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Raccolta delle principali normative nazionali pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale a partire dal 15 dicembre 1999
e delle principali normative della regione Marche pubblicate nel Bollettino Ufficiale a partire dal 15 dicembre 1999
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REGIONALE (Marche)

D.G.R., n. 1896 del 29 ottobre 2002, Linee d’indirizzo per lo sviluppo di una rete di servizi che garantisca livelli adeguati d’intervento in materia di adozione internazionale (B.U.R. n. 121 del 20.11.2002)
Le Linee guida forniscono indicazioni per la riorganizzazione delle èquipe per le adozioni ed individuano il percorso metodologico fra èquipe territoriali per le adozioni e gli enti autorizzati e per il collegamento tra gli stessi e gli organi giudiziari minorili. In ogni Ambito territoriale l’èquipe adozioni deve essere composta almeno da un assistente sociale e uno psicologo (designati dalle Asl e dagli enti locali). Tra le funzioni dell’èquipe adozioni: informa sull’adozione internazionale (AI), redige la valutazione ai fini della valutazione di idoneità, sostiene il nucleo adottivo. Il Tribunale dei minorenni pronuncia il decreto d’idoneità, accerta e ordina in merito ai provvedimenti di adozione, collabora alla promozione di informazione in tema di adozione internazionale. L’ente autorizzato collabora con le équipe adozioni per promuovere un servizio informativo sull’AI, svolge le pratiche necessarie e cura la procedura per l’AI, sostiene il nucleo adottivo.
D.G.R., n. 1891 del 29 ottobre 2002, Progetto “L’autismo nella regione Marche - verso un progetto di vita” (B.U.R. n. 121 del 20.11.2002)
Il “Progetto autismo” è diviso in quattro parti e composto da tre sottoprogetti 1) Sotto-progetto integrato socio-sanitario per la realizzazione di un servizio regionale con funzioni di diagnosi, presa in carico e ricerca dei disturbi generalizzati dello sviluppo in età evolutiva, con particolare attenzione al disturbo artistico; 2) Sotto-progetto per l’istituzione di servizi per adolescenti ed adulti con disturbi artistici; 3) sotto-progetto per l’istituzione di un servizio residenziale per soggetti con disturbi artistici; 4) Iniziative di carattere regionale. Si stabilisce l’avvio dei primi due sottoprogetti (con un finanziamento complessivo di 516.516,00 € a carico sia del settore sanitario che di quello sociale) rinviando all’anno successivo quello riguardante l’istituzione di un servizio residenziale. Il sottoprogetto A è affidato per la realizzazione alla ASL n. 3 di Fano; il sottoprogetto B è affidato alle 4 amministrazioni provinciali, attraverso criteri e modalità che verranno successivamente indicati con apposito Atto regionale. La realizzazione del “progetto autismo” potrebbe assolvere a funzioni di tipo diagnostico, di impostazione di programmi riabilitativi ed educativi precoci, di sostegno alla scuola e alla famiglia, di gestione delle problematiche connesse all’età adolescenziale ed adulta, di supporto nelle situazioni in cui è necessario prevedere una residenzialità. Obiettivo generale del sottoprogetto A è quello di mettere in atto sinergie mirate ad ottenere la realizzazione e l’ottimizzazione degli interventi utilizzando al massimo le risorse disponibili attraverso: garanzia della qualità delle proposte ed il monitoraggio dei risultati; costruzione di linee guida comuni per l’aggiornamento diagnostico/terapeutico e per l’implementazione dei modelli elaborati; costruzione di un modello operativo che favorisca la collaborazione tra le diverse professionalità esistenti; costruzione di un percorso di interazione con le famiglie per garantire trasparenza attraverso una valutazione ed un controllo da parte dei fruitori del servizio. Obiettivi specifici sono: Definizione di una metodologia diagnostica; Progetto di uno studio genetico; Centro studi ed Osservatorio epidemiologico. Il sottoprogetto B, è finalizzato a favorire l’integrazione sociale di adolescenti ed adulti con autismo, centrato principalmente sull’adattamento dei Centri Socio-educativi diurni di cui all’art. 13 della L.r. n. 18/96 e successive modificazioni ed integrazioni e dei i centri di Aggregazione giovanile di cui alla L.r. n. 46/95 esistenti, per renderli in grado di rispondere alle esigenze molto particolari delle persone autistiche. Oltre alla rete di servizi socio-educativi diurni in grado di rispondere localmente alle esigenze degli adolescenti e degli adulti con autismo, si prevedono alcune iniziative di carattere regionale. Queste riguardano: soggiorni marini o montani, attività di sostegno alla famiglia, l’istituzione di un “numero verde autismo.
