Residenze protette anziani e demenze. Il "pantano" regionale. Otto mesi dopo la delibera sulle tariffe
Gruppo Solidarietà - Osservatorio Marche, n. 172 del 20 marzo 2026
Dopo otto mesi dall’emanazione della dgr 1403/2025 continuano gli effetti a catena di uno sciagurato provvedimento la cui attuazione, ogni giorno che passa, si rivela confusa e contradditoria, ma soprattutto estremamente pericolosa per gli abitanti. Gli effetti continueranno a pagarli i 5.000 residenti nelle strutture “convenzionate” e le loro famiglie.
In questi tre contributi, cui rimandiamo, avevamo analizzato e commentato il provvedimento ed i successivi passaggi.
1) A partire dal contenuti della delibera, Residenze protette anziani e demenze. I costi e chi li paga. Proviamo a fare chiarezza (21.8.2025).
2) Dopo la nota regionale del 25 novembre, il decreto del 15 dicembre e la successiva comunicazione (in questo caso) dell’AST di Ancona dell’11 dicembre 2025. Il nuovo capitolo della tristissima vicenda delle tariffe delle residenze protette anziani e demenze (17.12 2025).
3) A partire dall’impasse del tavolo regionale composto da Regione, rappresentanza enti gestori, sindacati confederali. Nuove tariffe 2025 nelle residenze protette anziani/demenze. Senza ritiro della delibera si legittimano aumenti delle rette dal 42 al 96% (16.2.2026).
Si aggiunge ora un ulteriore capitolo. La circolare (testo nell’allegato pdf, evidenziazioni redazionali) del 6 marzo 2026 inviata ai direttori delle Aziende sanitarie (QUI, analisi dettagliata e commento di Franco Pesaresi, cui rimandiamo).
Ciò che dovrebbe essere esplicativo (come nel caso della circolare) in realtà si traduce nel suo perfetto contrario. Ovvero, in un aumento di confusione cui si aggiunge, come evidenziato da Pesaresi, l’introduzione di indicazioni che non trovano sostegno nei contenuti della, pur pessima, delibera. Non si può non evidenziare come in tutti questi mesi, da parte delle Regione, non si sia fatto un passo avanti per cercare di capire e conoscere un sistema residenziale mai effettivamente presidiato e governato. Negli anni l’unica attenzione regionale, in questo settore, si è concentrata esclusivamente sul controllo della spesa sanitaria.
Un àmbito rispetto al quale il livello dirigenziale ha dimostrato inadeguatezza associata ad una ostinata caparbietà. Basti solo citare il ripescaggio (per via interpretativa) del passaggio che stabilisce nel caso in cui l’ente diminuisca la quota sociale, l’automatica riduzione anche di quella sanitaria, eliminato nella dgr 1403 dopo il parere della IV Commissione. Viene da chiedersi come si concilia il ferreo riferimento alla normativa sui LEA (riparto 50% tra quota sanitaria e sociale) con la possibilità che quest’ultima possa aumentare di un ulteriore 75% e comprendere anche prestazioni sanitarie che competono al servizio sanitario. Sull’applicazione regionale dei LEA sociosanitari, sarà occasione di ritornarci in seguito, anche al fine di vederne la coerenza complessiva. Quello politico, invece, tutto il suo disinteresse. Questa circolare ne è la plastica dimostrazione.
Un vero e proprio pantano dal quale pare evidente l’incapacità dell’amministrazione regionale di uscirne.
Ma veniamo ad alcuni contenuti della circolare esplicativa, ricordando in premessa che con la Dgr 1403 si sono stabiliti aumenti del 21,2% (da 33€ a 40,57) della retta base non autosufficienti; del 62,6% (da 33 a 54,48€) del posto demenze, che potrà essere incrementata (per prestazioni aggiuntive) fino ad un ulteriore 75%. In totale gli aumenti possono arrivare al 42,26% per i posti non autosufficienti e al 96,61% per quelli per demenza.
- Si ribadisce l’indispensabilità dell’accreditamento (vedi la nota, punto 2, dell’AST dell’11 dicembre 2025); con il paradosso che fino alla dgr 1403 per convenzionarsi era sufficiente l’autorizzazione, ora per l’adeguamento tariffario, devi accreditarti. E quindi con le ripercussioni per gli enti gestori. Sul punto vedi l'analisi di Pesaresi. Nei fatti a marzo 2026, siamo fermi alle convenzioni 2024. Ma non sappiamo, rispetto alla quota sociale gli aumenti che sono avvenuti da gennaio 2025 ad oggi. Si specifica poi l’arco temporale entro cui non può aumentare l’onere a carico del residente (si leggano le indicazioni).
