Data di pubblicazione: 20/03/2026
Numero accessi: 496

indietro

Residenze protette anziani e demenze. Il "pantano" regionale. Otto mesi dopo la delibera sulle tariffe


Gruppo Solidarietà - Osservatorio Marche, n. 172 del 20 marzo 2026 (in data 21 marzo sono stati corretti alcuni refusi e integrati alcuni passaggi ai fini di una migliore comprensione). 

Dopo otto mesi dall’emanazione della dgr 1403/2025, continuano gli effetti a catena di uno sciagurato  provvedimento la cui attuazione, ogni giorno che passa, si rivela confusa e contradditoria, ma soprattutto estremamente pericolosa per gli abitanti. Gli effetti continueranno a pagarli i 5.000 residenti nelle strutture “convenzionate” e le loro famiglie.

In questi tre contributi, cui rimandiamo, avevamo analizzato e commentato il provvedimento ed i successivi passaggi.

1) A partire dal contenuti della delibera,  Residenze protette anziani e demenze. I costi e chi li paga. Proviamo a fare chiarezza (21.8.2025).

2) Dopo la nota regionale del 25 novembre, il decreto del 15 dicembre e la successiva comunicazione (in questo caso) dell’AST di Ancona dell’11 dicembre 2025.  Il nuovo capitolo della tristissima vicenda delle tariffe delle residenze protette anziani e demenze (17.12 2025).

3) A partire dall’impasse del tavolo regionale composto da Regione, rappresentanza enti gestori, sindacati confederali. Nuove tariffe 2025 nelle residenze protette anziani/demenze. Senza ritiro della delibera si legittimano aumenti delle rette dal 42 al 96% (16.2.2026).

Si aggiunge ora un ulteriore capitolo. La circolare (testo nell’allegato pdf, evidenziazioni redazionali) del 6 marzo 2026 inviata ai direttori delle Aziende sanitarie (QUI, analisi dettagliata e commento di Franco Pesaresi).  

Ciò che dovrebbe essere esplicativo (come nel caso della circolare) in realtà si traduce nel suo perfetto contrario. Ovvero, in un aumento di confusione cui si aggiunge l’introduzione di indicazioni che non trovano sostegno nei contenuti della, pur pessima, delibera. Non si può non evidenziare come in tutti questi mesi, da parte delle Regione, non si sia fatto un passo avanti per cercare di capire e conoscere un sistema residenziale mai effettivamente presidiato e governato. Negli anni l’unica attenzione regionale, in questo settore, si è concentrata esclusivamente sul controllo della spesa sanitaria (non fisso la tariffa, sottostimo la quota sanitaria e permetto agli enti gestori di caricare sulla quota sociale, che quasi sempre paga l'utente e la sua famiglia ulteriori prestazioni aggiuntive). Per un approfondimento vedi: L’assistenza residenziale anziani dal 2010 ad oggi.

Un àmbito rispetto al quale il livello dirigenziale ha dimostrato inadeguatezza associata ad una ostinata caparbietà. Basti solo citare il ripescaggio (per via interpretativa) del  passaggio che stabilisce nel caso in cui l’ente non allinei la quota sociale a quella sanitaria, l’automatica riduzione anche di quella sanitaria. Tale indicazione era stata eliminata nella dgr 1403 dopo il parere della IV Commissione che ne aveva chiesto la cancellazione. Viene da chiedersi come si concilia il ferreo riferimento alla normativa sui LEA (riparto 50% tra quota sanitaria e sociale) con la possibilità che quest’ultima possa aumentare di un ulteriore 75% e comprendere anche prestazioni sanitarie che competono al servizio sanitario. Sull’applicazione regionale dei LEA sociosanitari, sarà occasione di ritornarci in seguito, anche al fine di vederne la coerenza complessiva. Quello politico, invece, tutto il suo disinteresse. Forse, nella convinzione che si sia in presenza di "tecnicalità". Questa circolare ne è la plastica dimostrazione.