D.G.R., n. 1890 del 29 ottobre 2002, LR n. 27/2001: criteri per la formazione delle graduatorie e per l’assegnazione dei fondi (B.U.R. n. 120 del 14.11.2002)
La presente delibera finanzia per complessivi 51.645 € alcuni degli interventi previsti dalla legge regionale “Interventi per il coordinamento dei tempi delle città e la promozione dell’uso del tempo per fini di solidarietà sociale”. Vengono previsti anche contributi per la “promozione e il sostegno delle banche dei tempi” (art. 5, l.r. 27/2001) per un massimo: del 50% sui costi figurativi di affitto dei locali; del 50% della quota di ammortamento dei beni strumentali dati in comodato d’uso alle banche del tempo operanti nel territorio di riferimento. Contribuisce inoltre fino ad un massimo del 50% e comunque per non più di 1.032 € dei costi sostenuti per la formazione dei soggetti aderenti alle associazioni banche dei tempi.
D.G.R., n. 1856 del 22 ottobre 2002, Atto di indirizzo per la predisposizione dei piani territoriali annuali di intervento 2002 per la promozione di diritti ed opportunità dell’infanzia e dell’adolescenza ai sensi della L. 285/97 - criteri e modalità per l’assegnazione delle risorse (B.U.R. n. 119 del 11.11.2002)
Il Piano territoriale per la promozione di diritti e opportunità dell’infanzia e l’adolescenza deve avere come riferimento programmatico la “promozione delle politiche e dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza anche attraverso l’attivazione di un sistematico sostegno alla genitorialità responsabile e consapevole, soprattutto per le famiglie giovani, e di un sostegno alla coppia nei momenti critici della crescita dei figli”. All’interno di tale obiettivo programmatorio possono rientrare azioni quali: a) opportunità di incontro tra famiglie per un supporto alla relazione con i figli preadolescenti, b) auto aiuto familiare, “vicinato sociale”, promozione aggregazione informale tra famiglie, c) iniziative di “scuola genitori”, d) partecipazione dei bambini e degli adolescenti alla vita della comunità locale; e) azioni che facilitano l’uso del tempo e degli spazi urbani e naturali; e) promozione tra famiglie, i bambini e i ragazzi della conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il Piano territoriale deve essere costituito da un solo progetto che deve coinvolgere direttamente tutti i Comuni dell’Ambito territoriale. Pertanto la somma stanziata di 1.239.456 € (corrispondente alla quota parte del fondo statale della legge 285/97) viene assegnata ai Comuni capofila dei 24 ambiti territoriali. Entro il 15 febbraio 2003 gli ambiti territoriali devono presentare il Piano territoriale
D.G.R., n. 1857 del 22 ottobre 2002, LR 63/95 “Provvedimenti a favore delle scuole marchigiane e della società civile per contribuire allo sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica nella lotta contro la criminalità organizzata e i poteri occulti”, art. 3 e 4 – criteri per la presentazione dio progetti da parte delle scuole. Anno scolastico 2002-03 (B.U.R. n. 119 del 11.11.2002)
Il finanziamento regionale (circa 60.000 €) è rivolto a progetti presentati dalle scuole della regione marche che devono essere riconducibili ai seguenti aspetti: sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica, lotta contro la criminalità organizzata, la mafia ed i poteri occulti, educazione alla legalità, conoscenza dei principi istituzionali di democrazia, solidarietà e convivenza civile. I progetti dovranno essere incentrati in particolare su alcune tematiche: educazione allo sviluppo di una coscienza civile nel rispetto dei diritti e doveri delle persone; sviluppo e conoscenza della vita istituzionale nei suoi aspetti e principi; consapevolezza dei rischi di microcriminalità organizzata presente nella scuola: aspetti e conseguenze; sviluppo dell’educazione al senso civico e alla legalità, garanzia di incisività allo sviluppo della coscienza attraverso la solidarietà , la convivenza e la programmazione attiva nella società civile.
Legge regionale 15 ottobre 2002, n. 18, Istituzione del garante per l’infanzia e l’adolescenza (B.U.R. n. 112 del 21.10.2002)
La regione Marche al fine di assicurare la piena attuazione nel territorio regionale dei diritti e degli interessi sia individuali che collettivi, dei minori, ha istituito presso il Consiglio regionale il Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Il Garante per il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati attua una serie di iniziative per la diffusione di una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, finalizzata al riconoscimento dei bambini e delle bambine come soggetti titolari di diritti. Tra le altre funzioni “accoglie segnalazioni in merito a violazioni dei diritti dei minori e sollecita le amministrazioni competenti all’adozione di interventi adeguati per rimuovere le cause che ne impediscono la tutela”, fornisce inoltre “sostegno tecnico e legale agli operatori dei servizi sociali e propone alla Giunta regionale lo svolgimento di attività di formazione; istituisce un elenco al quale può attingere anche il giudice competente per la nomina di tutori o curatori; assicura la consulenza ed il sostegno ai tutori o curatori nominati (..), verifica le condizioni e gli interventi volti all’accoglienza ed all’inserimento del minore straniero non accompagnato; collabora all’attività di raccolta ed elaborazione di tutti i dati relativi alla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in ambito regionale, ai sensi dell’articolo 4, comma 3, della legge 451/1997”. Il garante è nominato dal Consiglio regionale tra persone di età non superiore a sessantacinque anni, laureate con documentata esperienza almeno decennale, o, in assenza di laurea, in possesso del diploma di scuola media superiore, con documentata esperienza di almeno quindici anni. L’esperienza deve essere maturata nell’ambito delle politiche educative e socio-sanitarie, con particolare riferimento alle materie concernenti l’età evolutiva e le relazioni familiari. L’incarico ha durata di cinque anni ed è rinnovabile una sola volta. L’ufficio del garante per l’infanzia e l’adolescenza ha sede presso la Giunta regionale e si avvale della struttura regionale competente in materia di servizi sociali. A decorrere dall’anno 2002 è destinata una quota parte delle risorse stanziate per la realizzazione di servizi di protezione e tutela dei minori, pari a euro 361.519,83.
