Data di pubblicazione: 16/02/2026
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Nuove tariffe 2025 nelle residenze protette anziani/demenze. Senza ritiro della delibera si legittimano aumenti insostenibili


Nuove tariffe nelle residenze protette anziani e demenze. Continua il gioco delle parti. Non ancora firmate le convenzioni 2025. Senza il ritiro della delibera dell’agosto 2025 si potranno avere aumenti delle rette dal 42 al 96%

Vedi anche, Residenze protette anziani e demenze. Il "pantano" regionale. Otto mesi dopo la delibera sulle tariffe (20 marzo 2026). 

La questione è nota. Con la scellerata delibera 1403/2025 la regione Marche, con decorrenza 1 luglio 2025, ha aumentato le tariffe per i circa 5.000 posti convenzionati di residenza protetta anziani e demenze. La quota utente potrà passare da un massimo di 49.50 euro/giorno a 70,42 euro (posti anziani non autosufficienti) e 95,34 (posti demenze). L’aumento ha riguardato sia la retta base: da 33€ a 40,57 (+ 21,2%), posto non autosufficienti a 54,48 (+ 62,6%) posto demenze, che potrà essere incrementata  (per prestazioni aggiuntive) fino ad un ulteriore 75%. In totale gli aumenti possono arrivare al 42,26% per i posti non autosufficienti e al 96,61% per quelli per demenza. VEDI ANCHE QUI.


Le prestazioni agguntive a carico degli utenti nelle convenzioni 2024 (le ultime sottoscritte)

AST Macerata. Residenze protette anziani e demenze. Convenzioni 2024 e prestazioni aggiuntive

AST Pesaro-Urbino. Convenzioni 2023-24, residenze protette anziani/demenze e prestazioni aggiuntive

AST Ancona. Residenze protette anziani/demenze. Convenzioni 2023-24 e prestazioni aggiuntive (Det. 181/24)

AST Fermo. Convenzioni 2023/24 e prestazioni aggiuntive residenze protette anziani/demenze (Det. 816/2023) 


Come mai giunti a febbraio 2026 le convenzioni 2025 (dal 1 luglio scattano gli aumenti) non sono state ancora firmate? Evidentemente le trattative in corso nel tavolo tra la Regione, gli enti gestori (ed i sindacati), non riescono a trovare ancora uno sbocco accettabile.

Da una parte la Regione non può rimangiarsi la promessa, ripetuta infinite volte ad agosto scorso, che le rette a carico degli utenti non sarebbero aumentate con l’applicazione della nuova delibera. Dall’altra, gli enti gestori - in particolare quelli che oggi assoggettano quote utenti assimilabili a quelle previste nelle nuove tariffe -  che non sono disposti a rinunciare agli aumenti tariffari ottenuti, che considerano indispensabili per la sostenibilità economica delle loro strutture (tra quota utente/Comune e quota a carico dell’azienda sanitaria, un posto per anziano non autosufficiente può arrivare fino a 111 euro giornalieri (prima max 87,20); un posto demenza, fino a 150, (prima max 100).

Ma, si dovrebbe ricordare che della partita è parte anche un soggetto che non compare e non ha rappresentanza: il residente e con lui i suoi familiari. Ci sarebbero anche i Comuni che hanno capacità di rappresentanza ma, non da ora, sono dimentichi del proprio ruolo (non tanto di enti gestori, quanto di tutela degli interessi e in questo caso dei diritti dei propri cittadini).

La storia degli ultimi 20 anni insegna che in mancanza del principale contraente la quadra in un modo o nell’altro si troverà a danno di quest’ultimo. Quello che non metterà la Regione (quota sanitaria) i gestori lo chiederanno ai residenti (con buona pace degli altri partecipanti al Tavolo).  Anche quando si tratterà di chiedere il pagamento di prestazioni sanitarie e sociosanitarie che devono gravare in tutto o in parte sul fondo sanitario.

