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Raccolta delle principali normative nazionali
pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale a partire dal 15 dicembre 1999
e delle principali normative della regione Marche pubblicate
nel Bollettino Ufficiale a partire dal 15 dicembre 1999
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REGIONALE (Marche)
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D.G.R. n. 899 del 18 luglio 2005, Progetti relativi al Piano Nazionale della Prevenzione 2005 – 2007 (intesa Stato, Regioni, Province autonome – 23 marzo 2005). Linee operative per la presentazione dei Piani Regionali. Revoca e sostituzione della DGR 837 del 30.06.05 (BUR n. 69 del 02.08.2005) Il provvedimento definisce le modalità per la presentazione (entro il 30 giugno) dei progetti in applicazione del Piano Nazionale della Prevenzione e il Controllo delle malattie per il biennio 2005 – 2007. A tal fine sono predisposte attività di prevenzione relative a: screening oncologici (cancro cervice, seno, colon – retto), vaccinazioni, introduzione della carta del rischio vascolare, tecniche di gestione integrata del diabete, interventi sull’obesità, prevenzione delle ricadute degli eventi cardiovascolari maggiori, prevenzione degli incidenti. Si precisa che le attività di prevenzione rivolte alla comunità afferiscono a Dipartimenti di Prevenzione (operanti in ogni Zona Territoriale), mentre le iniziative di prevenzione rivolte alla persona – con il coinvolgimento del medico di medicina generale – afferiscono ai distretti. |
DGR n. 857 del 11 luglio 2005, Quadro attuativo della L.R. 16 aprile 2003, n. 5 – Provvedimenti per favorire lo sviluppo della cooperazione (BUR n. 67 del 22.07.2005) La delibera predispone il quadro attuativo per l’anno 2005 riguardo i provvedimenti per favorire lo sviluppo della cooperazione, al fine di definire le modalità e i criteri per la concessione delle agevolazioni previste dalla legge, i limiti massimi dei relativi importi (riduzione degli importi massimi concedibili per permettere il finanziamento del maggior numero di cooperative, considerata la limitatezza delle risorse e l’alto numero delle richieste), la percentuale di ripartizione del Fondo per la capitalizzazione. Sono inoltre programmate iniziative di informazione e promozione per favorire la crescita qualitativa, la diffusione e la valorizzazione della cooperazione marchigiana (aggiornamento del sito www.cooperazione.marche.it). Queste le iniziative principali individuate nel quadro attuativo: - capitalizzazione delle cooperative e loro consorzi (concessione di prestiti senza interessi a fronte del capitale sociale versato o incrementato), - contributi a favore degli investimenti (contratti di mutuo e di locazione finanziaria, investimenti innovativi), - sostegno alla nascita di nuove cooperative (si intendono quelle costituite a partire dal 1 gennaio dell’anno antecedente alla data di pubblicazione dell’atto), - interventi sperimentali per lo sviluppo locale, - sostegno ai consorzi di garanzia collettiva fidi regionali e sostegno all’attività di sviluppo della cooperazione. Per ogni tipologia di intervento vengono presentati in allegato lo schema di domanda e i criteri per l’assegnazione dei contributi. Il finanziamento previsto per il 2005 è pari a euro 396.826,76 per la spesa corrente e euro 1.416.688,76 per la spesa di investimento. |
DGR n. 866 del 11 luglio 2005, Nuovo ricettario del S.S.N. – Indicazioni per l’adeguamento alla codifica nazionale delle condizioni di esenzione dalla partecipazione di spesa (BUR n. 67 del 22.07.2005) La delibera stabilisce le condizioni di esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria previste per l’adeguamento al nuovo ricettario del S.S.N.. Uno schema riassuntivo, in allegato al provvedimento, fornisce le istruzioni al medico prescrittore per l’attribuzione nella ricetta del codice che identifica la tipologia di esenzione, suddivisa in due principali: – esenzione per patologia o per stato (patologie croniche o invalidanti, malattie rare, – esenzione per reddito (con necessità della firma autocertificante dell’assistito). Si precisa che i Direttori delle Zone Territoriali dell’A.S.U.R. devono fornire ai medici prescrittori le informazioni necessarie per l’utilizzo delle modalità di codifica e devono provvedere, entro il 31 dicembre 2005, alla sostituzione degli attestati di esenzione. |
DGR n. 815 del 27 giugno 2005, L.R. n. 13/2003 art. 4, comma 8 – “Verifica dei risultati conseguiti e valutazione dei Direttori delle Zone Territoriali dell’ASUR e dei Direttori dei Presidi di Alta Specializzazione G.M. Lancisi e G. Salesi di Ancona” – attuazione Dgr 740/2004 (BUR n. 65 del 19.07.2005 Il provvedimento prevede l’approvazione della relazione del Gruppo di lavoro costituito per la valutazione dei Direttori delle Zone territoriali e dei Direttori dei Presidi di alta specializzazione Salesi e Lancisi - d’intesa con i Direttori Generali delle Zone territoriali e dei Direttori dei Presidi di alta specializzazione -. Al fine di realizzare un sistema di valutazione “completo” dell’azione dei Direttori di zona e di Presidio ad Alta specializzazione, il Gruppo di lavoro ha individuato due aree principali di valutazione: - i comportamenti organizzativi e – i risultati raggiunti, precisando che il rispetto del budget assegnato, vale a dire i costi esplicitamente attribuiti alla responsabilità dei Direttori - costituisce un obbligo fondamentale e rappresenta un elemento essenziale nella valutazione. Il documento presenta uno schema riassuntivo della metodologia di redistribuzione proporzionale dei punteggi (rispetto del budget economico 45 punti, rispetto degli obiettivi di attività/consumi 55 punti) e dei parametri oggettivamente perseguibili e misurabili. |
D.G.R. n. 789 del 27 giugno 2005, Legge regionale 24 luglio 2002, n. 11: “Sistema integrato per le politiche di sicurezza e di educazione alla legalità”. Linee guida per lo svolgimento delle attività e degli interventi previsti per l’anno 2005. U.P.B. 10606 (BUR n. 65 del 19.07.2005) La delibera stabilisce principi e linee generali per orientare il lavoro delle strutture regionali preposte all’attuazione degli interventi relativi alle politiche di sicurezza e di educazione alla legalità. Vengono individuati tre principali attività: attività di ricerca – indagine relativa al fenomeno della vittimizzazione e monitoraggio dei sistemi di videosorveglianza utilizzati dagli Enti Locali; attività di documentazione – realizzazione del 4° compendio statistico relativo alla criminalità nella Regione Marche; attività di comunicazione e di informazione – implementazione del sito web “marchesicure”, organizzazione di seminari, convegni . . .. Sono previsti interventi in collaborazione con il Ministero dell’Interno in materia di sicurezza locale e politiche di sicurezza per favorire lo scambio di conoscenze e informazioni sui fenomeni criminali e corsi di aggiornamento professionale congiunto tra le Forze di Polizia e quelle dei corpi e dei Servizi di Polizia Locale. Viene inoltre disposto il sostegno alla progettazione degli enti locali e il coordinamento delle iniziative per la promozione nelle scuole della cultura della legalità e lo sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata, la mafia e i poteri occulti. Il finanziamento regionale previsto è pari a 250.226,72 €. |