D.G.R., n. 1711 del 25 settembre 2002, Attuazione dell’art. 127 del DPR 309/90: Fondo nazionale lotta alla droga - Approvazione dell’Atto di indirizzo e coordinamento degli interventi territoriali in materia di dipendenze patologiche (B.U.R. n. 109 del 10.10.2002)
Attraverso l’emanazione dell’Atto di indirizzo e coordinamento per la progettazione in materia di dipendenza patologica la regione indica le linee di intervento che si intendono adottare e che vengono divise in due livelli. 1) Livello regionale. Con obiettivi ed iniziative specifiche, finanziabili e co-finanziabili a livello regionale (da determinarsi con successivo atto), 2) Livello di Ambito, inter ambito e provinciale. Con iniziative locali finanziabili con risorse già assegnate ai Comuni, sulla base delle priorità stabilite dal Comitato dei sindaci. Rispetto al Livello regionale (punto 1), vengono indicati i seguenti obiettivi: a) Formazione ed aggiornamento degli operatori, b) Continuità delle attività dei centri Diurni, c) Sviluppo di progetti regionali in corso, d) Interventi strutturali ai fini dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture, e) Interventi in materia di algologia, f) Interventi in materai di tabagismo, g) Interventi integrati di prevenzione nel “mondo della notte” (discoteche, sostanze, prostituzione), h) servizio di operatori di strada, i) Monitoraggio della attività dei progetti finanziati nel 1997-99 e dei Piani 2000. Per quanto riguarda invece il Livello locale (punto 2) gli obiettivi sono i seguenti: a) Prevenzione del consumo di droghe, promozione della salute, b) Azioni specifiche all’interno di particolari istituzioni (carceri, caserme, ecc..); c) Inclusione sociale, lavorativa, sociale, d) Formazione locale integrata; e) Accoglienza a “bassa soglia”, f) Raccolta di informazioni attendibili in collaborazione con gli Osservatori provinciali.
D.G.R., n. 1719 del 25 settembre 2002, Criteri di riparto ai Comuni dei fondi statali e regionali per gli interventi sociali (B.U.R. n. 108 del 8.10.2002)
Vengono assegnati ai Comuni per la realizzazione degli interventi sociali la somma complessiva di 24.789.931 €, con una riduzione di circa il 4,7% rispetto alle quote assegnate per l’anno 2001. Viene demandato al servizio servizi sociali la definizione dei programmi di intervento riguardanti progetti e iniziative riguardanti: disabili gravi, sperimentazione assegno di servizi, Interventi rivolti alla tossicodipendenza, interventi riguardanti la legge 285/97, legge per l’accoglienza, monitoraggio del piano triennale socio assistenziale, politiche per l’infanzia e l’adolescenza, interventi do sostegnio legale per gli immigrati.
D.G.R., n. 1717 del 25 settembre 2002, L.R. n. 2/98 art. 7 - Piano annuale regionale degli interventi a sostegno dei diritti degli immigrati per l’anno 2002 (B.U.R. n. 107 del 3.10.2002)
Attraverso il programma triennale 2002-2004 (D.C.R. 68/2002), la regione Marche ha definito gli obiettivi da realizzare nel triennio al fine di assicurare la piena integrazione degli immigrati nel territorio regionale. Il Piano attuale intende ora indicare gli interventi da sostenere nell’anno 2002. 1) Integrazione, intercultura e conoscenza della lingua italiana nelle scuole dell’obbligo, 2) Rete dei servizi di informazione e consulenza (Centri di servizio) e Centri polivalenti provinciali, 3) Accesso all’abitazione e Centri di accoglienza, Protezione sociale, 4) Sostegno alle attività delle Associazioni e Federazioni degli immigrati e degli organismi rappresentati nella Consulta regionale degli immigrati, 5) Progetti sperimentali e pilota, 6) Informazione e comunicazione, studi e ricerche, 7) Realizzazione negli Ambiti Territoriali delle Preconferenze preparatorie alla realizzazione della 1ª Conferenza regionale sull’immigrazione, 8) Organizzazione 1ª Conferenza regionale sull’immigrazione, 9) Protezione sociale, 10) Inclusione sociale a favore delle Comunità Rom e Sinti. Il Piano annuale per l’anno 2002 determina in 744.600 € il fondo da ripartire tra 1 24 Ambiti territoriali. All’interno dei Piani di zona, vanno considerati come prioritari per l’ammissibilità al finanziamento i progetti degli Enti locali (punti da 1 a 3 sopra indicati) che prevedono il coinvolgimento delle Associazioni e Federazioni degli Immigrati. A tali fondi vanno aggiunti 30.980 € destinati alle Province per la realizzazione di “Centri polivalenti provinciali” e 384.420 € che la regione si riserva per il finanziamento di alcuni progetti (punti da 4 a 10 sopra indicati). Complessivamente, quindi per l’anno 2002 la disponibilità complessiva è di 1.190.000 €.
