di poco superiore ai 10 milioni di euro e dunque si può supporre che a livello regionale la ripartizione sia stata al 50%. Sempre nello stesso anno i beneficiari dell’assistenza domiciliare sono stati, 1.537. SAD e AC sono alternativi. Stimando circa 40.000 ultra65 beneficiari di IA che vivono a casa, i beneficiari sono circa il 5%. I fruitori del SAD sarebbero invece intorno al 4% anche se è probabile che tra i beneficiari non tutti siano percettori di IA (che lo siano lo prevede la norma regionale, ma non automaticamente le regolamentazioni comunali). Per un approfondimento più generale degli interventi a sostegno della domiciliarità nelle Marche, vedi: Non autosufficienza. Il sostegno alla domiciliarità nelle politiche delle Marche.

Cosa sappiamo del funzionamento di questi due servizi

Dell’AC abbiamo già detto alcune cose. Va aggiunta la presenza di graduatoria. Se il numero di domande è superiore al numero degli assegni disponibili, chi ha l’ISEE più basso sale in graduatoria (ISEE sociosanitario o ordinario? Ogni Ambito decide come ritiene). Vale però la pena porre l’attenzione sull’entità del trasferimento: 200 euro mese, pari a 6,66 euro giorno. Da pag. 11 a pag. 14 della Dgr si possono leggere le indicazioni e condizioni poste. Si tratta di un “supporto personalizzato nell’ambito del Piano Assistenziale Individualizzato”. Prevista la sottoscrizione del “Patto per l’assistenza nel quale vengono individuati i percorsi assistenziali a carico della famiglia, gli impegni  a carico dei servizi, la qualità di vita da garantire e le conseguenti modalità di utilizzo dell'assegno di cura (…) L’assistente sociale, in collaborazione con le professionalità comprese nell’UVI, garantisce periodicamente momenti programmati di verifica del PAI e di rispetto delle indicazioni riportate nel Patto sottoscritto con i destinatari del contributo al fine di valutare l’efficacia dell’intervento e di verificare la possibilità di eventuali cambiamenti in corso d’opera, in ordine dell’appropriatezza del contributo”. Tutto questo per un sostegno economico che copre molto meno del costo di un’ora di lavoro di un assistente. Il ridicolo … non ci fa paura!

Va ricordata l’impossibilità di poter accedere ad altri tipi di sostegno (vedi SAD). Non pare inutile chiedersi, quale significato abbia il Piano assistenziale (ma su questo torneremo in altra occasione) e la declamata personalizzazione degli interventi   

Del SAD sappiamo invece un po’ meno. La Regione, come detto, ha indicato in circa 1.500 i beneficiari. Non sappiamo in quanti Comuni, per quante ore settimanali e con quali criteri di accesso. I Regolamenti, dovrebbero essere di Ambito. Nella migliore delle ipotesi saranno  23, ma non è da escludere che all’interno degli ATS  ci siano regolamentazioni diverse. E’ importante conoscere quanti sono i Comuni che non erogano questo servizio, nonostante ricevano fondi vincolati per realizzarli da oltre 15 anni. Ad esempio nell’ATS 9 di Jesi nel 2022 non lo erogavano 9 su 21.  Se dovessimo trasferire questo dato a livello regionale avremmo circa il 40% dei Comuni che non lo erogano. La risposta non è facoltativa ma obbligatoria considerato che ricevono fondi con vincolo di destinazione. I cittadini sono informati (per l’AC viene fatto un bando) dell’esistenza di questo servizio? Non hanno richieste? Chiedono compartecipazioni che portano  a non utilizzare il servizio? Vengono erogate così poche ore da renderlo poco utile?

Scoperte e  coincidenze!! Il Piano nazionale intercetta le necessità dei territori

A fronte della situazione descritta, la Dgr 848/2024 ci informa che le cose stanno cambiando. Gli ATS segnalano un aumento di richiesta di servizi con conseguente aumento della quota parte del Fondo destinata al SAD. Il caso vuole che questa necessità emerga in coincidenza con le disposizioni del Piano non autosufficienza che chiede il “graduale passaggio da un sistema basato sui trasferimenti monetari ad un sistema prevalentemente basato sull’erogazione di servizi”. Si ha così l’opportunità, per le annualità 2023 e 14 di incrementare  i fondi destinati al SAD (vedi pag. 16 del delibera).

Chiedere troppo?

A distanza di 15 anni di applicazione del Fondo nazionale (e nelle annualità in cui è stato finanziato di quello regionale) è troppo chiedere un bilancio (esiti!!) rigoroso di questi interventi (insieme agli altri di sostegno alla domiciliarità non finanziati dal Fondo non autosufficienze)? Se e come stanno rispondendo agli obiettivi indicati più di 15 anni fa e ogni anno replicati?

l’AC si è rivelato un piccolo sostegno economico rivolto a persone con “basso ISEE” e percettori di indennità di accompagnamento. Indicare, a fronte di un contributo di 6,666 euro al giorno adempimenti come quelli descritti (sarebbe bello farne una lettura collettiva), non previsti per nessun altro sostegno assimilabile e ben più significativo è penoso.  

Per Il SAD. Si vuole finalmente mettere a disposizione il dato reale del numero dei Comuni che lo erogano, per quante persone, con quale intensità e regolamentazione? Come sono utilizzati i fondi destinati ai Comuni che non erogano questo servizio?

Che siano necessari più servizi, forse era intuibile, da ieri, anche ai non esperti. Vediamo se dopo la constatazione si passa all’effettiva erogazione.

 

Per approfondire

Piano e Fondo non autosufficienze. L'attuazione regionale

Fondo non autosufficienza 2022. La giunta ripristini il fondo regionale 

Sostegno alla domiciliarità e attuazione Piano nazionale non autosufficienza 

Fondo non autosufficienze e LEPS di Processo. I nodi vengono al pettine? 

Non autosufficienza. Sostegno alla domiciliarità nelle politiche delle Marche 

 

3 luglio 2024

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