D.G.R. n. 56 del 22 giugno 2005, Interventi per favorire l’inclusione sociale di soggetti affetti da disturbi mentali e per il sostegno delle loro famiglie – Prosecuzione Servizi di Sollievo – Criteri e modalità per la valutazione dei progetti e l’assegnazione delle risorse (BUR n. 56 del 22.06.2005) Con questo provvedimento vengono definiti i criteri di valutazione e di assegnazione dei finanziamenti per interventi volti a favorire l’inclusione sociale di soggetti affetti da disturbi mentali e per il sostegno alle loro famiglie, attraverso l’attivazione o la prosecuzione del “Servizio di Sollievo”. Possono accedere al contributo regionale i Comuni che fanno parte degli Ambiti Territoriali sociali; si precisa inoltre, che l’approvazione dei progetti è subordinata alla presenza di protocolli d’intesa sottoscritti tra i Comuni degli Ambiti Territoriali Sociali, le Zone Territoriali dell’ASUR, (tramite i DSM) e i distretti sanitari, nonché altre istituzioni pubbliche. Vengono descritti tipologia, finalità ed obietti del servizio, precisando che gli interventi – inquadrati nel novero dei servizi per la famiglia - devono prevedere percorsi progettuali per il miglioramento complessivo delle autonomie familiari e del soggetto affetto da disturbi mentali, all’interno della famiglia stessa e aperti al territorio, attraverso il collegamento con una rete di servizi diversi (sociali, sanitari, lavorativi, ricreativi) al fine di costituire un sistema territoriale preventivo di accoglienza e presa in carico delle problematiche delle famiglie con realtà quotidiane complesse. Tra i criteri indicati ai fini dell’accesso al finanziamento si prevede anche: il coinvolgimento delle famiglie, dei Comuni, Comunità Montane e Province, delle associazioni di familiari o gruppi di famiglie, delle cooperative sociali di tipo B e aziende private e l’individuazione di personale specializzato (coordinatore ed educatori). I progetti devono essere inoltrati dai Comuni capofila entro il 20 giugno 2005 all'amministrazione provinciale di riferimento che provvede a presentare alla Regione quelli meglio rispondenti ai criteri stabiliti; la Regione valuta i progetti entro il 31 luglio 2005. Il finanziamento complessivo è di € 750.000,00 e viene assegnato alle amministrazioni provinciali, ripartendolo secondo le progettazioni presentate. |
D.G.R. n. 722 del 13 giugno 2005, Rinnovo dello schema di Accordo Territoriale, approvato con DGR n. 1183/2004, tra la Regione Marche e l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, per la realizzazione, nell’anno scolastico e formativo 2005 – 2006, di un’offerta formativa sperimentale di istruzione e di formazione professionale, in conformità con l’Accordo Quadro, sancito in sede di Conferenza Unificata il 19 giugno 2003 (BUR n. 60 del 01.07.2005). La delibera sancisce il rinnovo dello schema di Accordo Territoriale tra la Regione Marche e l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, per la realizzazione, nell’anno scolastico e formativo 2005/2006 per la realizzazione in tutto il territorio regionale di un’offerta formativa integrata sperimentale di istruzione scolastica e formazione professionale, rivolta ai giovani che abbiano concluso il primo ciclo di studi e non intendano proseguire il proprio itinerario formativo; I percorsi devono essere finalizzati a garantire il diritto all’istruzione e alla formazione, allo scopo di prevenire e contrastare i fenomeni della dispersione scolastica e degli insuccessi e di potenziare le capacità di scelta dei giovani e l’acquisizione delle competenze di base e tecnico professionali – favorendo lo sviluppo personale di ciascuno e valorizzandone le caratteristiche -. L’Accordo stabilisce le modalità di attuazione – settori d’intervento, soggetti partecipanti (Istituzioni Scolastiche e Centri per l’Impiego e per la Formazione Professionale delle Province) - e precisa le tipologie dell’offerta formativa, definendo gli aspetti fondamentali dei percorsi sperimentali: integrazione fra i sistemi, circolazione delle esperienze, metodologie didattiche per l’orientamento (visite guidate, simulazione di impresa, osservazione in ambito lavorativo), tutoraggio (sostegno all’insegnamento, azione orientativa, predisposizione del libretto del lavoro). La Regione Marche ha istituito un Comitato regionale per l’Offerta formativa Integrata per fornire linee di indirizzo, monitorare, valutare la realizzazione dei percorsi sperimentali triennali. |
D.G.R. n. 664 del 30 maggio 2005, L.R. 38/96 – art. 46, comma 4 – Programma degli interventi per il diritto allo studio universitario nella Regione Marche per l’anno accademico 2005/2006 (BUR n. 55 del 17.06.2005) La delibera stabilisce gli obiettivi che la Regione intende perseguire con la realizzazione del Programma annuale per garantire l’uniformità di trattamento per il Diritto agli Studi Universitari. Gli interventi sono destinati a: - assicurare la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l’uguaglianza nell’accesso agli studi universitari (per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più elevati degli studi); - garantire l’uniformità su tutto il territorio marchigiano del trattamento per l’attribuzione dei benefici in materia di diritto agli studi universitari; - realizzare un’integrazione tra i sistemi e le procedure per la concessione dei benefici erogati dagli ERSU e dalle rispettive Università e Istituzioni per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, per un’economia di spesa; - perseguire una graduale riqualificazione della spesa del Diritto allo Studio Universitario, attraverso una più efficiente gestione dei servizi destinati agli studenti. Il Programma definisce: i servizi e gli interventi concessi, i corsi di studio per i quali sono concessi i benefici, le procedure di selezione dei beneficiari (con la distinzione tra gli studenti iscritti al primo anno e quelli iscritti agli anni successivi), i criteri per la determinazione delle condizioni economiche dello studente (sulla base dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e per la determinazione del merito (anche in questo caso vengono distinti i requisiti di merito che devono aver acquisito gli studenti iscritti al primo anno e quelli iscritti agli anni successivi), gli indirizzi per la graduale riqualificazione della spesa Tariffe e servizi mensa e alloggio, gli interventi a favore degli studenti stranieri non appartenenti all’Unione Europea, a favore degli studenti in situazione di handicap. Vengono infine definiti i criteri per l’assegnazione degli stanziamenti statali e regionali (fondo regionale per le borse di studio e prestiti d’onore, fondo integrativo statale erogabili agli ERSU e fondo Regionale per le spese generali e per gli investimenti a favore degli ERSU). |