D.G.R., n. 1494 del 2 agosto 2002, Accordo di programma per le attività inerenti il monitoraggio, l’analisi, l’informazione e la documentazione per l’integrazione sociale e scolastica dei bambini, adolescenti e giovani stranieri (B.U.R. n. 103 del 17.9.2002)
La Regione ha sottoscritto un accordo di programma con l’Ufficio scolastico regionale che ha come obiettivo lo svolgimento di funzioni di analisi, monitoraggio, informazione e documentazione per l’integrazione scolastica e sociale dei bambini, adolescenti e giovani stranieri. Per le attività da realizzare nel 2002, il Centro regionale documentazione e analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza avrà a disposizione 51.645 euro. L’attività del Centro regionale, oltre a quella di supporto per le amministrazioni locali e le istituzioni scolastiche, sarà rivolta soprattutto alla programmazione di politiche di intervento per gli alunni stranieri, ma anche per le loro famiglie in stretta collaborazione con le realtà operanti sul territorio. Saranno raccolti e diffusi in modo capillare il materiale e la documentazione relativa all’integrazione scolastica, anche attraverso il collegamento in rete con altri Centri specifici. L’accordo prevede, inoltre, che da parte della Regione sia garantito il supporto alla promozione di percorsi formativi per gli operatori del settore. La Direzione scolastica regionale, con la sottoscrizione dell’accordo di programma, assumerà l’impegno di promuovere presso le istituzioni scolastiche sia le attività svolte dal Centro per favorire lo scambio di informazioni ed esperienze, sia i percorsi di qualità inerenti i progetti.
D.G.R., n. 1493 del 2 agosto 2002, Accordo di programma tra la regione Marche e l’ufficio scolastico regionale per le Marche - direzione regionale per l’istituzione di un osservatorio regionale per l’integrazione scolastica e sociale delle persone in situazione di handicap (B.U.R. n. 103 del 17.9.2002)
La regione ha deciso l’istituzione di un Osservatorio, attraverso Accordo di programma con l’Ufficio Scolastico regionale regionale per l’integrazione scolastica e sociale di persone in situazione di handicap. L’Osservatorio opererà in funzione di raccordo tra le agenzie che si occupano di integrazione scolastica e si avvarrà di un comitato tecnico-scientifico rappresentativo e integrato con esperti e professionisti del settore. Come sede, gestione e funzioni, il nuovo Osservatorio si inserirà nella struttura del Centro regionale di Ricerca e Documentazione ed Handicap (CRRDH) già operante che, oltre a garantire il supporto tecnico-organizzativo, provvederà ad assicurare annualmente una quota di risorse per consentirne la funzionalità. Nell’intesa che verrà sottoscritta ne sono regolati i molteplici compiti; tra gli altri: raccordo tra diversi soggetti che si occupano di integrazione scolastica, centro di consultazione psico-pedagogica (piani educativi personalizzati e diagnosi funzionale), di raccolta di documentazione, di consultazione bibliografica per favorire il percorso di integrazione attraverso le risorse bibliografiche presenti sul territorio, di divulgazione e restituzione delle esperienze di integrazione scolastica, monitoraggio sulla qualità dell’integrazione.
Legge regionale 24 luglio 2002, n. 11, Sistema integrato per le politiche di sicurezza e di educazione alla legalità (B.U.R. n. 87 del 1.8.2002)
La legge intende promuovere lo sviluppo della convivenza nelle città e nel territorio promovendo e sostenendo l’integrazione delle politiche sociali di competenza regionale e comunale con quelle statali di contrasto della criminalità. Per la realizzazione di queste finalità vengono previste diverse attività. Tra queste: ricerca, documentazione, comunicazione, informazione; collaborazione con altri organi dello stato al fine per favorire lo scambio di conoscenze e informazioni sui fenomeni criminali e sulla loro incidenza nel territorio regionale; favorisce sostegno e assistenza alle vittime della criminalità; promuove iniziative nelle scuole per favorire lo sviluppo della coscienza civile, costituzionale, democratica, il rispetto delle differenze, la lotta contro la mafia, la criminalità organizzata ed i poteri occulti. Viene istituito un Osservatorio regionale per le politiche integrate di sicurezza, composto da un Comitato di indirizzo e da un Comitato scientifico. Per gli interventi previsti dalla legge è prevista una spesa per ciascuno degli anni 2002, 2003, 2004 di 206,582, 76 euro. Viene abrogata la legge n. 3/1998 “Partecipazione della Regione Marche alla lotta contro la devianza sociale, la criminalità comune, la criminalità economica e la criminalità organizzata”.