- Si danno poi indicazioni con riferimento alle quote aggiuntive a carico degli utenti. In 14 anni (2012-2026) non si è stati capaci di rivedere il contenuto della convenzione; si è consentito, come abbiamo dimostrato, di mettere all’interno dell’allegato A2 di tutto (dall’assistenza religiosa, al servizio civile). Si continua a scrivere che le prestazioni aggiuntive devono essere richieste dal residente; facendo finta di non sapere che le residenze presentano un pacchetto predefinito: prendere o lasciare. Ora si ritorna sulla questione, sempre in assenza di modifica della convezione, cercando, con qualche escamotage di contenere i costi a carico degli utenti. “Nella fase antecedente alla sottoscrizione della convenzione, le AA.SS.TT. dovranno verificare la congruità delle prestazioni aggiuntive attualmente previste dagli Allegati A2. In particolare tali prestazioni devono essere esclusivamente riconducibili a servizi aggiuntivi prestati a favore degli utenti e devono ricomprendere esclusivamente prestazioni extra accreditamento esplicitamente richieste e/o accettate da ogni singolo ospite, non potendo, in alcun modo essere previste in modo generalizzato. Tali prestazioni dovranno essere univocamente associate alle relative singole voci di costo. Eventuali incrementi del valore delle summenzionate prestazioni aggiuntive dovranno necessariamente corrispondere un miglioramento, in misura proporzionale e in termini sia qualitativi che quantitativi, dei servizi offerti dalle strutture eroganti e sottoscriventi la nuova convenzione.
Non si capisce se si vuole coltivare (si ha qualche dubbio) un’ingenua illusione o cullarsi nella convinzione che basti continuare a scrivere e ripetere indicazioni o prescrizioni perché queste diventino tali. Il tutto nel disinteresse più assoluto circa gli esiti. In questi 15 anni chi (Regione/Aziende) si è mai preso la briga di analizare il contenuto delle convenzioni? In fase di sottoscrizione le Aziende. Come verifica e controllo la Regione.
Nei file pdf allegati chi vuole può verificare per le 4 Province di cosa si compongono le prestazioni aggiuntive a carico degli utenti[1].
AST Macerata. Residenze protette anziani e demenze. Convenzioni 2024 e prestazioni aggiuntive
AST Pesaro-Urbino. Convenzioni 2023-24, residenze protette anziani/demenze e prestazioni aggiuntive
AST Ancona. Residenze protette anziani/demenze. Convenzioni 2023-24 e prestazioni aggiuntive
AST Fermo. Convenzioni 2023/24 e prestazioni aggiuntive residenze protette anziani/demenze
- Non sembrerebbe, infine, che ci sia nulla da interpretare, nonostante l’assoluta gravità della situazione, riguardo la situazione dei posti convenzionati per demenza (da non confondere con le persone con demenza ricoverate che sono il 41% dei residenti). Sono circa 600. Per questi, la quota base giornaliera dall’1.7.25 passa da 33 a 54.48. Non è vero come affermato che con la DGR 1950/2023 si fosse stabilito che quota utente fosse pari a quella sanitaria (50,63). Basti, per la verifica, consultare le convenzioni 2024. A questo stratosferico aumento se ne potrà aggiungere un ulteriore 75%. Si può dunque arrivare ad oltre il 96%. Ma questa è solo una parte, non marginale, del problema. L’altra, è che si può stimare che circa 240 persone siano “collocate” in posti “convenzionati demenza” in anonimato, ma non ricevano alcun servizio dedicato (Vedi: Persone con demenza nelle residenze. Quante, dove, con quale assistenza). Come la mettiamo con queste persone? Automaticamente pagheranno molto di più senza ricevere un servizio corrispondente. Una discreta porzione invece di chi lo riceve si vedrà addebitata in automatico una quota “base” (54,48 giorno) ben più alta cui si aggiungeranno le prestazioni aggiuntive extra accreditamento. Vogliamo continuare, anche qui, a far finta di niente?
Giunti fin qui è possibile ipotizzare che … solo un giudice ci può salvare.
[1] Ci ripromettiamo di analizzare con più dettaglio le quote utenti (e la loro composizione) riportate nelle convenzioni 2024 e verificarne gli impatti sugli aumenti “base” e sulle prestazioni aggiuntive.
Per approfondire
- Residenze protette anziani e demenze. I costi e chi li paga. Proviamo a fare chiarezza
- Quaderni Marche, L’assistenza residenziale anziani dal 2010 ad oggi.
- TRA DOMANDA E OFFERTA. Persone non autosufficienti nelle Marche. Quante, dove e con quali sostegni
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