D.G.R. n. 638 del 23.05.2005, Recepimento accordo Stato – Regioni del 6 febbraio 2003 relativo alla definizione di alcune modalità applicative degli articoli: 3 comma 1, 4 comma 1, 7 comma 2 dell’atto di indirizzo e coordinamento approvato con D.P.C.M. 1/12/2000, per il rimborso delle spese di soggiorno per cure dei soggetti portatori di handicap in centri all’estero di specializzazione – Revoca deliberazione di G.R. n. 1881 del 29.10.2002 (BUR n. 53 del 10.06.2005) Con questo provvedimento la Regione Marche stabilisce di recepire l’accordo sancito (nel 6 febbraio 2003) tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano relativo alle modalità di rimborso delle spese di soggiorno per cure dei soggetti portatori di handicap in centri all’estero di elevata specializzazione. In base a tale accordo (allegato alla delibera), le Regioni riconoscono ai soggetti portatori di handicap il concorso alle spese di cura all’estero sulla base della situazione economica del nucleo familiare di appartenenza; - un concorso pari al 100 % della spesa rimasta a carico, qualora si tratti di un nucleo familiare per il quale l’indicatore della situazione economica (ISEE) sia inferiore ad Euro 8.000,00; - un concorso pari all’80 % della spesa rimasta a carico, qualora si tratti di un nucleo familiare per il quale l’ISEE sia compreso tra 8.000,00 e 13.000,00 Euro; - un concorso pari all’80% delle spese di soggiorno, qualora si tratti di un nucleo familiare per il quale l’indicatore ISEE sia superiore a 13.000,00 Euro. L’accordo precisa che tale provvedimento si riferisce a soggetti autorizzati al ricovero all’estero per cure di neuroriabilitazione presso centri di elevata specializzazione e che dal rimborso delle spese già sostenute sono esclusi gli interessi e la rivalutazione monetaria. |
DGR n. 414 del 22 marzo 2005, Protocollo d’intesa tra la Regione Marche e l’Istituto Regionale di Ricerca Educativa per le Marche relativo ai rapporti di collaborazione per costruire il sistema integrato di istruzione e formazione (BUR n. 33 del 11.04.2005) Il provvedimento definisce criteri di collaborazione tra la Regione Marche e l’IRRE (Istituti Regionali di Ricerca Educativa) per la realizzazione di un processo di integrazione delle rispettive competenze nell’attuazione di progetti – di carattere conoscitivo e culturale – connessi allo sviluppo del sistema integrato scolastico e formativo. La delibera precisa che l’intesa prevede la programmazione di progetti concernenti le seguenti tematiche : - supporto all’autonomia delle istituzioni scolastiche; - orientamento scolastico / professionale (diffusione della cultura e della pratica dell’orientamento visto nella prospettiva della educazione permanente, per mettere l’individuo in condizione di prendere coscienza delle proprie caratteristiche personali e di svilupparle, sia per la scelta degli studi sia per quella delle attività professionali); - diritto allo studio (sostegno all’inserimento di soggetti in situazione di handicap, problematiche giovanili ed immigrati extracomunitari); - integrazione tra i sistemi (obbligo scolastico elevato, obbligo di frequenza ad attività formative fino a 18 anni, apprendistato, formazione superiore integrata, formazione permanente e degli adulti); - scambi internazionali (partecipazione a progetti dell’Unione Europea, formazione in chiave europea dei docenti e degli operatori). Il protocollo d’intesa ha validità triennale e può essere modificato con l’accordo delle parti. |
DGR n. 425 del 22 marzo 2005, L.R. 3 marzo 1982, n. 7. Modificazione organizzazione e modalità di funzionamento delle Commissioni mediche, incaricate di effettuare gli accertamenti sanitari relativi al riconoscimento degli stati di invalidità civile (BUR n. 33 del 11.04.2005) Con questo provvedimento la Regione Marche intende definire i criteri di organizzazione e le modalità di funzionamento delle Commissioni Mediche, che svolgono gli accertamenti sanitari relativi al riconoscimento degli stati di invalidità civile. Pertanto viene stabilito che: la Direzione Generale dell'Asur ed i Direttori delle Zone Territoriali, entro il periodo di vigenza del P.S.R. 2003/2006, adeguino la composizione, l'organizzazione e il funzionamento delle Commissioni stesse – Commissione per l’accertamento della invalidità civile, Commissione per l’accertamento della condizione di sordomutismo e per l’accertamento della cecità civile, Commissione per l’accertamento dello stato di portatore di Handicap, commissione finalizzata all’accertamento delle condizioni di disabilità, ai fini del collocamento al lavoro dei disabili - (secondo le indicazioni illustrate); l'Asur sviluppi un sistema informativo dedicato alla gestione dei dati derivanti dall'attività svolta dalle Commissioni mediche legali delle Zone Territoriali, alfine di uniformare la loro gestione e monitorare i tempi di attesa, ottenere da tale gestione dati utili per svolgere attività di programmazione rivolta a soddisfare i bisogni dei cittadini, fornire al Dipartimento Servizi alla Persona e alla Comunità della Regione Marche i dati relativi ai costi sostenuti per l'espletamento di tali compiti ed i tempi di attesa per gli utenti; - il Servizio Sanità Pubblica del Dipartimento Servizi alla Persona e alla Comunità della Regione Marche ha il compito di monitorare, a livello regionale, il funzionamento e i costi sostenuti a tal fine, delle attività svolte dalle Commissioni Mediche, e proporre entro dodici mesi dal presente atto le eventuali modifiche e i relativi aggiornamenti; - i Presidenti delle Commissioni mediche locali in materia di patenti di guida, possono utilizzare direttamente il 10% del fondo derivante dalle somme corrisposte, a titolo di diritti, dai soggetti che richiedono l'accertamento delle condizioni psicofìsiche, psicotecniche ed attitudinali, di cui al comma 4 dell'art. 119 del D. L.vo 30/4/1992, n. 285, e successive modificazioni, per le spese del funzionamento delle Commissioni stesse, ivi compreso il rimborso delle spese di viaggio e l'eventuale indennità di trasferta a favore dei componenti che ne abbiano titolo; - spetta all’ASUR – Zona territoriale del capoluogo di provincia ove è costituita la Commissione Medica Locale Patenti di Guida – fornire le risorse umane da adibire alle attività di segreteria, mediante personale a carico della Zona dell’ASUR medesima. |