D.G.R., n. 1392 del 23 luglio 2002, LR n. 6/2002 (legge finanziaria 2002) - LR n. 7/2002 (bilancio di previsione 2002) - DGR n. 898/2002 (Provvedimento per la definizione del programma operativo annuale 2002). Interventi straordinari per incentivare gli investimenti in strutture socio assistenziali - contributi in conto capitale (B.U.R. n. 89 del 13.8.2002)
La finanziaria regionale (L. 6/2002) ha previsto di finanziare interventi straordinari, attraverso contributi in conto capitale (per una somma pari a € 2.065.827,60), per incentivare gli investimenti in strutture socio assistenziali (servizi diurni e residenziali rivolti a minori, disabili, adulti in difficoltà e con problematiche psico sociali, anziani autosufficienti e non). Beneficiari sono enti locali singoli o associati, Ipab e soggetti di diritto privato senza fini di lucro. Le spese ammissibili riguardano: opere edili e impiantistiche per ristrutturazione ed ampiamento, ed anche per nuove costruzioni; opere di urbanizzazione, acquisto strutture esistenti. I Comitati dei sindaci degli Ambiti territoriali definiscono nel territorio di riferimento i settori di intervento in ordine ai quali si rende necessario provvedere prioritariamente. Le domande di ammissione vanno presentate entro il 13 dicembre 2002.
D.G.R., n. 1233 del 9 luglio 2002, Attuazione della legge 1º aprile 1999, n. 91 e della DGR 10.07.2001 n. 1580 in materia di prelievi e trapianti di organi e tessuti (B.U.R. n. 85 del 26.7.2002)
La delibera istituisce e definisce le funzioni del Centro regionale per le attività di prelievo e trapianti presso l’Azienda Ospedaliera “Umberto I - Torrette di Ancona”; finanzia il potenziamento dei centri di rianimazione, con priorità all’acquisizione di apparecchiature per l’accertamento della morte cerebrale; avvia attraverso contributo la costituzione della Banca regionale delle Cornee; promuove l’attuazione del progetto “Implementazione attività di prelievo e trapianto di organi e tessuti”.
D. D. Servizio servizi sociali n. 136 del 1 luglio 2002, Legge 388/2000 art. 81 - Riparto fondi per la realizzazione di strutture residenziali per disabili gravi rimasti privi del sostegno familiare. Beneficiari: Vari organismi del privato sociale. Importo: € 1.541.273,39. Bilancio: anno 2002. (B.U.R. n. 79 del 11.7.2002)
Il Fondo statale previsto dall’art. 81 della legge 388/2000 (finanziaria 2001), finanzia la realizzazione di strutture residenziali per disabili gravi privi del sostegno familiare, realizzate da organismi non profit. Con DGR 589/2002 la regione aveva definito i criteri per la concessione ed erogazione dei finanziamenti. Le richieste sono state 15. Complessivamente sono state finanziate otto strutture all’interno del territorio regionale.
Legge regionale 18 giugno 2002, n. 9, Attività regionali per la promozione   dei diritti umani, della cultura della pace, della cooperazione allo sviluppo, e della solidarietà internazionale (B.U.R. n. 75 del 27.6.2002)
La legge regionale riconosce nella solidarietà e nella cooperazione internazionale gli strumenti per raggiungere la pace e tutelare i diritti fondamentali. Nel rispetto della legislazione nazionale e comunitaria e delle competenze statali in politica estera, la Regione “contribuisce alla salvaguardia umana, al soddisfacimento dei bisogni primari, all’autosufficienza alimentare, all’eliminazione della povertà, alla lotta all’emarginazione, alla valorizzazione delle risorse umane dei paesi in via di sviluppo e di quelli a economia in transizione”. Obiettivi che vengono conseguiti attraverso la collaborazione e il partenariato internazionale, la cooperazione internazionale, gli interventi di emergenza e di solidarietà. Le modalità di sostegno spaziano dalla promozione diretta, all’adesione a iniziative delle altre Regioni. È prevista anche la possibilità di sottoscrivere intese con “gli enti territoriali dei diversi Stati”, nel rispetto della normativa nazionale. Vengono, inoltre, sostenute le attività dei soggetti pubblici e privati marchigiani. In particolare: enti locali, organizzazioni non governative, associazioni iscritte nell’apposito registro regionale istituito dalla legge, università, scuole, istituti di ricerca, sindacati, imprese e cooperative. La programmazione degli interventi viene articolata attraverso un Piano triennale e uno annuale, finanziati - nel 2002 - con la somma di 336 mila euro. La legge istituisce il Comitato per la cooperazione e la solidarietà internazionale e l’associazione “Università della pace”, quest’ultima con sede ad Ascoli Piceno, allo scopo di “favorire iniziative in sostegno della cultura della pace”.