Un vero e proprio pantano dal quale pare evidente l’incapacità dell’amministrazione regionale di uscirne.

Ma veniamo ad alcuni contenuti della circolare esplicativa, ricordando in premessa che con la Dgr 1403 si sono stabiliti aumenti del 21,2% (da 33€ a 40,57) della retta base non autosufficienti; del 62,6% (da 33 a 54,48€) del posto demenze, che potrà essere incrementata  (per prestazioni aggiuntive) fino ad un ulteriore 75%. In totale gli aumenti possono arrivare al 42,26% per i posti non autosufficienti e al 96,61% per quelli per demenza. Per capitre meglio vedi QUI

- Si ribadisce l’indispensabilità dell’accreditamento per poter ricevere l'adeguamento tariffario (vedi la nota, punto 2, dell’AST dell’11 dicembre 2025); con il paradosso che fino alla dgr 1403 per convenzionarsi era sufficiente l’autorizzazione, ora per l’adeguamento tariffario, devi accreditarti. Ciò, conseguentemente mette in difficoltà gli enti gestori. Sul punto vedi l'analisi di Pesaresi.  Nei fatti a marzo 2026, siamo fermi alle convenzioni 2024. Ma non sappiamo, rispetto alla quota sociale gli aumenti che sono avvenuti da gennaio 2025 ad oggi. La circolare, specifica poi l’arco temporale entro cui non può aumentare l’onere a carico del residente: "La sospensione annuale dell’incremento degli oneri complessivamente sostenuti dal cittadino decorrerà dalla data di presentazione dell’istanza di autorizzazione; se la struttura è in possesso dell’accreditamento istituzionale o l’istanza è  stata presentata in data antecedente alla DGR 1403/2025, la decorrenza sarà dal 1 luglio 2025. In ogni caso, le strutture che hanno presentato l’istanza di autorizzazione successivamente al 1 luglio 2025, non potranno incrementare gli oneri complessivamente sostenuti dal cittadino nel periodo ricompreso tra il 1 luglio 2025 e la data di presentazione della predetta istanza." Se la "quota base" stabilità dalla dgr 1403 è superiore alla somma della precedente quota base più aggiuntiva, come è possibile che non auemnti la quota a carico del residente?

- Si danno poi indicazioni con riferimento alle quote aggiuntive a carico degli utenti. In 14 anni (2012-2026) non si è stati capaci (o meglio non si è voluto) di rivedere il contenuto della convenzione; si è consentito, come abbiamo dimostrato,  di mettere all’interno dell’allegato A2 di tutto (dall’assistenza religiosa, al servizio civile). Si continua a scrivere che le prestazioni aggiuntive devono essere richieste dal residente; facendo finta di non sapere che le residenze presentano un pacchetto predefinito: prendere o lasciare. Ora si ritorna sulla questione, sempre in assenza di modifica della convezione, cercando, con qualche escamotage di contenere i costi a carico degli utenti.  “Nella fase antecedente alla sottoscrizione della convenzione, le AA.SS.TT. dovranno verificare la congruità delle prestazioni aggiuntive attualmente previste dagli Allegati A2. In particolare tali prestazioni devono essere esclusivamente riconducibili a servizi aggiuntivi prestati a favore degli utenti e devono ricomprendere esclusivamente prestazioni extra accreditamento esplicitamente richieste e/o accettate da ogni singolo ospite, non potendo, in alcun modo essere previste in modo generalizzato. Tali prestazioni dovranno essere univocamente associate alle relative singole voci di costo. Eventuali incrementi del valore delle summenzionate prestazioni aggiuntive dovranno necessariamente corrispondere un miglioramento, in misura proporzionale e in termini sia qualitativi che quantitativi, dei servizi offerti dalle strutture eroganti e sottoscriventi la nuova convenzione."  Anche qui: cosa potrà ostacolare l'ente gestore a trasfeirire all'interno dell'allegato A2 costi generali, precedentemnete ammessi, a servizi aggiuntivi a carico degli utenti. Non si capisce se si vuole coltivare (si ha qualche dubbio)  un’ingenua illusione o cullarsi nella convinzione che basti continuare a scrivere e ripetere indicazioni o prescrizioni perché queste diventino tali. Il tutto nel disinteresse più assoluto circa gli esiti. In questi 15 anni chi (Regione/Aziende) si è mai preso la briga di analizare il contenuto delle convenzioni? Nè Regione, nè Aziende sanitarie lo hanno mai fatto; neanche a seguito di nostre segnalazioni nelle quali evidenziavamo le prestazioni inserite tra quelle aggiuntive a pagamento. Mai,  fase di sottoscrizione le Aziende. Mai in sede di verifica e controllo la Regione. È diventato un trastullo aggiungere ulteriori indicazioni in termini di analisi, verifica e controllo per poi non darne mai seguito. Fino al provvedimento successivo nel quale si reiterano le indicazioni e se ne aggiungono di altre. Si veda la questione delle liste di attesa. La dgr 1729/2010, stabilisce che devono essere istituite a livello di Distretto. Nella dgr 1403 dopo 15 anni si richiede alle Aziende sanitarie di ... istituire le liste di attesa di Distretto. Per un dettaglio vedi QUI e QUI