DGR n. 386 del 15 marzo 2005, Art. 20 L.R. n. 2/98 – Art. 18 D. Lgs.vo n. 286/98 “Protezione sociale”. Criteri di riparto delle risorse – Anno 2005 (BUR n. 33 del 11.04.2005) Il provvedimento stabilisce il cofinanziamento della Regione Marche nei progetti – relativi al primo semestre 2005 - per il recupero e il reinserimento sociale delle donne straniere vittime della prostituzione e della tratta, prevedendo quindi l’attuazione dell’articolo 20 della L.R. n. 2/98. Sono ammessi a finanziamento i progetti presentati da Associazioni operanti nelle Marche, iscritte nella Terza sezione del Registro degli Enti ed Associazioni che operano a favore degli immigrati: il cofinanziamento regionale ammonta ad € 21.949.50. La delibera precisa che i progetti devono essere presentati al Servizio Politiche Sociali e Integrazione Socio Sanitaria entro e non oltre 20 giorni dalla pubblicazione dell’atto. |
DGR n. 363 del 15 marzo 2005, Legge 662/96, art. 1 – comma 34 – Progetti specifici per il perseguimento degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano sanitario 2003 – 2005, individuati con l’accordo Stato – Regioni del 24 luglio 2003 (BUR n. 33 del 11.04.2005) La delibera presenta i progetti per l'anno 2004, predisposti dalla Regione Marche in aderenza agli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano sanitario 2003-2005, individuati con l’Accordo Stato – Regioni del 24 luglio 2003: 1. Monitoraggio delle liste di attesa; 2. Potenziamento dell'assistenza sanitaria nelle Residenze per anziani e valutazione tramite sistema RUG III nella regione Marche; 3. Presidi integrati per le cure primarie: percorsi condivisi e continuità assistenziale; 4. Le cure domiciliari il miglioramento della qualità e dell'organizzazione del sistema delle cure nella logica della continuità assistenziale; 5. Integrazione socio - sanitaria nelle fragilità; 6. Progetto regionale profili di assistenza e reti cliniche; 7. Progetto prevenzione del rischio cardiovascolare; 8. Attuazione del Piano Nazionale per l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita; 9. Prevenzione del consumismo radiologico; 10. Prevenzione delle complicanze del diabete; 11. Miglioramento della adesione agli screening per la diagnosi precoce dei tumori femminili (mammario e collo dell'utero) e progetto regionale su screening per i tumori del colon retto. Viene precisato inoltre, che il presente provvedimento sarà inviato al Ministero della Salute per l’ammissione a finanziamento per le risorse già assegnate per l’anno 2004. |
DGR n. 334 del 02 marzo 2005, P.O.R. Obiettivo 3 anni 2000/06 – Asse B/Misura B1 – Approvazione avviso pubblico per la realizzazione di un intervento sperimentale di un intervento sperimentale di inclusione occupazionale per minori stranieri non accompagnati – Importo complessivo € 70.000,00 (BUR n. 28 del 22.03.2005) La delibera definisce finalità e criteri di elaborazione di attività progettuali sperimentali per la realizzazione mirata di interventi (tirocini formativi) utili a sviluppare competenze ed agevolare l’inserimento lavorativo dei minori stranieri non accompagnati. I progetti possono essere presentati dalle strutture formative pubbliche e private accreditate (alla data della domanda) per l’obbligo formativo presso la Regione Marche; qualora i progetti siano proposti da più soggetti, è prevista la costituzione di una Associazione Temporanea di Impresa (ATI) o Associazione Temporanea di Scopo (ATS). Destinatari dell’intervento (che dovrà concludersi entro 12 mesi) devono essere almeno 15 minori stranieri non accompagnati, disoccupati o inoccupati che abbiano un’età non inferiore ai 15 anni e che non abbiano ancora compiuto il 18° anno di età (al momento iniziale). Viene precisato che per essere ammessi a finanziamento i progetti devono prevedere l’elaborazione di percorsi di tirocinio personalizzati (in grado di valorizzare le specifiche competenze rilevate nei destinatari) in collaborazione con i Centri per l’Impiego provinciali, programmando lo svolgimento di almeno 600 ore di tirocinio distribuite in un arco temporale di sei mesi consecutivi e individuando un referente interno all’azienda che accompagni il tirocinante e svolga una funzione di raccordo e di supervisione. Il provvedimento stabilisce inoltre modalità e termini per la presentazione delle richieste di finanziamento: le domande, con la relativa documentazione, devono essere redatte utilizzando l’apposita procedura informatizzata accessibile sul sito http://siform.regione.marche.it e inviate alla Regione Marche – Servizio Formazione Professionale e Lavoro - entro il 60° giorno dalla pubblicazione dell’avviso. La somma complessiva stanziata per il finanziamento ammonta a € 70.000,00. |
DGR n. 323 del 02 marzo 2005, Accordo con le organizzazioni sindacali sulle residenze sociali e adozione degli atti relativi alla riqualificazione delle residenze socio-sanitarie per anziani non autosufficienti. Cap. 52801181 Bilancio di previsione 2005 - 10.000.000,00 euro (BUR n. 28 del 22.03.2005) La delibera da applicazione al “Protocollo d’intesa regionale sulla non autosufficienza” (DGR n. 1322 del 9.11.2004) che prevedeva un finanziamento di 10.000.000 di € per il biennio 2004-2005 a sostegno degli interventi residenziali rivolti ad anziani non autosufficienti ricoverati presso strutture assistenziali. Nella delibera in oggetto, in particolare, vengono adottati i “criteri tariffari” relativi alla compartecipazione alberghiera e ai criteri di esenzione dalla stessa in Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e alla componente sanitaria e alberghiera delle Residenza Protette (RP) (allegato “B”); lo “schema di convenzione da sottoscrivere con gli enti gestori ” (allegato “C”); il “Percorso di concertazione (allegato “D”). Viene inoltre dato mandato al Servizio Politiche sociali ed integrazione socio-sanitaria e al Servizio assistenza territoriale ed integrazione socio-sanitaria a predisporre, con atto congiunto, la ripartizione dei posti letto in RSA e RP suddivisi per area vasta, la ripartizione per area vasta dei posti letto in strutture residenziali e la relativa ipotesi di allocazione delle risorse aggiuntive. |