D.G.R., n. 1069 del 11 giugno 2002, Attuazione protocollo d’intesa Regione Marche - Ministero della Giustizia di cui alla DGR n. 514/2001: Schema modalità operative per l’assistenza sanitaria ai detenuti tossicodipendenti ed alcooldipendenti negli istituti penitenziari delle Marche - atto di indirizzo (B.U.R. n. 80 del 16.7.2002)
Il 9 marzo 2001 tra Regione Marche e Ministero della Giustizia è stato sottoscritto un protocollo d’intesa; tra i punti oggetto del protocollo anche quello riguardante l’assistenza sanitaria e la salute in carcere. La delibera costituisce un Atto di indirizzo nei confronti delle Aziende sanitarie d ospedaliere. In particolare vengono definite le modalità organizzative del rapporto con i SeRT nell’assistenza ai detenuti tossicodipendente e alcooldipendenti presenti negli istituti penitenziari. Il Protocollo definisce in particolare le modalità di segnalazione e di intervento del SeRT, gli interventi congiunti (SeRT-istituto penitenziario), le modalità della presa in carico, la definizione del programma terapeutico, interventi di prevenzione e di formazione del personale.
D.G.R., n. 1046 del 5 giugno 2002, Istituzione della Consulta regionale degli ambiti territoriali sociali (B.U.R. n. 76 del 28.6.2002)
La Consulta Regionale degli ambiti territoriali sociali è composta dai Presidenti dei Comitati dei Sindaci dei 24 ambiti territoriali. La Consulta svolge funzioni di coordinamento delle problematiche politico amministrative relative all’attuazione del Piano sociale in collaborazione con la Regione.
D.G.R., n. 978 del 29 maggio 2002, D. lgs 124/98 - indirizzi per la definizione degli obiettivi delle Aziende sanitarie in materia di razionalizzazione delle modalità di accesso alle prestazioni sanitarie e di abbattimento dei tempi di attesa (B.U.R. n. 70 del 7.6.2002)
Si impegnano le Aziende sanitarie alla realizzazione di un sistema di prenotazione e gestione degli accessi alle prestazioni sanitarie al fine di controllare le liste di attesa, la rendicontazione delle prestazioni ed il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza. Per la realizzazione del progetto sono stati stanziati 260.000 €.
D.C.R., n. 68 del 8 maggio 2002, Programma triennale regionale degli interventi e delle attività a favore degli immigrati provenienti dai Paesi non appartenenti all’Unione Europea e delle loro famiglie per gli anni 2002/2004. legge regionale 2 marzo 1998, n. 2, articolo 6, commi 1, 2 e 3 (B.U.R. n. 58 del 30.4.2002)
Il Programma triennale si caratterizza per una prima parte nel quale si presenta l’analisi del fenomeno italiano. Vengono riportati i dati del Rapporto Caritas del 2000 dal quale si evidenzia nelle Marche una incidenza percentuale della popolazione straniera non comunitaria del 2,5% per un numero di immigrati stimati pari a circa 36.000. Si presenta poi la normativa italiana all’interno del contesto europeo e il quadro delle politiche di integrazione a livello nazionale e nelle Marche. Negli obiettivi della programmazione per gli anni 2002-2004 si definiscono le seguenti aree di intervento: 1) Integrazione, intercultura, 2) Università, 3) Formazione e lavoro, 4) Rete dei servizi di informazione e consulenza. Centri polivalenti provinciali, 5) Centri di accoglienza. Accesso all’abitazione, Protezione sociale, 6) Associazionismo, 7) Progetti sperimentali e pilota, 8) Informazione e comunicazione, studi e ricerche. Tra le azioni da segnalare quelle volte a contrastare la tratta ed il traffico di persone vittime di abusi, l’applicazione del Protocollo di intesa tra regione Marche e Ministero della Giustizia in particolare per quanto riguarda la condizione dei minori stranieri detenuti. Il programma prevede anche l’inclusione tra i beneficiari dell’intervento anche le popolazioni ROM; i Comuni potranno pertanto usufruire per progetti di integrazione dei finanziamenti regionali. Sono state definite le seguenti priorità d’intervento: a) Diritto all’inserimento scolastico dei minori immigrati, b) diritto all’abitazione, c) diritto all’accoglienza e all’integrazione, d) diritto all’informazione.
D.G.R., n. 796 del 7 maggio 2002, Approvazione progetto di protocollo di intesa tra le aziende sanitarie e la Regione Marche per la aggregazione di beni e servizi (B.U.R. n. 70 del 7.6.2002)
Il progetto ha l’obiettivo di arrivare alla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi attraverso l’aggregazione delle aziende sanitarie ed ospedaliere della regione Marche. L’avvio della sperimentazione avverrà con la firma del protocollo da parte dei direttori generali. Il modello sperimentato prevede che le Asl deleghino alle “capofila” l’acquisto dei prodotti che ciascuna definisce in piena autonomia. Le “capofila” stipuleranno le convenzioni con i fornitori, per la propria azienda e per le altre che l’hanno autorizzata. Le Aziende sanitarie locali di Urbino, Civitanova Marche e Ascoli Piceno sono le tre Asl capofila nella sperimentazione della centralizzazione degli acquisti. Per conto della altre Aziende sanitarie e ospedaliere che aderiranno al protocollo regionale, stipuleranno contratti con i fornitori dei beni e servizi necessari. Tre le tipologie merceologiche individuate, per valutare la bontà dell’intesa e testarne le modalità operative: prodotti di medicazione (Asl di Urbino), soluzioni infusionali (Asl di Civitanova), aghi e siringhe (Asl di Ascoli Piceno).