Nei file pdf allegati chi vuole può verificare per le 4 Province di cosa si compongono le prestazioni aggiuntive a carico degli utenti[1].

AST Macerata. Residenze protette anziani e demenze. Convenzioni 2024 e prestazioni aggiuntive

AST Pesaro-Urbino. Convenzioni 2023-24, residenze protette anziani/demenze e prestazioni aggiuntive

AST Ancona. Residenze protette anziani/demenze. Convenzioni 2023-24 e prestazioni aggiuntive

AST Fermo. Convenzioni 2023/24 e prestazioni aggiuntive residenze protette anziani/demenze 


- Non sembrerebbe, infine, che ci sia nulla da interpretare, nonostante l’assoluta gravità della situazione, riguardo la situazione dei posti convenzionati per demenza (da non confondere con le persone con demenza ricoverate che sono il 41% dei residenti). Sono circa 600. Per questi, la quota base giornaliera dall’1.7.25 passa da 33 a 54.48. Non è vero, come affermano i documenti regionali, che con la DGR 1950/2023 si sia stabilito che la quota utente fosse  pari a quella sanitaria (50,63). Basti, per la verifica, consultare le convenzioni 2024. A questo stratosferico aumento se ne potrà aggiungere un ulteriore 75%. Si può dunque arrivare ad oltre il 96%. Ma questa è solo una parte, non marginale, del problema. L’altra, è che si può stimare che circa 240 persone siano “collocate” in posti “convenzionati demenza” in anonimato, senza ricevere alcun servizio dedicato (vedi: Persone con demenza nelle residenze. Quante, dove, con quale assistenza). Come la mettiamo con queste persone? Automaticamente pagheranno molto di più senza ricevere un servizio corrispondente. Una discreta porzione invece di chi lo riceve si vedrà addebitata in automatico una quota “base” (54,48 giorno) ben più alta cui si aggiungeranno le prestazioni aggiuntive extra accreditamento. Vogliamo continuare, anche qui, a far finta di niente?

Giunti a questo punto è possibile, tristemente, ipotizzare che … solo un giudice ci può salvare.


Scarica il file PDF

Adempimenti legge 4 agosto 2017, n. 124


Il nostro Bilancio


60030 Moie di Maiolati (AN), via Fornace, 23


(+39) 0731 703327


grusol@grusol.it

Il materiale elaborato dal Gruppo Solidarietà presente nel sito può essere ripreso a condizione che si citi la fonte

-


IBAN IT90 V050 1802 6000 0002 0000 359 (Banca Etica)


Iscrizione al RUNTS, decreto n. 212 del 14/09/2022