Legge regionale 23 febbraio 2005, n. 15, Istituzioni del sistema regionale del servizio civile (BUR n. 25 del 10.03.05) La legge definisce finalità e linee guida per l’istituzione del sistema regionale del servizio civile. Il provvedimento precisa che la Regione Marche valorizza il servizio civile allo scopo di – promuovere le politiche giovanili e il senso di appartenenza dei giovani alla comunità locale, - favorire la formazione professionale dei giovani, - promuovere le forme di partecipazione sociale, di educazione attiva e costruzione della pace (gestione non violenta dei conflitti), - contrastare le forme di emarginazione, affermando le differenze culturali, etniche e religiose quali occasioni di incontro e contribuire alla salvaguardia e alla maggiore fruibilità del patrimonio ambientale, forestale, storico- artistico, culturale. Presso la Giunta regionale è stata istituita la Consulta regionale per il servizio civile, quale organismo permanente di consultazione, riferimento e confronto della Regione con gli enti locali e gli enti di servizio civile. Viene precisato che annualmente verranno predisposte dalla Giunta le Linee Guida contenenti lo sviluppo programmatico ed organizzativo del sistema regionale del servizio civile (indicazione delle problematiche relative ai settori di impiego, individuazione degli obiettivi e delle risorse finanziarie per l’attuazione delle attività . . .). Gli enti, le organizzazioni pubbliche e private operanti nel territorio regionale che presentano o intendono presentare progetti sono iscritti in un albo regionale degli enti di servizio civile, tenuto ed aggiornato dalla stessa Giunta. La legge definisce altresì indicazioni sulla selezione degli aspiranti e sui contratti per lo svolgimento delle attività di servizio civile, nonché sulla remunerazione e il trattamento giuridico, in conformità alla legislazione nazionale vigente. E’ istituito il fondo per il sistema regionale del servizio civile, contente: la quota delle risorse del fondo nazionale, una specifica assegnazione prevista nel Bilancio regionale, gli stanziamenti messi a disposizione da altri enti pubblici e fondazioni bancarie, le donazioni di soggetti pubblici e privati. |
DGR n. 173 del 07 febbraio 2005, Attuazione D.G.R. 747/04 – Definizione dei criteri per l’istituzione, da parte dell’ASUR, dei dipartimenti dipendenze patologiche presso le zone territoriali (BUR n. 18 del 22.02.2005) Il provvedimento definisce i criteri per l’istituzione, da parte dell’ASUR dei Dipartimenti Dipendenze Patologiche (DDP) presso le Zone Territoriali. Per definire i criteri istitutivi dei DDP e delle loro articolazioni è stato individuato per ogni Distretto Sanitario/Ambito Territoriale sociale un fattore di complessità, definito come percentuale di valori massimi, relativi a due dimensioni: contesto (territorio e popolazione, istruzione, criminalità, servizi sociali, sanità, utenza servizi specifici) e attività (servizi specifici, operatori servizi specifici, trattamenti specifici). La delibera stabilisce che è istituibile un DDP presso ciascun Zona Territoriale dell’ASUR con un fattore di complessità superiore al valore medio (Pesaro, Civitanova M., S. Benedetto del Tronto, Jesi, Fermo, Ancona, Fano, Senigallia); nelle zone Territoriali con un fattore di complessità inferiore al valore medio (Fabriano, Camerino, Macerata, Ascoli Piceno, Urbino) devono essere istituiti DDP sovrazonali nell’ambito della stessa provincia (rispettando i criteri della contiguità regionale e dell’omogeneità territoriale). Viene inoltre precisato che gli attuali Servi Territoriali Dipendenze Patologiche (Ser.T.) assumono la denominazione di Servizi Territoriali Dipendenze Patologiche (STDP); presso ogni Zona Territoriale deve essere istituito almeno un STDP, prevedendo l’attivazione di una ambulatorio territoriale / distrettuale, un ambulatorio tossicologico e il servizio di amministrazione e gestione. |
DGR n. 172 del 07 febbraio 2005, D.PR. 309/90 e D.G.R. 747/04 – Attuazione del riordino del sistema regionale dei servizi per le dipendenze patologiche – Linee d’indirizzo per la progettazione di interventi socio – sanitari di prevenzione rivolti a giovani e adolescenti, e criteri di ripartizione delle relative risorse finanziarie – Anno 2005 (BUR n. 18 del 22.02.2005) Il provvedimento definisce le linee guida per la progettazione di interventi socio – sanitari rivolti a giovani e adolescenti per la promozione del benessere e della salute e per la prevenzione del disagio giovanile. Gli interventi devono svilupparsi all’interno di una rete tra le istituzioni locali e tutti gli attori sociali e sanitari – pubblici e privati – che operano nel settore della promozione del benessere e della salute, della prevenzione del disagio di adolescenti e giovani, intercettazione del disagio e riduzione dei rischi e del danno; ruolo primario viene riconosciuto ai Centri di Aggregazione Giovanile(CAG). Destinatari dei progetti sono adolescenti e giovani nella fascia di età 11 – 18; cotitolari dei progetti gli Ambiti Territoriali sociali e i Distretti sanitari, sotto la responsabilità dei Coordinatori d’Ambito sociale e dei direttori di Distretto sanitario. La delibera precisa le finalità e gli obiettivi che i progetti devono perseguire: - formazione degli operatori dei CG integrata con operatori sanitari, scolastici e sociali; - prevenzione dell’uso di sostanze psicotrope e di ogni forma di dipendenza patologica (cibo, gioco d’azzardo, videogiochi, internet); - prevenzione del fenomeno del bullismo; - valorizzazione delle scuole e delle famiglie. Vengono inoltre elencati requisiti delle attività finanziabili e le spese finanziabili (personale, progettazione e coordinamento, segreteria, acquisto materiali vari). Lo stanziamento finanziario complessivo ammonta ad € 2.000.000,00, ripartito tra gli Ambiti Territoriali (70 % sulla base della popolazione in età compresa tra 11 e 18 anni, 30 % sulla base della superficie territoriale); le somme assegnate saranno liquidate al termine del progetto. |
D.G.R. n. 325 del 2 febbraio 2005, L. 23.12.1998, n. 448, art. 27 – D.P.C.M. 05.08.99, n. 320 – D.P.C.M. 04.07.2000 n. 226 inerenti la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo. Indirizzi ai Comuni per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo – anno scolastico 2005 / 2006 (BUR n. 28 del 22.03.2005) Il provvedimento prevede un sostegno alla spesa che le famiglie in disagiate condizioni economiche ogni anno devono affrontare per l’istruzione dei figli assegnando i finanziamenti ai Comuni per destinarli, in base alle domande raccolte, alle borse di studio per l’anno scolastico 2003/2004. Per poter accedere ai benefici i requisiti richiesti sono la residenza nel comune, la frequenza di una scuola statale o paritaria elementare, media e superiore, la documentazione di una spesa per l’istruzione di almeno 51,65 euro che può riferirsi alla frequenza, trasporto, mensa, sussidi e materiale didattico o strumentale (esclusi i libri di testo per i quali esiste un intervento specifico) e un reddito annuo del genitore o di chi rappresenta il minore non superiore a € 10.632,94, in base al tetto massimo ISEE – Indicatore della Situazione Economica Equivalente -. La Delibera precisa che i Comuni sono incaricati di accogliere le domande presentate dai residenti (Allegato A) e trasmettere alla Regione Marche – Servizio Istruzione e Diritto allo Studio – le istanze ricevute e dichiarate ammissibili al finanziamento, distinguendo tra beneficiari per la scuola dell’obbligo (Allegato B) e per la scuola secondaria superiore (Allegato C). Gli stessi Comuni devono altresì rendicontare alla Regione l’utilizzo dello stanziamento assegnato per l’anno scolastico 2004/2005 entro il 30 aprile 2005 (allegato D). |