D.G.R., n. 793 del 7 maggio 2002, LR 36/98 art. 10 - Approvazione dello schema tipo di accordo per la disciplina dei rapporti con le Associazioni di volontariato che esercitano attività di trasporto sanitario (B.U.R. n. 70 del 7.6.2002)
La Giunta regionale ha approvato lo schema di accordo che le Aziende sanitarie e ospedaliere sottoscriveranno con le associazioni di volontariato Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) Marche, Confederazione delle Misericordie e Cri (Croce rossa italiana) Marche. L’intesa stabilisce le modalità di accesso alle convenzioni, la costituzione di organi consultivi, l’aggiornamento del personale volontario, le modalità di svolgimento degli interventi (d’emergenza e programmati), i controlli e le verifiche di qualità. Successivamente saranno definite le caratteristiche dei simboli identificativi del servizio di emergenza sanitaria “118”. Tra gli impegni assunti nella delibera quelli di: avviare un monitoraggio al fine di conoscere il numero, la tipologia e il costo dei servizi resi così da definire un sistema tariffario sui servizi d’emergenza basato su di una efficiente organizzazione dei medesimi; invitare le Aziende sanitarie alla adozione di adeguati interventi al fine di razionalizzarli e di favorire quelli di emergenza; di impegnarsi al fine di sollecitare tutte le misure per consentire la formazione e l’aggiornamento degli operatori volontari e dipendenti addetti ai servizi di trasporto. Nella convenzione vengono definite le modalità organizzative degli interventi di emergenza (art. 11-14) e di quelli programmati (art. 15-17).
D.G.R., n. 793 del 7 maggio 2002, LR 36/98 art. 26 - Requisiti per il conseguimento dell’autorizzazione all’esercizio del trasporto sanitario (B.U.R. n. 70 del 7.6.2002)
Vengono approvati i requisiti delle strutture organizzative, dei mezzi e degli equipaggi che debbono essere posseduti ai fini del conseguimento dell’autorizzazione all’esercizio del trasporto sanitario. L’autorizzazione deve essere presente sia dai privati che dalle organizzazioni di volontariato. I servizi di ambulanza gestiti dalle ASL, dall’INRCA, dai Corpi civili e militari dello stato, dagli Enti pubblici non appartenenti al Ssn che non sono soggetti all’autorizzazione devono avere comunque gli stessi requisiti tecnici e di dotazione delle attrezzature. Negli allegati si definisce la: a) dotazione dell’ambulanza da trasporto; b) dotazione dell’ambulanza di soccorso; c) dotazione dell’ambulanza di soccorso avanzato; d) dotazione di autoveicoli di soccorso avanzato con personale medico ed infermieristico a bordo (auto medicalizzata).
D.G.R., n. 686 del 10 aprile 2002, Recepimento dell’accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni in relazione al profilo dell’operatore socio-sanitario: approvazione del modello regionale di formazione iniziale per il conseguimento della qualifica di operatore socio-sanitario (B.U.R. n. 58 del 30.4.2002)
La delibera recepisce la disciplina provvisoria relativa alla figura, al profilo e all’ordinamento didattico dell’operatore socio sanitario come sancito dall’Accordo in Conferenza Stato Regioni del febbraio 2001. Stabilisce che la sperimentazione relativa all’avvio del primo anno del corso di formazione del nuovo profilo di Operatore socio sanitario venga effettuata presso le Aziende sanitarie locali ed ospedaliere sedi delle ex scuole per infermieri professionali o sedi formative convenzionate con l’Università. Vengono inoltre approvati: a) Regolamento del Corso di formazione dell’operatore socio sanitario; b) Ordinamento didattico del corso di formazione dell’operatore socio sanitario; c) Regolamento del corso di riqualificazione dell’Operatore Tecnico Addetto all’Assistenza (OTA) e dell’operatore socio-assistenziale e/o dell’operatore in possesso di altra qualifica equiparabile; d) Ordinamento didattico del corso di riqualificazione dell’operatore Tecnico Addetto all’Assistenza (OTA) in Operatore Socio Sanitario; e) Ordinamento didattico del corso di riqualificazione dell’Operatore Socio Assistenziale e/o in possesso di altra qualifica equiparabile.
D.G.R., n. 698 del 10 aprile 2002, L. R. 46/95 - piano annuale di attuazione DA n. 59/2001 degli interventi di promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani e degli adolescenti. Indirizzi applicativi per l’anno 2002 (B.U.R. n. 58 del 30.4.2002)
Il Piano annuale delinea i seguenti obiettivi: a) Stimolare la progettazione autonoma dei giovani e degli adolescenti fornendo sostegni tecnici adeguati; b)stimolare i Comuni, singoli o associati e le comunità montane alla progettazione in favore dei giovani e degli adolescenti, intervenendo con proprie risorse finanziarie, anche attraverso sostegni tecnici e di consulenza, dando priorità a programmi che coinvolgano l’ambito territoriale.Il Piano annuale 2002 dovrà prevedere la presenza di servizi con alcune caratteristiche: promozione dell’aggregazione giovanile, di servizi di informazione e orientamento con particolare riferimento alla formazione e al lavoro, collaborazione sistematica con organizzazioni e azioni già presenti nel territorio, scambi interculturali tra i giovani. Dovranno essere realizzati almeno i seguenti servizi: Centri di aggregazione organizzati o informali, centri di aggregazione autogestiti, informagiovani. Entro il primo luglio 2002 i Comuni dovranno presentare i progetti alle amministrazioni provinciali competenti.