Occorre uscirne senza reiterare i comportamenti del passato (permettere di caricare sugli utenti oneri aggiuntivi senza limiti). Il primo passo è la abrogazione/modifica della delibera 1403/2025; poi la immediata definizione della tariffa (e di cosa la compone)  che, come da norma nazionale, deve essere  ripartita al 50% tra quota utente/Comune e quota sanitaria; la contestuale abrogazione della convenzione, scaduta nel 2012 ma ancora utilizzata, che dovrà prevedere la contabilizzazione di prestazioni aggiuntive extra accreditamento riguardanti esclusivamente il confort alberghiero erogate a carico del residente solo su sua specifica richiesta.

Caro Presidente Acquaroli, Caro assessore Calcinaro, la questione non è tecnica, ma politica. Spetta a Voi affrontarla e risolverla in maniera trasparente senza ulteriori danni a carico dei residenti già penalizzati da standard assistenziali, per i più, largamente insufficienti.

Gruppo Solidarietà

16 febbraio 2026


Vedi anche la lettera inviata dal Gruppo Solidarietà il 14 febbraio 2026, alla IV Commissione Consiliare con la richiesta di una seduta dedicata al tema dell'assistenza residenziale.

14 febbraio 2026

  • - Presidente e componenti IV Commissione Consiliare
  •  

Oggetto: Anziani non autosufficienti e servizi residenziali. Richiesta di audizione sul tema con seduta dedicata.

Lo scorso anno, in questo stesso periodo, chiedevamo alla Commissione una seduta dedicata al tema dell’assistenza residenziale rivolta alle persone anziane non autosufficienti comprese quelle con demenze. La richiesta non ebbe seguito. Scrivevamo: “Si tratta di un problema enorme che riguarda molte migliaia di persone insieme alle loro famiglie. Problema che riteniamo necessiti di trovare una sede istituzionale in cui essere affrontato con la presenza di tutti gli attori e rappresentanze (a partire da chi i servizi li riceve e per finire con chi li eroga).”

In questo ultimo anno, purtroppo, il problema si è ulteriormente amplificato. Gli ultimi dati regionali indicano un aumento impressionante delle persone in lista di attesa. Una situazione che necessita di essere affrontata in tutta la sua urgenza. Si tratta di problematiche non nuove che negli ultimi anni, hanno assunto il carattere dell’emergenza. Pensiamo sia responsabilità di ciascuno noi, per il ruolo ricoperto di dare voce alla condizione nella quale vivono molte migliaia di cittadini marchigiani insieme alle loro famiglie.

Il tema delle liste non può essere scisso da altri aspetti qualificanti il sistema di offerta.  Tra questi:

a) il debolissimo sostegno alla domiciliarità;

b) l’offerta assolutamente inadeguata di posti rivolti a persone con demenza;

c) l’inadeguatezza degli standard assistenziali per molti degli utenti ricoverati;

d) la genericità dei criteri di accesso, cui la Regione rimanda da anni la definizione;  

e) l'assenza di riflessione sui modelli di questi servizi;

f) la permanente presenza in posti per autosufficienti di anziani non autosufficienti o con demenza

g) il costo retta sempre più alto (anche nei posti convenzionati) insieme alla costante crescita di ricoveri “paganti”.

Trovare un luogo, riteniamo che la Commissione possa esserlo, nel quale ogni soggetto possa esprimere temi, problemi, proposte, può essere un’occasione importante perché cresca un’attenzione istituzionale che, dal nostro punto di osservazione, deve fare un deciso, rapido salto di qualità.

Confidando nell’accoglienza della presente, si coglie l’occasione per inviare distinti saluti                                                                       

Gruppo Solidarietà

Il 5 marzo il Gruppo Solidarietà è stato audito. 


Per approfondire

Il nuovo capitolo della tristissima vicenda delle tariffe delle residenze protette anziani e demenze

Residenze protette anziani e demenze. I costi e chi li paga. Proviamo a fare chiarezza

La Regione non si ravvede e conferma l'intollerabile aumento delle rette nelle Residenze protette anziani e demenze

- Quaderni Marche,  L’assistenza residenziale anziani dal 2010 ad oggi.

Un "risultato storico"? Gli interventi regionali a sostegno delle residenze e per la riduzione delle rette.

TRA DOMANDA E OFFERTA. Persone non autosufficienti nelle Marche. Quante, dove e con quali sostegni

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