Deliberazione amministrativa n. 164 del 26 gennaio 2005, Progetto obiettivo: tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attuazione del Piano sanitario regionale 2003/2006 deliberazione consiliare 30 giugno 2003, n. 97 (BUR n. 17 del 17.02.2005) Il provvedimento definisce obiettivi e modalità di realizzazione del Progetto “Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, che si propone di definire e consolidare un metodo operativo per coordinare gli interventi per la prevenzione dei danni alla salute dei lavoratori derivanti dai rischi di infortunio e di malattie lavoro – correlate. Il piano - che coinvolge i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle zone territoriali dell’ASUR, gli utenti, le parti sociali e le categorie di professionisti – prevede l’analisi e la valutazione dei bisogni del territorio e la definizione degli interventi da realizzare per aumentare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, tenendo conto delle risorse necessarie e predisponendo un sistema di verifica dei risultati. Il provvedimento definisce ed illustra le priorità di intervento del progetto: - sicurezza in edilizia;- il rischio chimico negli ambienti di lavoro;- le patologie da movimenti ripetitivi; - amianto: la sorveglianza sanitaria degli ex esposti; - lo stressa da lavoro, mobbing e le patologie correlate; - il lavoro dei soggetti fragili: minori, immigrati, disabili, lavoratrici in gravidanza; - l’integrazione delle competenze nel controllo delle aziende a rischio di incidente rilevante; - nuovi flussi informativi per la prevenzione e infortuni mortali e gravi; - epidemiologia occupazionale. Per ogni area di intervento vengono indicate obiettivi, materiali e metodi, risorse economiche e tempi di realizzazione. |
Legge regionale 25 gennaio 2005, n. 2, Norme regionali per l’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro (BUR n. 14 del 10.02.05) La legge definisce le competenze legislative ed amministrative della Regione in materia di occupazione, tutela e qualità del lavoro. La Regione esercita la funzione di programmazione centrale delle politiche attive del lavoro attraverso il Piano regionale (che ha validità triennale) e in raccordo con le Province, che diventeranno i soggetti titolari delle funzioni di gestione del mercato del lavoro, nell’ambito dei processi di concertazione sociale: obiettivi principali sono la modernizzazione del mercato, la qualità degli interventi e la sicurezza del lavoro. ). La legge è composta da 38 articoli ed ha una dotazione finanziaria di 50 milioni e 433 mila euro per il 2005. Il provvedimento intende promuovere la stabilizzazione del mercato del lavoro, contrastando la precarietà e la frammentazione dei contratti, favorendo le relazioni sindacali e tutelando in modo particolare le categorie svantaggiate (disoccupati, inoccupati, donne, immigrati, disabili. Particolare attenzione viene riservata ad interventi di politiche attive per il lavoro: borse di studio per giovani laureati che presentino progetti di ricerca concordati con le Università, incentivi per le imprese che creano nuova occupazione. Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo delle persone disabili, sono previste sia interventi di avvio al lavoro che di accompagnamento per una positiva e stabile integrazione nell’ambiente di lavoro. Per promuovere il miglioramento dei livelli di salute, sicurezza e qualità del lavoro, la legge stabilisce il sostegno ad iniziative imprenditoriali concordate con le organizzazioni sindacali e ad interventi formativi sulla responsabilità sociale delle imprese. Sono previsti interventi di formazione, informazione, prevenzione e vigilanza in materia di sicurezza del lavoro. Il provvedimento definisce inoltre le modalità di realizzazione di una rete di ammortizzatori sociali e fornisce indicazioni per prevenire situazioni di crisi occupazionali e favorire processi aziendali di trasformazione organizzativa e di innovazione tecnologica allo scopo di garantire la stabilità del lavoro. Per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso sono previsti incentivi a favore delle forme di emersione, promuovendo azioni formative e informative, di tutoraggio e consulenza. |
Deliberazione amministrativa n. 163 del 19 gennaio 2005, Piano sanitario regionale 2003/2006; Riordino dell’assetto ospedaliero (BUR n. 13 del 03.02.05) La delibera presenta la proposta di riordino dell’assetto ospedaliero relativamente all’attività per acuti ed alla lungodegenza; la proposta è stata formulata dalle Aziende Ospedaliere, dalle Zone Territoriali e dall’INRCA sulla base delle indicazioni e dei vincoli del Piano Sanitario Regionale 2003 – 2006. Il provvedimento precisa diverse annotazioni per la lettura ed interpretazione del piano di rimodulazione dei posti letto complessivi (in allegato). Per la realizzazione del progetto di riordino vengono fornite indicazioni organizzative nell’area della degenza: - aree a ciclo breve con chiusura nel fine settimana, aree di degenza dipartimentali con condivisione tra più discipline della stessa area; area pediatrica riservata a tutti i pazienti in età pediatrica (indipendentemente dalla disciplina “responsabile clinica” del caso); area della post – acuzie; area di day hospital riservata ai trattamenti chemioterapici; area per le funzioni di medicina d’urgenza. Il testo definisce infine gli indicatori per il monitorggio dell’utilizzo appropriato dei posti letto: - indicatori di sistema generali (riepilogo consumi attività di ricovero per tipologia); - indicatori di sistema per area medica (numero di ricoveri per acuti per DGR, DH con DRG medico . . .); - indicatori di sistema per l’area chirurgica (numero di ricoveri con DRG chirurgici, indice di day surgery . . .); - indicatori di sistema per l’area materno infantile (tasso di ospedalizzazione per patologie ginecologiche, gestione della gravidanza, tasso di ospedalizzazione per pazienti in età pediatrica . . .). Sono previste eventuali modificazioni in base all’andamento degli indicatori. |
Deliberazione amministrativa n. 162 del 19 gennaio 2005, Criteri e modalità per la concessione per l’anno 2004 di incentivi alla gestione associata intercomunale di funzioni e servizi e di contributi alle unioni di comuni legge regionale 4 febbraio 2003, n. 2, legge regionale 2 agosto 2004, n. 17 (BUR n. 13 del 03.02.05) Il provvedimento stabilisce i criteri e le modalità per incentivare e promuovere lo sviluppo della gestione associata intercomunale di funzioni e servizi. E’ prevista la concessione di – contributi ordinari annuali per investimenti infrastrutturali (complessivi € 516.456,90), - contributi ordinari annuali alle spese correnti (complessivi € 500.000,00), - contributi ordinari annuali a favore delle Unioni dei Comuni (complessivi € 246.623,00). Beneficiari dei contributi per l’anno 2004 sono: le Unioni dei Comuni - il cui territorio non ricada in tutto o in parte nel territorio di una Comunità montana) e le Comunità Montane (per comuni con popolazione non superiore a 3.00 abitanti inclusi nei rispettivi territori), i restanti Comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti non appartenenti a unioni di Comuni o Comunità montane. La liquidazione del contributo è prevista entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell’atto. |