D.C.R., n. 65, del 27 marzo 2002, Modifica ed integrazione della deliberazione 17 ottobre 2001, n. 50 concernente: “Articolo 26 legge regionale 4 giugno 1996 n. 18 modificata ed integrata con L. R. 21 novembre 2000, n. 28 definizione dei criteri e delle modalità di attuazione degli interventi per l’anno 2002. Modalità di impiego delle risorse e tetti di spesa (B.U.R. n. 52 del 11.4.2002).
La delibera corregge alcuni criteri applicativi riguardanti la legge regionale sull’handicap. In particolare la modifica riguarda l’intervento di assistenza domiciliare indiretta al disabile in situazione di particolare gravità. La correzione è stata causata dal numero molto alto di beneficiari che ha ridotto fortemente l’importo del contributo determinandone nei fatti la vanificazione dell’obiettivo (sostegno economico alle famiglie con un disabile in particolare gravità). I nuovi criteri prevedono: la ridefinizione della situazione di particolare gravità ai fini dell’accesso al contributo e la valutazione a cura di una commissione provinciale. Per questo intervento il disabile o la famiglia dovrà inoltrare la domanda entro il 31 maggio. Il contributo regionale previsto per il 2002 è di 1.362.872 €.
D.G.R., n. 605, del 27 marzo 2002, Sviluppo ed organizzazione delle attività di day surgery nella Regione Marche (B.U.R. n. 53 del 12.4.2002).
La regione intende sviluppare e indicare percorsi organizzativi riguardo l’attività di day surgery, (chirurgia con ricovero limitato alle sole ore del giorno). In particolare l’obiettivo è quello di: a) sviluppare un modello efficace pari a quello dell’assistenza chirurgica in regime ordinario, b) umanizzare l’assistenza, offrendo un trattamento che eviti il ricovero notturno, ed evitando le complicanze legate al ricovero prolungato in ospedale; c) aumentare le prestazioni in regime diurno, utilizzando in maniera più appropriata il regime di ricovero ordinario; d) organizzare al meglio i servizi così da ottimizzare le risorse migliorando contestualmente l’efficienza.
D.G.R., n. 614, del 27 marzo 2002, Parere della Giunta regionale sulla rosa dei candidati individuati dai comitati dei Sindaci degli ambiti territoriali sociali per l’attribuzione dell’incarico di coordinatore dell’ambito (B.U.R. n. 53 del 12.4.2002).
Dopo la ridefinizione degli ambiti territoriali (da 29 a 24), la giunta ha espresso il parere in merito alle rose, presentate dai Comitati dei Sindaci, per la nomina del Coordinatore d’ambito. Entro 15 giorni i Comitati dei Sindaci devono provvedere alla nomina del Coordinatore. La delibera sospende anche il termine, già previsto del 31 marzo, per la presentazione dei Piani di Zona e rimanda la definizione del termine ad un successivo atto regionale.
D.G.R., n. 607, del 27 marzo 2002, Art. 7 L. 405/2001 disposizioni in materia di rimborso dei farmaci di uguale composizione (B.U.R. n. 53 del 12.4.2002).
A partire dal 1º aprile 2002, i medicinali non coperti da brevetto (generici o specialità medicinali) avente uguali composizione di principi attivi e stessa forma farmaceutica, dosi unitarie e via di somministrazione sono rimborsati dal Servizio sanitario Regionale al prezzo più basso. Nel caso in cui sia assente l’indicazione di non sostituibilità del farmaco, il farmacista, dopo aver informato l’assistito, è tenuto a consegnare allo stesso il farmaco avente, tra quelli disponibili, il prezzo più basso tra quelli disponibili sul mercato.
D.G.R., n. 574 del 19 marzo 2002, L. 68/99 “Criteri e modalità relativi alla ripartizione del fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili tra le province” - fondi statali a destinazione vincolata (B.U.R. n. 51 del 8.4.2002)
Vengono approvati i criteri di ripartizione del Fondo nazionale alle Amministrazioni provinciali. Il 30% del Fondo (894 milioni)è ripartito calcolando l’indice in base al rapporto tra il numero dei lavoratori iscritti al collocamento obbligatorio ed il numero dei lavoratori iscritti al collocamento ordinario. Il 70% dello stesso Fondo (2 miliardi e 84 milioni)è ripartito tenendo conto del numero di convenzioni che prevedono la fiscalizzazione degli oneri per l’avvio al lavoro di lavoratori disabili.

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