D.G.R. n. 50 del 18 gennaio 2005, DGR n. 1183 del 12/10/2004: approvazione dello schema delle linee guida, attinente alla realizzazione, nell’anno scolastico 2004 – 2005, di un’offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale, in conformità all’Accordo Quadro, sancito in Conferenza unificata il 19 giugno 2003, al Protocollo d’intesa sottoscritto in data 3/9/2003 ed all’Accordo Territoriale sottoscritto in data 18/10/2004 (BUR n. 11 del 28.01.05) La delibera definisce le linee guida per fornire indicazioni utili a realizzare nel territorio regionale un’offerta formativa integrata sperimentale di istruzione scolastica e formazione professionale, mediante il coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche e dei Centri per l’impiego e per la Formazione delle Province. Il progetto è rivolto ai giovani che abbiano concluso il primo ciclo di studi e non intendano proseguire il proprio itinerario formativo nel sistema dell’istruzione o in quello della formazione professionale; la volontà di partecipazione degli interessati sarà accertata tramite colloqui orientativi realizzati all’interno dei Centri per l’Impiego, con il coinvolgimento delle famiglie. Il provvedimento specifica che l’offerta sperimentale deve coinvolgere i sistemi dell’istruzione e della formazione professionale, attraverso la co – progettazione, l’integrazione delle risorse umane e l’utilizzo di spazi e strutture di entrambi i sistemi. I percorsi sperimentali hanno durata triennale (a partire dall’anno scolastico 2004/2005): i primi due anni sono finalizzati a rafforzare le competenze trasversali e innalzare il livello culturale dei partecipanti, la terza annualità ha valenza professionalizzante. Vengono fornite indicazioni generali sulla metodologia didattica (privilegiare laboratori di apprendimento, organizzare percorsi flessibili e moduli brevi certificabili . . .).I progetti formativi sperimentali devono essere presentati dalle Istituzioni Scolastiche e dai Centri per l’Impiego (contestualmente alla Provincia di appartenenza) all’Ufficio Scolastico Regionale e alla Regione Marche. |
D.G.R. n.11 del 11 gennaio 2005, Articolo 24, comma 1, L.R. 20 giugno 2003, n. 13 – “Organismi di partecipazione dei cittadini” (BUR n. 11 del 28.01.2005) Con questo provvedimento viene definita l’istituzione del “Sistema regionale di partecipazione alla tutela della salute”, per favorire la consultazione dei cittadini e delle loro associazioni sugli schemi di provvedimenti stabiliti dalla Regione in materia di riordino e programmazione dei servizi sanitari e garantire la verifica dei risultati conseguiti. Presso il Dipartimento regionale per i servizi alla persona e alla comunità viene istituito un elenco delle associazioni di partecipazione (possono iscriversi tutte le associazioni di volontariato e di tutela dei diritti dei cittadini che appartengono agli ambiti sanitario e socio – assistenziale, mentre le associazioni in possesso dei requisiti stabiliti dalla LR 48/95 sono iscritte d’ufficio). Viene stabilito che entro trenta giorni (dalla adozione dell’atto) l’Assessore alla Sanità convoca l’Assemblea delle associazioni iscritte nell’elenco per nominare sette rappresentanti che costituiscano il “Comitato di coordinamento per la partecipazione” (che viene presieduto dall’Assessore regionale alla sanità per la durata della legislatura). |
D.G.R. n. 1566 del 14 dicembre 2004, Approvazione atto di indirizzo concernente: “Sistema dei servizi degli anziani della Regione Marche: Sviluppo programmatico e organizzativo – prevenire, contrastare, ridurre ed accompagnare la non autosufficienza”, (BUR n. 3 del 10.01.2005) La delibera definisce le linee guida di un progetto di rinnovamento e riqualificazione del welfare marchigiano in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti al fine di assicurare ai cittadini in età anziana la massima qualità della vita. Per rispondere ai bisogni della popolazione anziana non autosufficiente si intende realizzare un sistema di servizi appropriati e sostenibile, per gestire un trattamento dinamico, multidimensionale, diversificato e personalizzato, che non offra solo prestazioni sociali, sanitarie e abitative, ma riconosca anche l’importanza dei fattori relazionali, psicologici e ambientali, accompagnando la storia naturale dell’anziano. Viene precisato che lo sviluppo di una rinnovata politica per gli anziani deve tenere di alcune priorità strategiche: - l’inserimento delle politiche di settore in una più ampia programmazione sociale territoriale, finalizzata alla elaborazione di Piani comunitari della salute da parte degli enti locali e delle zone territoriali; - la definizione dei contenuti di un intervento che individua nell’anziano una risorsa in quanto cittadino che a tutti gli effetti partecipa alla vita della comunità locale. Il provvedimento propone indicazioni metodologiche per definire un modello organizzativo a favore degli anziani semplice, responsabile (nei confronti dell’utente), integrato (in modo da coordinare le diverse risorse presenti). Accesso unico alla rete di servizi sociali e sanitari del territorio (attraverso una programmazione locale); - definizione dei percorsi assistenziali dopo una valutazione della complessità delle condizioni dell’anziano; - rafforzamento e riqualificazione dei servizi residenziali (trasformazione in nuclei abitatici protetti, evoluzione in strutture modulari ad intensità differenziata) e semiresidenziali. |
D.G.R. n. 1686 del 28 dicembre 2004, Relazione sullo stato di attuazione della L.R. n. 46/95 concernente: “Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore dei giovani.” Anno 2003 (BUR n. 6 del 19.01.2005) La delibera presenta la relazione sullo stato di attuazione delle iniziative promosse dalle Amministrazioni Provinciali ai sensi della L.R. 46/95 “Promozione e coordinamento delle politiche giovanili di intervento in favore dei giovani” per l’anno 2003. L’applicazione della legge prevede la promozione delle condizioni volte a favorire lo sviluppo ed il benessere dei giovani e degli adolescenti, valorizzare le forme associative e aggregative per lo sviluppo e la partecipazione e l’integrazione dei giovani nella vita delle comunità locali. La Regione Marche ha stanziato per il 2003 (con Decreto del Dirigente del Servizio Politiche Sociali e Integrazione Socio – Sanitaria) la somma complessiva di € 438.988,37 così ripartita tra le quattro Amministrazioni Provinciali: Ancona 134.330,44 €; Ascoli Piceno 109.308,10 €; Macerata 89.553,63 €; Pesaro e Urbino 105.796,20 €. Le Amministrazioni Provinciali hanno relazionato sulle attività svolte nel 2003. Dalla relazione si evince in particolare la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani nelle diverse fasi della programmazione e realizzazione dei progetti (potenziamento dei Centri di Aggregazione Giovanili, attività di formazione, libera espressione delle attività artistiche...). In allegato viene fornito il quadro dettagliato dei progetti ammessi a contributo. |
D.G.R. n. 1688 del 28 dicembre 2004, Approvazione linee guida per la predisposizione dei Piani triennali di ambito sociale – obiettivi 2005 – 2007 (BUR n. 6 del 10.01.2005) Il provvedimento definisce l’avvio, dopo una prima fase sperimentale, dei primi piani territoriali a cadenza triennale che dovranno essere predisposti e approvati dai 24 ambiti territoriali sociali entro il prossimo mese di Giugno. I piani di zona 2005 – 2007 si propongono di far crescere il benessere multidimensionale del cittadino e delle famiglie e di valorizzare le intelligenze e le risorse presenti nella Regione. Obiettivo principale dei PDZ è la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani, dei cittadini e delle famiglie al sistema di servizi e interventi sociali, non solo rilevando la percezione della soddisfazione / insoddisfazione dell’utente, ma anche creando le condizioni affinché compiti e responsabilità della rete integrata dei servizi, con adeguati sostegni del pubblico, possano essere assunti da cittadini autorganizzati. Allo stesso modo si intende promuovere la partecipazione e il coinvolgimento del mondo delle piccole e medie imprese non solo sulle politiche di sviluppo (ricerca, infrastrutture, investimenti e formazione) ma anche nell’assunzione di responsabilità nel processo di governance. Altro obiettivo che si evince dalle linee guida è l’armonizzazione della programmazione regionale di settore con i piani del sistema dei servizi e degli interventi sociali previsti a livello di ambito, trovando una sinergia efficace tra il piano territoriale nel suo complesso e le indicazioni provenienti da altri documenti regionali come quelli previsti per l’età anziana, l’infanzia e l’adolescenza, le persone con disabilità fisica e mentale e quelle con dipendenze patologiche. Vengono inoltre definiti le modalità per garantire il processo di gestione associata dei servizi a livello di ambito, attraverso l’individuazione dello strumento giuridico più idoneo per le singole realtà territoriali e il potenziamento di strumenti di sostegno alla programmazione (uffici di promozione sociale, osservatori sociali di ambito, progetti europei, percorsi formativi adeguati, protocolli di ambito). Per facilitare la stesura del Piano triennale e per avere una modalità di elaborazione comune tra i 24 ambiti territoriali la delibera si conclude con una traccia operativa e alcuni allegati con le indicazioni di livelli essenziali di servizi da garantire in ogni ambito di intervento. |
D.G.R. n. 1687 del 28 dicembre 2004, Criteri, termini e modalità per l’ammissione alla assegnazione, erogazione e liquidazione dei contributi regionali destinati alle organizzazioni di volontariato ed associazioni di promozione sociale, iscritte nei rispettivi registri istituiti dalla Regione Marche, che operano nell’ambito sociale in materia di adozione a distanza (BUR n. 6 del 19.01.2005) Vengono definiti i requisiti, modalità termini per la presentazione della domanda di contributo per progetti di adozione a distanza. Possono presentare domanda di finanziamento organizzazioni di volontariato ed associazioni di promozione sociale iscritte nei rispettivi registri regionali che operano nell’ambito sociale in materia di adozione a distanza e gli enti autorizzati per l’adozione internazionale che operano sul territorio regionale con una sede operativa stabile ed organizzata. I possibili beneficiari del contributo devono presentare progetti di adozione a distanza rivolti direttamente ad un bambino prendendosi carico di specifici bisogni (accompagnamento familiare, sostegno nutrizionale, sanitario, scolastico) o a più bambini (attraverso il sostegno per l’acquisto di materiale scolastico ad una classe, per spese sanitarie o scolastiche ad una struttura d’accoglienza o ad un ospedale pediatrico). La domanda di contributo, relativa all’attività svolta nell’anno 2004 deve essere inviata alla Giunta Regionale – Servizio Politiche Sociali ed Integrazione Socio – Sanitaria, entro il 28.2.2005, allegando la relazione descrittiva dei progetti di adozione a distanza realizzati nel 2004, il relativo piano economico, copia conforme del bilancio consuntivo 2003. Il finanziamento complessivo, per l’anno 2004, ammonta ad € 50.000,00, da ripartire proporzionalmente tra le organizzazioni ammesse al contributo. |
D.G.R. n. 1670 del 28 dicembre 2004, Adozione di indirizzi regionali per l’implementazione dei pani comunitari di salute (BUR n. 6 del 19.01.2005) Con il provvedimento viene approvata l’adozione dei “Piani comunitari per la salute” (PCS): “piani pluriennali di azione elaborati e realizzati da una pluralità di soggetti, promossi e coordinati dal governo locale, che impegnano risorse umane e materiali allo scopo di migliorare la salute della comunità”. L’attuazione dei PCS prevede il coinvolgimento e l’integrazione della moltiplicità dei servizi sanitari presenti sul territorio, al fine di costituire "un’alleanza locale per la salute”, pianificando la risposta e la risoluzione dei problemi di salute prioritari della comunità in un arco di tempo di 3 – 5 anni. Il territorio di riferimento è il distretto sanitario / ambito sociale, la responsabilità politica della realizzazione è affidata al Comitato dei Sindaci che individua un Comitato Territoriale. La realizzazione dei PCS prevede 8 fasi di sviluppo: - identificazione dei soggetti che hanno titolo a partecipare al progetto (oltre gli EE.LL., le strutture sanitarie – ASUR/Zone Territoriali, Aziende Ospedaliere -, gli ambiti sociali, uffici periferici e organismi istituzionali di riferimento – INAIL, INPS, Centri di formazione professionale -, organizzazioni sindacali . . .); - individuazione delle metodologie e degli strumenti di lavoro; - raccolta dell’insieme dei problemi e dei bisogni della collettività (combinazione tra dati epidemiologici socio sanitari – quadro tecnico – e i problemi rappresentati dalla popolazione – quadro esperenziale e percepito); - individuazione delle risorse disponibili; - selezione delle priorità; - progettazione operativa (in allegato viene presentata una griglia di riferimento per la progettazione operativa degli interventi); - attuazione del PCS e monitoraggio del processo; - verifica dei risultati. |
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